Eliana Giorli nel sogno della vita

Quella di Eliana (6/10/1926 – 22/2/2019) sembra la storia di una vita semplice, che si è snodata per 93 anni, poco dopo essere stata eletta consigliera comunale, perché la sua Resistenza non si è mai conclusa! Dalla Toscana la staffetta partigiana diciassettenne, figlia di un fabbricante di mattoni, approderà in Sicilia a concretizzare il suo sogno di vita all’insegna dei valori di libertà, democrazia, diritti delle donne, a lottare in condivisione con Tindaro La Rosa, politico sindacalista del Pci appena ricostituito.
Da Poggibonsi (SI), appena finita la guerra, le fu naturale perseguire i propri principi politici con l’iscrizione al Pci e tre mesi di formazione alla scuola di partito nel 1952. La missione assegnatale sarà da svolgere in Sicilia, una terra dove Eliana sapeva che il retaggio feudale era fondato ancora sul peggiore sfruttamento del lavoro. Però la vita dovette sembrarle molto interessante a Milazzo (ME), sia per l’impegno politico sconfinato, sia perché aveva incontrato l’amore all’interno della stessa prospettiva ideale; il vivere era divenuto per i coniugi coerenza d’impegno morale e pratico, obiettivo in progress di evoluzione sociale: l’ideale, ovvero il sogno di una società nuova. Eliana aveva lasciato a Siena un lavoro in fabbrica e una prospettiva di istruzione in Urss, ma lei dichiarò sempre la sua riconoscenza al Partito per averle fatto conoscere quel compagno che la incantava nei comizi, un tipo battagliero come lei, presidente della locale cooperativa “Pane e lavoro”. Nacquero due figli, che l’hanno amata fino alla fine e ne hanno curato la memoria, ma nel bel mezzo degli impegni familiari e politici Eliana trovava l’esigenza di scrivere versi su foglietti, che spargeva con noncuranza in casa, perché seguiva l’attitudine poetica messa in chiaro come collaboratrice di Gianni Rodari, quando avevano lavorato insieme al giornale per ragazzi/e “Il pioniere”. Non aveva rinunciato a coltivare la propria passione per la poesia, tanto da ricordare che la sua eredità non sarebbe stata materiale, ma di poesie, come quelle che scriveva per i compleanni dei molti nipoti, con ritmo di filastrocca e contenuti morali, proprio “alla Rodari”.
Nel 2016 infatti i figli raccolsero quelle poesie, scritte per 70 anni in foglietti sparsi, e le regalarono una pubblicazione dal titolo Il senso sognante della vita, che seguiva di poco il volume Un comunista di periferia sull’attività politica del padre. Due vite che sono state percorse collettivamente nella normalità delle altre vite, con i sacrifici del dopoguerra e la solidarietà fra lavoratori e lavoratrici. Il loro impegno sindacale vincente era rivolto in particolare alle gelsominaie della piana milazzese, le raccoglitrici a mano del delicato fiore di gelsomino, erano anche bambine dalle adattissime piccole mani, che cominciavano prima dell’alba per finire al tepore del primo sole che avrebbe sfatto il profumo; per una paga giornaliera da fame, calcolata su mille fiorellini raccolti da inviare all’industria francese dei profumi, con le gambe nel fango, senza stivali né grembiuli, né assistenza o previdenza. I compagni del Partito diedero sostegno alla lotta, da Messina fu costante la presenza di Simona Mafai, sposa romana in Sicilia del compagno Pancrazio De Pasquale, anche loro formati alla scuola di partito.
Eliana si adattò a una cultura molto diversa dalla sua vita senese, dove la Resistenza aveva fondato la realizzazione dei nuovi diritti, ma per lei, perché ne aveva conosciuto gli orrori, nulla era peggiore della guerra e la lotta politica poteva e doveva essere condotta in ogni situazione se i valori che, nati dalla Resistenza, sono consacrati in noi così come nella Costituzione.
Eliana crede che il senso vero della vita non si trovi solo sognando un’idea, c’è in lei una religione dell’umanità che vede il sangue versato, i minatori, i/le migranti, il credo sempre coerente delle sue poesie civili scritte con occhi ben aperti sul mondo. 

Alcuni versi da Le gelsominaie: 

[…] Alcune conquiste ottenute / le donne si sono evolute / sono cambiati i lavori, / è cambiata la società, / ma per le donne è sempre difficile / avere le pari opportunità; / figli, nipoti, operai diplomati e laureati, / in maggior parte disoccupati o malpagati, / la quotidianità è fatta di amarezza, con la paura di altre guerre e l’incertezza.[…]  

Articolo di Franca Sinagra

Fo0xiUKX.jpegPubblicista (Odg-Sicilia) e scrittrice, vive da molti anni a Capo d’Orlando (Messina), dove si dedica ad attività culturali e al recupero storico del territorio. Formatasi a Trento e Padova con laurea in materie letterarie, ha insegnato nelle scuola statale.

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