Considerazioni sul silenzio e percorso nell’anima

Alla morte di Emily Elizabeth Dickinson, nota come Emily Dickinson (Amherst 1830 – 1886), la sorella troverà in un cassetto, ben riposte in una scatola di legno di ciliegio, un numero elevato di poesie ordinate in fascicoli cuciti a mano e scritte su buste e pezzetti di carta. In seguito anche la nipote continuò a donare al mondo la voce profonda di Emily. Le sue parole sono un grido di dolore e una continua ricerca di sé stessa. Lei dall’anima delicata, consapevole della sua personalità complessa e del disturbo che le annebbiava la ragione, visse in un voluto isolamento che le destinò ispirazione e creatività.
Leggo un’altra volta un piccolo libro di Emily Dickinson. Mi ha sempre colpito la passione e dedizione con la quale ha trascorso la sua esistenza preoccupandosi solo di conservare le proprie energie per dedicarle pienamente al suo genio. Il lavoro compiuto nelle composizioni poetiche della scrittrice statunitense ha fatto emergere sensibilità, ricercatezza del lessico, analisi del profondo e partecipazione nell’esprimere sentimenti ed emozioni.
Le sue parole richiamano situazioni di vita ma soprattutto invitano all’ascolto dell’universo che esiste dentro di noi.
I versi che mi hanno coinvolto scrutano la silenziosità dell’anima.
«Nessun silenzio al mondo è più silente
Di quello che sopporta
L’anima e se trovasse voce sgomenterebbe la Natura
E atterrirebbe l’Universo».
L’anima sostiene il peso di un macigno difficile da rimuovere che fa cessare di esistere, se non s’indaga sulle emozioni, e di recuperare pian piano i sentimenti.
Per concedersi al silenzio è necessario chiudersi al mondo come ha fatto Emily? Non può essere una capacità esclusiva per filosofi/e, poeti/e, narratrici e narratori chiusi nei loro studi a pensare e ricercare le parole adeguate per far riflettere sull’esistenza.
Non è il silenzio di Oscar Wilde: «a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio», è qualcosa di più profondo, inafferrabile e spesso incomprensibile.
Viviamo un’epoca in cui si conosce un mondo strangolato, asfissiato da rumori che tolgono il respiro. Si è talmente assuefatti/e a suoni assordanti e parole aggressive che il silenzio spaventa. Obbliga a entrare in contatto con sé stessi la cui ricerca è un cammino difficile, doloroso ma necessario per spingersi fino a riconoscersi anche attraverso ferite e cicatrici che difficilmente si rimarginano. Esse sono lì sempre pronte a farsi sentire e ogni volta ci si ritrova a dover fare i conti con qualcosa che non si comprende. Le emozioni passate si presentano in forma differente nel proprio intimo, si propende ad allontanarle, non si riconoscono e di conseguenza non si dà spazio e tempo per soffermarsi sul rumore che dall’anima raggiunge la mente.
Il silenzio è pertanto in crisi perché si ha difficoltà a dire. Cosa? Se non si ha più la propensione a prestare attenzione a sé stessi? Il silenzio porta in luoghi conosciuti che si desidera lasciare al buio pur sentendo malesseri, vertigini e fughe che procurano angoscia.
Si concede giustificazione al caos esterno poiché è più semplice da individuare ma non si gradisce dare suono al silenzio, la confusione interiore mette in disordine i pensieri ma soprattutto disorienta. Imparare a domarlo è salvaguardarsi dai mostri che inevitabilmente si fanno sentire.
Far scivolare le parole verso l’esterno per esprimere l’odio, l’amore, la noia imparando a sorridere alla nostalgia e alla malinconia significherebbe alleggerire il peso che portiamo dentro di noi.
Quanti potenti imprigionati nei loro silenzi interiori portano prepotenza, guerre, sofferenza, distruzione. Ambizione e furbizia prevalgono sull’orrore di perdere il potere che porterebbe alla conoscenza dell’insicurezza e a guardare unicamente la forza del comando, solo per provare sollievo. Forse molti mali del mondo dipendono dall’incapacità umana di entrare in contatto con sé stessi e dal panico di sentire l’umore dei sentimenti. I dominanti si allontanano completamente dai bisogni degli altri come a non volerli risolvere oppure a non avere l’intenzione di riuscirci. Ho la sensazione e delle volte arrivo al convincimento che perdano quell’empatia necessaria per capire gli altri. Il ruolo li porta a decidere in fretta spinti da un’ansia senza confronto e riflessione. Forse credono di aver soffocato il silenzio interiore con la presunzione che non si farà sentire, non sono coscienti che diventerà sempre più una creatura orribile che li manipola, che li rende sleali e crudeli, perfetti a commettere anche atrocità. È la paralisi dello spirito.
Emily donna fragile? Delicato aggettivo che si alterna spesso con debole, ma in lei ha avuto un effetto catartico trasformando in forza un suo limite.
Straordinariamente umana ha osservato sé stessa per tutta la sua esistenza, con i suoi versi m’induce a intraprendere un viaggio di ragionamento con il silenzio. Mi soffermo per qualche minuto e scopro, dopo un lungo sospiro unito a tristezza, di essere da troppo tempo imprigionata a tal punto di provare difficoltà a sentire il suono magico della mia anima e percepisco complessità a darle più senso e valore.
È ora di abbracciare ancora la mia vitalità interiore con tutte le commozioni, anche se faticose.

In copertina. Thomas Leuthard, Enjoy the Silence (particolare)

 

 

Articolo di Claudia Mecozzi

D8wrsqss.jpegHa lavorato in ambito amministrativo nel settore della Ricerca Scientifica. Ama le biografie femminili, i cantautori italiani degli anni 70, la musica tutta, e la scrittura, sia per mettersi in contatto con i sentimenti più profondi sia come mezzo di autoanalisi. Impegnata nel sociale nell’ambiente dell’infanzia. Studia e legge per passione, per desiderio di migliorarsi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...