Il primato di Toni

Toni Morrison è stata la prima scrittrice afroamericana a vincere il Nobel per la letteratura. Nata a Lorain, nell’Ohio, il 18 febbraio del 1931, è morta il 5 di agosto del 2019.
Il “New York Times”, nella triste occasione, ha scritto di lei definendola una donna che ha regalato il suo talento al Grande sogno americano: non quello delle bombe e delle armi ma quello della pace, dell’armonia razziale e della giustizia.

Gabriella Anselmi ne ha tracciato un profilo.
«Toni Morrison, pseudonimo di Chloe Ardelia Wofford, è la prima scrittrice afroamericana vincitrice nel 1993 del premio Nobel per la letteratura, conferito ad un’autrice “che, in romanzi caratterizzati da forza visionaria e spessore poetico, dà vita ad un aspetto essenziale della realtà americana”.
Nasce a Lorain, città industriale dell’Ohio, dove i genitori originari dell’Alabama sono emigrati per sfuggire al razzismo del profondo Sud. Di famiglia operaia, vive gli anni della Depressione in una condizione economica che la madre definisce “inumana”. Fin da bambina si dimostra un’ottima studente, amante della lettura forse anche grazie alla passione per le storie popolari raccontate dal bisnonno nato schiavo, riversate poi nei suoi scritti che oggi rappresentano un vanto della narrativa americana. Segue gli studi umanistici alla Howard University per soli neri. Si laurea nel 1953 in letteratura inglese alla Cornell University, dove fu compagna di studi di LeRoi Jones, leader della rivoluzione nera degli anni Sessanta, e di Andrew Young, leader della lotta incruenta di Martin Luther King.
Tra il 1955 e il 1964 insegna presso l’Università di Houston nel Texas e in quella di Howard. Nel 1959 sposa l’architetto giamaicano Harold Morrison di cui assume il cognome, ha due figli e dopo cinque anni divorzia. Sempre in quel periodo inizia a dedicarsi alla scrittura. Nel tempo la sua vasta produzione include, oltre ai romanzi, anche drammi, numerosi saggi, libri per l’infanzia, testi delle sue conferenze e articoli su svariati argomenti, soprattutto letteratura, politica, femminismo, attualità. Dal 1964 al 1983 come redattrice presso l’editore Random House di New York promuove la pubblicazione delle opere di maggior successo della letteratura afroamericana.
Nel 1974 cura l’edizione di The Black Book, raccolta di documenti storici sulla schiavitù e sulla vita degli afroamericani nei secoli passati. In parallelo continua a insegnare in varie università.
The Bluest Eye (L’occhio più azzurro), del 1970, primo dei suoi romanzi, è la storia tragica di Pecola Breedlove, una bambina nera che vorrebbe avere gli occhi azzurri per sentirsi amata e accettata. Un critico, in una recensione sul New York Times, disse che il libro rivelava già “una prosa così precisa, così fedele alla lingua parlata e così intrisa di dolore e di meraviglia da poter essere considerata poesia, oltre a contenere elementi di storia, sociologia, folklore, incubo e musica”.
Seguono Sula, del 1973, che racconta l’amicizia tra due donne all’interno di una comunità nera di provincia; Song of Solomon (Canto di Salomone), del 1977, imperniato sulla ricerca di sé e del proprio passato da parte del giovane Milkman Dead; Tar Baby (L’isola delle illusioni), del 1981, in cui descrive il rapporto tra Son e Jadine, due giovani neri di origini molto diverse. Beloved (Amatissima), del 1987, forse il suo risultato più compiuto, ottiene il premio Pulitzer. Di forte impatto emotivo, si ispira al gesto disperato di una schiava fuggiasca che uccide la figlia piuttosto che ricadere con lei nella drammatica condizione di schiavitù. È anche il primo romanzo di una trilogia a carattere storico che comprende i successivi Jazz (1992), una storia di intolleranza e violenze ambientata nella Harlem degli anni Venti, e Paradise (Paradiso), del 1999 in cui descrive il movimento per i diritti civili e il Black Power. Sono opere incisive che indagano la psicologia femminile in condizioni di emarginazione e sfruttamento, romanzi indipendenti e dallo stile molto diverso che costituiscono, ciascuno, l’affresco di un’epoca della storia afroamericana. Alcune opere successive sono Love (Amore), del 2003, e A Mercy, del 2008, incentrato su Florens, una giovane schiava nell’America del XVII secolo.
