Ildegarda, un’ambientalista ante litteram

It’s simple to be successful when you are a man, but what does it mean for a woman to stand out in a male-dominated world? Ildegarda of Bingen managed to be a successful woman without being helped and only thanks to her grace, refinement and perseverance  and eventually she also suffered the consequences.

Il Medioevo fu un’epoca in cui solo gli uomini avevano diritto ad arrivare al successo. In realtà, come in tutte le cose, abbiamo trovato l’eccezione alla regola: Ildegarda di Bingen. Nata nel 1098 in Renania in una ricca famiglia aristocratica, ultima di dieci fratelli, passò l’infanzia nell’abbazia di Disibodenberg, a causa della cagionevole salute (che però non sembrò mai essere un ostacolo per lei quando ebbe la possibilità di intraprendere continui viaggi per predicare). Qui venne educata e avvicinata alla teologia e al latino; dimostrò sin da subito ammirevoli doti intellettuali, nonché uno spiccato interesse per la composizione di poesie e musica. Secondo la sua testimonianza, fin dalla giovinezza sarebbe entrata in dialogo diretto con Dio tramite visioni mistiche che tenne segrete per anni. Questa esperienza rivoluzionò non solo il suo pensiero, ma anche il suo spirito. Divenuta monaca, grazie alla sua tenacia e al suo spirito anticonformista, ottenne il permesso di predicare e insegnare in pubblico, traguardo non scontato da raggiungere all’epoca, in particolare per una donna. Riuscì inoltre a realizzare il suo sogno di fondare un monastero, Rupertsberg, nella città di Bingen, la cui regola di vita era basata sull’esaltazione degli ideali aristocratici di Ildegarda. A differenza di altre comunità monastiche, Dio veniva glorificato non attraverso la povertà e la rinuncia dei beni, ma mostrando decoro e magnificenza; le monache erano perciò tenute a vestire abiti lussuosi per rendere grazie al Signore. Ildegarda e le sue sorelle gestirono il luogo come un’azienda modello: installarono l’acqua corrente e fecero in modo di potersi mantenere solo con i frutti delle terre del monastero. La scuola diretta da Ildegarda era autonoma, non doveva rendere conto al vescovo o a un monastero maschile. Rupertsberg divenne immediatamente un centro di riferimento, sia dal punto di vista religioso sia da quello culturale. Arrivavano intellettuali da tutta Europa per discutere con Ildegarda di filosofia, musica, cosmologia e medicina. Ildegarda dedicò molto del suo tempo allo studio e alla composizione di opere di vario genere. Come già accennato, fu anche poetessa e compositrice, impegnata a proporre melodie originali e all’avanguardia, affermando che “l’anima è sinfonia”. All’età di circa quarant’anni, diventata ormai badessa, decise di rendere pubbliche le sue visioni nell’opera “Scivias”, nella quale veniva anche criticata la corruzione dei potenti dell’epoca, compresi il papa e l’imperatore. A causa di ciò ricevette diverse critiche da parte della società, ma venne difesa da Bernardo di Chiaravalle e papa Eugenio III. Oltre al celebre scritto “Scivias”, Ildegarda pubblicò circa venti libri, nei quali si distinguono e si mescolano le sue conoscenze e la sua ampia cultura nelle diverse discipline. Uno dei più famosi è l’“Ordo Virtutum”, in cui emerge la visione di Ildegarda di un ordine divino. Lo scritto è accompagnato da parole, musica e immagini che travolgono e fanno vedere con chiarezza la sua prospettiva. Dopodiché troviamo le “Epistolae”, una raccolta di lettere profetiche. Inoltre, ci è pervenuta la “Symphonia Harmoniae Celestium Revelationum”, ovvero liriche musicate. Infine riteniamo importante citare il “Liber Subtilitatum Diversarum Naturarum Creaturarum” (successivamente diviso in “Physica” e  “Causae et Curae”), poiché per il suo carattere medico-fisiologico-cosmologico è tuttora utilizzato dalla medicina olistica. All’interno del monastero di Rupertsberg sono stati ritrovati degli scritti in una lingua sconosciuta: pare che la badessa abbia inventato un idioma segreto, oggi conosciuto come “Lingua ignota”, con la quale le monache comunicavano. La vera motivazione della realizzazione di questa forma di scrittura è un mistero; si suppone che Ildegarda cercasse di inserire nel mondo un linguaggio universale, comune a tutti. Ildegarda, oltre che per le sue abilità come scrittrice, musicista, predicatrice e pensatrice, può essere ricordata come una delle prime ambientaliste della storia. Aveva compreso che era necessario rispettare l’ambiente, non solo per il rispetto nei confronti delle creature di Dio, ma soprattutto perché era cosciente che se noi non ci fossimo presi adeguatamente cura dell’ambiente, prima o poi, lui avrebbe distrutto noi. Ancora una volta risulta essere stata all’avanguardia rispetto ai tempi, dato che questo tema viene preso ancora oggi poco sul serio, nonostante i vari disastri ambientali. In ambito medico aveva concepito che il primo rimedio per la cura del nostro corpo è un’adeguata alimentazione. Anche qui notiamo l’attualità del suo pensiero, dal momento che solo adesso le persone stanno iniziando a rendersi conto, dopo la diffusione di intolleranze, allergie e malattie autoimmuni, di quanto sia essenziale mangiare cibo sano, semplice e prelevato con rispetto dei cicli ambientali. Ildegarda credeva che lo stato di benessere fosse costituito da sentimenti positivi, dalle virtù e dalla pace con il proprio spirito. Come spiega nell’opera “Libro dei meriti di vita”, considerato un trattato di psicoterapia, i vizi, come l’ira, l’odio, l’invidia, sono cause o aggravanti di una malattia. Riprende, in questo modo, Platone, che parla di “Curare la psiche”, ossia l’anima. Per quanto predicasse l’armonia con il mondo esteriore, Ildegarda non aveva scrupoli a contrapporsi a esso. Era spesso in conflitto con le autorità ecclesiastiche che non fornivano pari opportunità alle donne, e venne per questo definita una persona dal carattere polemico, perché non aveva paura di esporsi pubblicamente nel difendere i suoi ideali. In segno di protesta per le limitazioni impostele in quanto donna, perciò apparentemente non degna o non in grado di adempiere ad alcuni incarichi, praticò un esorcismo, compito che spettava esclusivamente ai sacerdoti. Meritano rilievo gli ultimi anni della sua vita, proprio perché caratterizzati dai numerosi scontri con le figure ecclesiastiche. Sempre in questo periodo venne denominata “serva del diavolo”, dopo le molteplici contestazioni. Il suo monastero fu colpito da interdetto, una misura punitiva che impediva alle monache di accedere ai sacramenti e di celebrare alcuni riti. Non ebbe mai modo di riappacificarsi con la Chiesa, ragion per cui fu proclamata santa e riconosciuta Dottore della Chiesa solo nel 2013. Viene commemorata il 17 settembre. In conclusione, Ildegarda è riuscita a esporsi e dominare in un mondo di uomini come nemmeno uno di loro sarebbe riuscito a fare: con grazia, raffinatezza e tenacia ha raggiunto i suoi obiettivi e si è fatta ascoltare. È importante ricordare la figura di Ildegarda di Bingen poiché, nonostante sia passato quasi un millennio, il genere femminile viene ancora sminuito e non ha ancora raggiunto nel concreto la parità.

