Verso una nuova guerra. La Conferenza di Monaco e il Patto Ribbentrop-Molotov

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Nel 1934 Adolf Hitler ha iniziato la costruzione della “Grande Germania”. La prima a fare le spese dell’espansionismo hitleriano è l’Austria – zona di lingua tedesca e terra natale dello stesso Hitler – dove gruppi filonazisti hanno assassinato il presidente Dollfuss, autoritario ma non hitleriano, nella speranza di un’invasione tedesca che realizzasse l’Anschluss (annessione) dell’Austria alla Germania.
Quando Hitler ha tentato di muovere i primi soldati verso l’Austria, la decisa reazione internazionale non si è fatta attendere, e non solo quella di Francia e Gran Bretagna, preoccupate per l’espansionismo tedesco: Mussolini, autoritario ma alleato delle potenze liberali, ha schierato le truppe al Brennero (confine italo-austriaco) per avvertire Hitler che non avrebbe permesso alla Germania di arrivare al confine con l’Italia. L’esercito italiano non faceva di certo paura a quello tedesco, ma mettersi subito contro le potenze liberali non conveniva a un Cancelliere appena giunto al governo di un Paese già in difficoltà sul piano economico e diplomatico.
Hitler dunque aveva allora desistito dall’impresa, ma la crisi internazionale seguita alla conquista italiana dell’Etiopia cambia lo schema di alleanze.
L’asse Roma-Berlino viene rafforzato in uno stretto accordo militare noto con il nome di Patto d’Acciaio (foto di copertina). All’alleanza italo-tedesca si aggiunge anche il Giappone, molto efficiente dal punto di vista militare grazie alla fortissima disciplina dei soldati e l’obbedienza nei confronti dell’imperatore. La posizione del Giappone si spiega con le sue mire espansionistiche nel Sud-Est asiatico ai danni delle colonie francesi in Indocina.
A marzo del 1938, questa volta con il consenso italiano, le truppe tedesche invadono l’Austria senza nessuna resistenza. Un plebiscito ratifica l’avvenuta Anschluss (annessione) dell’Austria alla Germania. È l’atto di nascita vero e proprio del Terzo Reich. Nessuno interviene.

FOTO 1. anschluss
L’Anschluss

 A ottobre del 1938 la Germania invade la Cecoslovacchia in nome della minoranza tedesca che abita i monti dei Sudeti. Di nuovo, nessuno interviene.
La Francia, terrorizzata dall’idea di una nuova guerra per il traumatico ricordo della precedente, stringe con la Germania un patto di non aggressione. Chamberlain, per continuare la politica di appeasement, chiede a Mussolini di intervenire come mediatore. I leader internazionali si riuniscono a Monaco di Baviera a settembre del 1938. Nella Conferenza di Monaco a Hitler vengono lasciate l’Austria e i Sudeti in nome della pace europea, a condizione che rinunci a nuove aggressioni. Mussolini, principale alleato della Germania nazista, ne esce come il mediatore che ha salvato l’Europa dalla guerra. Ad aprile del 1939 la Germania occupa tutta la Cecoslovacchia, dimostrando quanta poca considerazione abbia dei patti sanciti.
Intanto, con l’appoggio tedesco, l’Italia invade l’Albania.
L’altro obiettivo della Germania è parte della Polonia. I Trattati di Parigi del 1919 avevano tolto alla Germania Danzica, importante porto sul mar Baltico, e lasciato un territorio tedesco, la Prussia orientale, separato dal resto del Paese. Hitler intende annettere al Reich la città di Danzica e la striscia di terra che permette il passaggio dalla Germania al porto baltico, area che viene chiamata appunto «corridoio di Danzica».

CARTA anschluss

Ad agosto del 1938 Hitler e Stalin firmano un patto di non aggressione noto come Patto Ribbentrop-Molotov dal nome dei rispettivi Ministri degli Esteri. 