Nella narrativa di Toni Morrison si ripetono con insistenza alcuni temi: l’importanza della comunità, il valore della memoria, la forza femminile. Dai suoi testi emergono chiaramente la capacità di indagare nel profondo dell’animo umano e la volontà di descrivere il mondo dal suo punto di vista di afroamericana e di donna. Tutto ciò in opposizione dialettica tanto alla cultura dominante bianca quanto al potere maschile, anche all’interno della comunità nera. La sua scrittura ha mostrato una diversa prospettiva della società e della storia degli afroamericani e ha dato dignità alle vicende strazianti della sua gente. Le donne, grandi protagoniste dei suoi romanzi alle prese con una duplice oppressione, quella del razzismo e quella del maschilismo, vengono descritte e indagate in una molteplicità di aspetti: il loro ruolo nella società afroamericana, l’amicizia tra donne, la sorellanza, il rapporto uomo-donna, la maternità, la crescita e l’autonomia personale. Morrison ha quindi contribuito in modo significativo e decisivo a riscrivere e a diffondere la storia della sua comunità. Ha creato intrecci e personaggi di tragica e acuta sensibilità. Sempre attenta alle problematiche infantili, in Prima i bambini 
 primo suo romanzo ambientato in epoca contemporanea  Toni Morrison fa appello al senso di responsabilità verso i propri figli e le proprie figlie. Rappresenta un manifesto di speranza nella resilienza delle giovani generazioni, nonostante le colpe dei padri.
“Se tutto ciò che faccio quando scrivo romanzi (o qualsiasi altra cosa scriva) non parla del villaggio o della comunità o di voi, allora non parla di niente. Trovo che l’arte migliore sia politica, e che si debba essere capaci di renderla al contempo indubbiamente politica e irrevocabilmente bella”.
Animata da un forte senso di ironia, di melanconia e di riverente rispetto per le parole, è indotta a scrivere in segreto, di notte, quasi con un senso di colpa. Se i temi dei suoi romanzi sono pressoché costanti, lo stile è invece diversificato in molteplici soluzioni linguistiche e narrative. Nella trilogia dedicata alla storia degli afroamericani, il primo romanzo si caratterizza per una forma particolare di realismo magico, di matrice africana; nel secondo cerca di riprodurre in letteratura l’andamento musicale di un brano di jazz; nel terzo si evidenzia un intrecciarsi armonioso di voci femminili che narrano ciascuna un frammento della vicenda. La stessa ricerca e ricchezza si esprime anche nella scelta della lingua: è evocativa, colma di immagini, impiega l’inglese parlato dagli afroamericani sia in dialoghi informali sia in passi dal contenuto poetico, azzarda scelte inconsuete, richiede impegno a lettori e lettrici ripagati da immagini straordinarie e indimenticabili.
Nel corso degli anni le sue opere hanno ottenuto un successo crescente di critica e di pubblico oltre a numerosi riconoscimenti. Toni Morrison è stata una personalità di spicco della cultura americana, nonché un riferimento per tutta la comunità nera degli Stati Uniti.
Nel 2012 le è stata conferita dal Presidente Obama la Medaglia presidenziale della libertà.
Il 17 settembre 2015 è stata nominata Ufficiale della Legion d’Onore francese.
Grande scrittrice, attenta sociologa, coltissima lettrice, per i temi trattati e il valore anche politico della sua opera, è considerata dalla critica un’autrice postcoloniale».

Toni amava ripetere nelle aule universitarie: «Quando ottenete quei lavori per cui siete stati brillantemente formati, ricordatevi che il vostro vero lavoro è che se siete liberi, dovete liberare qualcun altro. Se avete un  po’ di potere, allora il vostro compito è dare più potere a qualcun altro».

Due strade in Spagna, a Getafe e a Vitoria, sono a lei intitolate. Nella sua città natale una scuola elementare porta il suo nome.

 

 

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo e di Le Ricamatrici.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...