Magia e mistero. La strada delle streghe

E chi se lo scorda! Papà aveva ancora la 127 rossa e con un gruppo di amici si decise finalmente di andare sul posto, sì, un pomeriggio si decise di provare personalmente il fenomeno del quale si parlava già da un po’ di anni: l’auto che a motore spento e in folle si muove da sola in salita… sulla strada della strega!
A distanza di molto tempo ho verificato che viene chiamata anche strada o viottolo delle streghe e che addirittura sono venuti alcuni membri del Cicap per verificarne il fenomeno, così come hanno fatto in altre città e luoghi d’Italia tra cui Ariccia.
Ammetto che da piccola era davvero affascinante con il suo mistero stregonesco questa stradina che conduce in campagna, a cinque minuti da Martina Franca, al km 59 sulla strada statale 172 che porta da Statte a Taranto: sono stati fatti numerosi esperimenti, scattate tante fotografie e molto è stato detto motivando il fenomeno o con la presenza di forze magnetiche attive in quel punto o con una sorta di radioattività anomala che agisce sui veicoli.
È anche vero, però, che l’auto, dopo la sua corsa ‘folle’, a un certo punto si ferma e lo fa proprio in direzione di un’edicola commemorativa di un defunto: siamo nel 1949 e il ventunenne Leonardo, camionista, sta cambiando una ruota. Mentre è alle prese con crick, ruota di scorta, pioggia, proprio lì dove sosta per riparare il mezzo, cade un fulmine. Che tragica fatalità!
Ora in quel punto preciso, come a distanza di anni ho potuto verificare direttamente, non si ferma soltanto l’auto ma qualsiasi cosa si faccia rotolare, proprio come quel copertone che resta lì e ritorna sempre lì di fronte all’edicola, testimone contemporaneo dell’accaduto ed esperimento reale per quanti oggi vengono qui — in questo remoto luogo magicamente mistico e incantato — per vivere l’emozione del mistero inspiegabile. E certo che lo è: come spiegare pure il fatto che sotto il sole cocente di un’afosa mattina di agosto poco dopo di me, con lo stesso intento, è arrivata una coppia di amici, proveniente dalla provincia di Bari, che pur di trovare il luogo ha girovagato per più di un’ora?

foto 1 strada streghe

La stradina, infatti, è nascosta e se ci si mette di mezzo anche il traffico sulla statale puoi non trovarla o rischiare di non prenderla, e adesso ancora di più perché ci sono lavori in corso. Pensandoci: chissà se durante questi lavori non rifaranno anche lo strato di asfalto della strada delle streghe e… addio fenomeno paranormale!
Eh, sì, perché, come da misurazione con l’altimetro, oltre che per mezzo di uno sguardo attento e libero da suggestioni, possiamo assolutamente affermare che la ragione più accettabile del fenomeno è che si tratta di un’illusione ottica poiché il tratto di strada pianeggiante, in realtà, è leggermente in discesa e fino all’arrivo in salita vi è un dislivello di circa 30 centimetri. Naturale che l’auto vada da sola, altro che streghe!
Comunque c’è da venirci, davvero, percorrendo però la strada interna che da Statte, attraverso zone rupestri, cripte, pinete, masserie abbandonate e un antico maestoso castello, porta sinuosamente sul luogo per poi tornare indietro, dopo un piccolo villaggio di trulletti, oltre il folto bosco di Orimini. Si ritorna sul punto più alto della statale che ora dona l’incanto di una visione letteralmente stregata dalla bellezza di tutto il golfo di Taranto, ponte girevole compreso: è questa la vera magia!

Articolo di Virginia Mariani

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Docente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale “Riforma”; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

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