Storie per ripartire

Storie per ripartire è il titolo del convegno online organizzato da Maria Grazia Anatra, toponomasta e Presidente dell’Associazione Woman to be e organizzatrice del Premio letterario Narrare la parità, svoltosi il 29 maggio. Maria Grazia ha introdotto dicendo che ci attendono prospettive difficili ma anche scenari diversi, dovremo essere resilienti ma anche avere sogni, progetti, logiche differenti, avere una visione dall’alto che ci permetta di abbandonare una logica dell’iperattività, del consumo e del profitto ad oltranza, dell’inerzia verso un problema ambientale mai affrontato, del rozzo individualismo fine a se stesso, delle discriminazioni di genere e di potere. Sapremo trasmettere questi valori ai nostri giovani? E quali gli strumenti? L’esempio, le parole, le azioni? Perché non farlo attraverso la narrazione di storie che proporranno scenari trasformati e plausibili, trame di un immaginario possibile? Le narrazioni servono anche a questo e le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi hanno bisogno di copioni in cui leggere le cose del mondo e il loro significato. Hanno bisogno di storie, di situazioni, di narrazioni, di canovacci altri, dove potersi rispecchiare e immedesimare in dimensioni nuove, in atteggiamenti e ruoli trasformati. Queste narrazioni, ora più che mai devono acquistare e veicolare messaggi di solidarietà, di non discriminazione tra i generi, di relazione positiva, di lentezza, di benessere, di equilibrio. Su di esse è possibile costruire modelli di convivenza positiva. Non si potrà fare finta che niente sia successo, meno che mai nel costruire nuove storie per bambine e bambini, ragazze e ragazzi. C’è urgenza di ripartire proprio da loro per dar vita a scenari altri, fatti di nuove relazioni, di solidarietà, di lentezza, di bellezza, di benessere. Dopo l’introduzione hanno parlato Safia Sajie ed Edoardo Bondi, studenti diciottenni di un liceo romano. Safia ha raccontato di vedere intorno a sé il caos, di essere spaesata e disorientata, incapace di fare progetti per il suo futuro, di sentirsi con le mani in mano, in attesa che qualcuno le dica cosa fare. Ha raccontato però anche del bel lavoro svolto dalla Radio gestita da ragazze e ragazzi del liceo che durante la quarantena faceva loro compagnia. Edoardo invece ha parlato della sensazione di perdita di certezze, prima di tutte la scuola, che era una certezza. Non si è detto sicuro che prima ne avesse tante di certezze, ma ha notato che prima non se ne accorgeva, non ci pensava. Poi è intervenuta Susanna Camusso che ha subito detto che i più penalizzati in questo periodo sono stati i/le giovani. Ha sottolineato tre parole che fanno riferimento a tre temi resi evidenti in queste settimane: stereotipi, riferiti soprattutto al lavoro delle donne e alla cura, ricordando che la cura è sempre da collegare al lavoro e non solo a quello femminile. Sicurezza (ma anche salute), tema reso evidente come mai prima, e Diritti, ricordando che il lavoro deve essere libero. Francesca Perani, architetta, fondatrice di RebelArchitette, ha spiegato come sia indispensabile rielaborare le città e come sia importante l’empatia delle donne per far rinascere le città, per attivare i ripensamenti. Per questi motivi è molto triste che la ripartenza stia avendo soprattutto sguardi maschili. Il lavoro a casa rende necessario anche ripensare alla strutturazione degli ambienti domestici. Maria Pia Rossignaud, direttrice di Media Duemila, ha ricordato come il Covid abbia svolto il ruolo di tempesta perfetta nella comunicazione e ci abbia imposto la trasformazione digitale. Giuseppe Vitale ha parlato di Terrorino, un personaggio animato nato in queste settimane per aiutare ad esorcizzare le emozioni negative, in particolare preoccupazione ed ansia, di cui si parla poco e che comprendiamo poco. La psicologa Patrizia Fistesmaire ha raccontato il grande insegnamento che ci hanno dato in queste settimane i/le adolescenti: saper tollerare l’incertezza. Abilità che deriva da una caratteristica proprio dell’adolescenza: il navigare nell’incertezza. Una parola chiave che suggerisce per ripartire è coinvolgimento, considerando però che quello verso gli/le adolescenti è totalmente mancato. Si domanda perché non siano stati consultati per la didattica a distanza, le loro competenze potevano sicuramente essere utili. Ilaria Tagliaferri, direttrice di Liber, importante rivista di letteratura per l’infanzia, ha mostrato e illustrato alcuni libri, per le diverse fasce d’età, che possono