Con questo accordo, oltre alla promessa di non attaccarsi a vicenda, viene prevista la spartizione della Polonia tra i due Stati: la parte occidentale, inclusi il porto di Danzica e la città di Varsavia, andrà alla Germania, mentre la parte orientale andrà alla Russia insieme alle province baltiche (attuali Estonia, Lettonia e Lituania).
In un primo momento, l’occupazione russa e tedesca della Polonia non diventa effettiva, ma intanto l’accordo permette ai due dittatori di non temere attacchi reciproci in caso di scoppio di una guerra. 
Ottenendo gran parte dell’Europa orientale, Stalin rinuncia a tutta quella occidentale.

Moskau, Stalin und Ribbentrop im Kreml
La stretta di mano tra Ribbentropp e Stalin, 23 agosto 1939

 Quando viene firmato il Patto Ribbentrop-Molotov la guerra di Spagna è ancora in corso: questo potrebbe dare un’ulteriore spiegazione del perché alcune testimonianze abbiano riferito che le Brigate Internazionali non abbiano voluto vincere varie battaglie in Spagna. Inoltre l’alleanza russo-tedesca fa paura al mondo occidentale democratico e indigna i membri europei del Comintern, ma Stalin la giustifica come «necessario realismo politico». Stalin ha usato la Spagna per eliminare ogni opposizione interna al Comintern e ogni rischio di deriva trozkista tra i partiti comunisti europei (Lev Trozkij è in esilio a Città del Messico, dove verrà assassinato nel 1940 da un sicario mandato da Stalin) e soprattutto per chiarire che non dovrà trionfare nessuna Rivoluzione in Occidente, in modo da mostrarsi forte sui comunisti e affidabile davanti alle potenze capitaliste. Mussolini, abile doppiogiochista, prende posizione senza esporsi troppo per mostrare alle destre che il suo partito c’è e al tempo stesso ai liberali che non è troppo sanguinario.
Hitler usa la guerra di Spagna come banco di prova: dal punto di vista delle strategie geopolitiche non ha nessun interesse sulla penisola iberica ma ha bisogno di un pretesto per sperimentare la potenza della Luftwaffe, l’aviazione da guerra tedesca, in vista dell’imminente guerra che sta per abbattersi nuovamente sull’Europa. E, come dimostrato fin troppo bene la mattina del 26 aprile 1937 nella cittadina basca di Guernica, la prova generale è riuscita perfettamente. La Germania è pronta.
Nel Mein Kampf le intenzioni di Hitler erano chiare fin dal primo momento: punire la Francia per l’umiliazione inflitta al popolo tedesco nel 1919, sottomettere tutti i popoli slavi (inclusa la Russia) in quanto “inferiori”, sterminare ebrei, Rom, omosessuali e disabili, unire nel «Terzo Reich» tutte le genti di lingua e cultura tedesca e costruire un’Europa continentale unita sotto il dominio della Germania. Nessun riferimento alla Gran Bretagna né all’America. Nei piani di Hitler Londra sarebbe dovuta rimanere in disparte nel Mare del Nord a capo del suo vasto impero coloniale e commerciale ma indifferente agli affari europei, ovvero tedeschi.
La Gran Bretagna, dunque, non avrebbe dovuto avere alcun interesse diretto nel prendere parte alla guerra europea.
Concedendo la Cecoslovacchia alla Germania con la Conferenza di Monaco, Francia e Gran Bretagna hanno preteso che questa fosse l’ultima annessione tedesca, ma di fatto hanno dato a Hitler una larga libertà di movimento. È chiaro in quanto scritto nel Mein Kampf che Hitler non si accontenterà. Spaventata dalla notizia del patto di non aggressione russo-tedesco, la Polonia invoca la protezione francese e inglese, da cui dipende il futuro dell’Europa non nazista.

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Articolo di Andrea Zennaro

4sep3jNIAndrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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