“Walking stories for walking women”: storie in cammino, per donne in cammino

Le donne in cammino siamo noi: donne di oggi, donne che vivono la città e le strade e che, ognuna a modo suo, non si fermano mai.
Le storie in cammino sono quelle delle donne del passato. Donne incredibili, che quelle strade le hanno solcate e le hanno “costruite”, in modo diverso: chi lavorando tra beute e provette, chi con le sue parole e i suoi personaggi, chi a bordo di un’auto o con in mano una racchetta, chi rivendicando diritti e abbattendo muri.
Ed è importante che queste storie e queste donne in cammino si incontrino, perché avere dei modelli di riferimento, delle figure a cui ispirarsi è un elemento fondamentale per accrescere la fiducia in noi stesse e nelle nostre capacità, in un mondo che spesso cerca di nascondere dietro il falso mito della meritocrazia un’evidente disparità di trattamento.
Una disparità che ha inizio proprio dalle vie e dalle piazze delle nostre città, in cui i nomi di molte donne meritevoli non trovano posto.
“Walking stories for Walking Women” il nuovo progetto in collaborazione con Wher, nasce quindi per questo: per provare a far incrociare le donne di oggi e le storie di ieri, in un viaggio che attraversa virtualmente la penisola italiana.
Il progetto è creato e coordinato dal team di Wher, l’app-navigatore con mappe create dalle donne per le donne: in questo “Google Maps”, il percorso calcolato non è il più breve, ma il più consigliato dalle donne. Le strade infatti sono valutate in base a quanto vengono considerate sicure, per una città più a misura di donna. Il progetto vede inoltre la collaborazione dell’associazione Toponomastica femminile e del suo team: due progetti diversi si uniscono per un obiettivo comune, quello di dare voce alle donne.
Ogni settimana, in questi articoli e sul profilo Instagram di Wher, racconteremo un settore diverso, partendo dalla scienza, passando per la scrittura e lo sport, per arrivare all’attivismo e all’impegno politico e sociale.
E lo faremo scoprendo le storie di due donne che, in quel settore, hanno dato un contributo importante: in questa doppietta femminile, però, solo una dà il proprio nome ad una piazza o ad una via.

La prima tappa ci porta nel mondo della scienza, alla scoperta delle storie di Laura Conti e Margherita Traube.
Due pioniere: la prima è stata fautrice delle istanze ambientaliste in Italia, la seconda è stata la prima donna a conseguire la laurea in Scienze Naturali. Due donne che non condividono però solo la passione per la ricerca e una curiosità instancabile, ma anche il coraggio di lottare sempre per ciò che ritenevano giusto.
Laura Conti si innamora della scienza dopo aver ricevuto in regalo una biografia di
Marie Skłodowska-Curie, quando ancora va a scuola. Si iscrive alla facoltà di medicina nel 1944. Siamo in piena guerra mondiale, in un’Italia divisa in due: Laura ha solo 23 anni e ha paura quando si reca nelle caserme per fare propaganda per conto della Resistenza, ma sente che il mondo è troppo piccolo per ospitare, insieme a lei, anche i nazisti.

Scoperta, viene arrestata e finisce nel campo di transito di Bolzano, dove resterà sino alla fine della guerra. Ma neanche un’esperienza così difficile riesce a fermarla: Laura diventa una medica, trova un’ulteriore vocazione nella scrittura, si occupa di divulgazione scientifica e porta anche in politica un punto di vista nuovo sui temi dell’ecologia, un punto di vista che per la prima volta si concentra non solo sulla preservazione della natura, ma prova  a mettere sotto la lente della sostenibilità ambientale e sociale anche le scelte industriali, economiche e politiche.
All’inizio degli anni Ottanta è tra i fondatori della Lega per l’Ambiente (oggi Legambiente) e viene nominata Presidente del comitato scientifico. È stata deputata del Pci e autrice di numerose pubblicazioni di successo.
A Laura Conti sono state dedicate vie a Bolzano, Corsico (MI), Sorso (SS), San Pietro in Campiano (RA), come pure un giardino pubblico a Milano.

Foto CINO

Siamo invece nel 1856 quando Margherita Traube nasce a Berlino. Si trasferisce a Roma poco dopo avere compiuto diciotto anni e, conseguita la laurea in scienze naturali, inizia una carriera che la porterà a fare ricerca nei laboratori di chimica e fisiologia animale.
Ma Margherita è una donna dai mille interessi.
Studia e scrive anche di archeologia, filosofia, psicologia, sociologia e pedagogia, è tra le prime donne al mondo a scalare il Monte Rosa, ma soprattutto è una femminista ante litteram, che lotta strenuamente per l’emancipazione delle donne, dando loro voce in una serie di conferenze al Lyceum di Roma e scrivendo sulle pagine pubblicate dall’Unione femminile nazionale.A differenza di Laura, Margherita è una delle “donne invisibili”, donne meritevoli ma che non trovano posto nella toponomastica delle nostre città: riscoprire la sua storia è un dovere, perché non si dica che “la scienza è materia da uomini”.
Alla prossima settimana, con altre storie.

PS. Il progetto prosegue in parallelo sul profilo Instagram di Wher, corri a darci un’occhiata!

 

 

Articolo di Giorgia Cino

Foto_GiorgiaCino.200x200

Nata a Lecce, studia Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione al Politecnico di Torino. Da sempre appassionata di comunicazione, in ogni sua forma, collabora con l’Ortometraggi Film Festival e con la web radio OndeQuadre.

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