essere d’aiuto (o possono esserlo stato in queste settimane) per l’elaborazione di ciò che stavamo vivendo. Annamaria Piccione, prolifica scrittrice siciliana per l’infanzia e l’adolescenza, ha ricordato come ci siamo resi conto di una fragilità che non volevamo vedere, forse perché ci sentivamo onnipotenti. Ma l’onnipotenza si è rivelata falsa. Pure lei ha riflettuto sul disorientamento ma anche sulla sopraggiunta consapevolezza di cambiamenti necessari, di cose da modificare. Ha raccontato poi del dibattito svoltosi tra scrittrici e scrittori sulla necessità o utilità di continuare a raccontare dei mesi del Covid; le voci sono discordanti. In ogni caso se se ne parlerà sarebbe bene non mandare messaggi morali o didattici per lasciare il posto alle storie. Fabio Guglielmi è intervenuto in qualità di persona che si occupa di ambiente, ricordandoci come prima della pandemia il tema dell’ambiente fosse centrale nella vita e negli interessi dei/delle giovani. Dobbiamo ripartire dalle cose semplici, dall’esperienza diretta che può dare consapevolezza più di tanti discorsi, ad esempio piantare un albero. Daniela Carucci, scrittrice e collaboratrice di Andersen, altra importante rivista di letteratura per l’infanzia, ha ricordato l’importanza di seguire, dal punto di vista letterario ovviamente, l’incertezza, le trasformazioni, la ricerca di soluzioni. Maria Grazia Anatra mi ha chiesto di tirare un po’ le conclusioni e ovviamente, come è nel mio DNA di persona e di editrice, sono partita dal tema delle donne, ricordando come uno dei temi principali dell’era pre Covid fosse il sessismo del Festival di Sanremo. Sessismo che non è mai smesso durante l’isolamento, nelle più diverse forme proprio quando alle donne era affidato il compito enorme di fare insieme le lavoratrici a distanza, le mamme a tempo pieno, le insegnanti di figlie e figli. Tutti temi importanti per ripartire. Ho ricordato anche la grande generosità e passione che ha messo in campo tutto il mondo della letteratura per l’infanzia per fare compagnia a bambine e bambini. La mia chiamata alle armi in particolare è stata quando a fine febbraio ho visto al telegiornale un servizio su una maestra di Codogno che faceva lezione a distanza leggendo un libro da me pubblicato: La paura è fatta di niente, e ho capito quanto avremmo potuto fare per far arrivare i libri nelle case, nelle più diverse modalità. Storie per ripartire ci servono, per ripartire dopo aver metabolizzato i cambiamenti e anche gli errori del nostro stile di vita precedente. Avremo tempo per capire quanto l’inquinamento ha influito sulle tanti morti nel Nord Italia, quanto tante scelte politiche del presente e del passato siano state sbagliate, quanto sarà necessario rivedere in maniera più razionale spostamenti continui per incontri di lavoro o presentazioni di libri o per il lavoro stesso. Avremo tempo per riflettere su quanto sarà stato presente il sessismo ogni giorno anche durante la pandemia, sessismo che abbiamo comunque cercato di contrastare anche partendo dal riscrivere un modulo di autocertificazione contemplando l’uso del femminile o organizzando una raccolta firme contro un assessore che, per difendere la sua incapacità di spiegare un concetto semplice dice di aver voluto semplificare perché fosse comprensibile alle massaie! Dovremo ragionare sul fatto che la trasformazione digitale è sicuramente inefficace per gestire la didattica ma può fornire delle occasioni in più per incontrare un’autrice o un autore in teleconferenza. Chissà forse dovremo imparare anche a fare vacanze meno mordi e fuggi cogliendo anche l’opportunità di viaggiare e visitare meglio i luoghi. E tutto ciò sarà importante narrarlo a ragazze e ragazzi, non per ricordare la pandemia, ma per mettere a frutto quel che la pandemia chi ha fatto comprendere, quali cambiamenti ha provocato e quali probabilmente continuerà a provocare. Lo streaming del meeting è a questo link: https://www.facebook.com/mariagrazia.anatra/posts/3224261684272324

 

Articolo di Donatella Caione

donatella_fotoprofiloEditrice, ama dare visibilità alle bambine, educare alle emozioni e all’identità; far conoscere la storia delle donne del passato e/o di culture diverse; contrastare gli stereotipi di genere e abituare all’uso del linguaggio sessuato. Svolge laboratori di educazione alla lettura nelle scuole, librerie, biblioteche. Si occupa inoltre di tematiche legate alla salute delle donne e alla prevenzione della violenza di genere.

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