BIBLIOGRAFIA 

Giordano Frosini, Ildegarda di Bingen. Una biografia teologica, EDB 2018; Michela Pereira, Ildegarda di Bingen. Maestra di sapienza nel suo tempo e oggi, Gabriella Editore 2017; Francesca Serra, Le donne che aprono il cielo. Sulle tracce di Ildegarda di Bingen, San Paolo 2015; Cristina Siccardi, Ildegarda di Bingen, Paoline 2016; 

Articolo di Alessia Di Lao e Rachele Bonasoro studentesse della III M Liceo delle Scienze Umane “V. Benini” di Melegnano (MI).

Si ringraziano Irene Cardani e Francesco Crippa, docenti che hanno consentito la realizzazione di questo articolo.

Articolo a cura di Sara Marsico

Sara Marsico.400x400.jpg

Abilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLIL. È stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione , la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donne. È appassionata di corsa e montagna. 

e di Modesta Abbandonato

Foto per presentazione.200x200

Docente abilitata in Filosofia e Scienze Umane, specializzata nel sostegno e nella didattica dell’italiano a stranieri, ha promosso progetti sull’inclusione scolastica, partecipato a ricerche sociologiche di settore e si è occupata di imprenditoria femminile. Spera che prima o poi l’insegnamento del cinema in tutte le scuole divenga realtà.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...