La Guerra fredda. Prima fase. La nascita dell’ONU

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è l’organismo sovranazionale creato con la Conferenza di San Francisco dagli Stati che hanno vinto la II Guerra mondiale, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione Sovietica e Francia: quest’ultima è stata militarmente sconfitta ma risulta vincitrice in quanto alleata dei vincitori. L’incontro avviene tra aprile e giugno del 1945, quando la guerra europea si sta concludendo ma quella mondiale non è ancora finita. L’ONU nasce riprendendo il modello della Società delle Nazioni proposta da Wilson, il cui intento di mantenere la pace è fallito anche a causa dell’isolazionismo statunitense: rompendo l’isolazionismo, gli Stati Uniti prendono di fatto gran parte del potere che tra le due guerre era stato esercitato da Francia e Regno Unito, principali egemoni della Società delle Nazioni.
Le decisioni sono votate da un’Assemblea Generale ma devono passare per un Consiglio di Sicurezza composto da quindici Stati membri con diritto di veto su qualsiasi provvedimento: di questi quindici, dieci sono eletti ogni anno dall’Assemblea Generale e cinque sono membri permanenti, ovvero i quattro vincitori della II Guerra mondiale più la Cina, che vi entrerà più tardi per il peso economico e geopolitico acquisito. Il difficile compito dell’ONU durante la Guerra Fredda sarà quello di impedire l’esplosione di una nuova guerra e quindi di trovare un equilibrio tra gli interessi statunitensi e quelli sovietici.

FOTO 1 caschi blu

Il Consiglio di Sicurezza detiene il controllo dei “caschi blu”, forze armate, non previste nella precedente organizzazione, che intervengono come cuscinetto nei conflitti e nelle dispute internazionali, ed è l’unica commissione che ha la facoltà di imporre sanzioni o embargo agli Stati che turbano la pace stabilita.
L’Assemblea Generale invece, divisa per commissioni tematiche, è composta (oggi) da rappresentanti di 193 Stati membri.
Nel 1948 viene redatta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento che stabilisce alcuni diritti basilari di cui non può essere privato nessun essere umano in nessun luogo del mondo e per nessuna ragione. Questo documento, riprendendo i principi della Carta Atlantica del 1941, tratta i diritti umani non come concessione del sovrano o dello statuto di un Paese ma come universali e inalienabili, che ogni persona ha fin dalla nascita. Ma non sempre le Nazioni Unite riusciranno a imporsi in tutte le situazioni: tramite il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, gli Stati che egemonizzano l’ONU sono gli stessi che la esautorano e la rendono impotente.

Foto 2 Pillole 46

Nell’estate del 1944, prima ancora di dar vita all’ONU, gli accordi di Bretton Woods stabiliscono la nascita del Fondo Monetario Internazionale, una riserva monetaria creata con l’intenzione di farne attingere gli Stati in caso di necessità, e della Banca Mondiale, tenuta a prestare soldi agli Stati per la ricostruzione postbellica; ma questi organismi, gestiti da privati, avranno la facoltà di porre le proprie condizioni prima di concedere prestiti. Viene anche abolito il protezionismo in molte aree del mondo per costruire un libero mercato globale, come previsto dalla Carta Atlantica: ciò significa esporre i Paesi in difficoltà alla schiacciante concorrenza diretta con le economie più avanzate, danneggiando inevitabilmente i primi. Negli accordi di Bretton Woods si stabilisce anche che il valore della moneta non corrisponda più alla quantità di oro effettivamente presente nelle casse della banca centrale di uno Stato ma alla convertibilità in dollari delle valute, di cui gli USA si impegnano a garantire la convertibilità in oro. Il dollaro acquisisce così un grande peso come moneta di scambio internazionale: gli accordi di Bretton Woods impongono gli USA come prima potenza economica e il loro dominio sul mercato mondiale.

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Articolo di Andrea Zennaro

4sep3jNIAndrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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