Ridi Cretino?

Elettra Lamborghini ha 26 anni, è sposata ed è una bella donna, attraente e sexy. Prima di desistere dalla lettura di questo articolo, leggete ancora qualche altra riga. Le donne che hanno voglia di essere apprezzate per le doti intellettive non dovrebbero avere paura della bellezza, di riconoscerla e di mostrarla, qualora si volesse, e di valorizzarla. La vera parità è questa, amare il nostro corpo e mostrarlo quando e come ci va. In questo senso Elettra Lamborghini potrebbe essere considerata un simbolo di lotta per la parità di genere. Sa di essere bella e sexy e non ha remore nel mostrarlo e soprattutto non ha il sacro timore delle imperfezioni del suo corpo. È chiaro che in questo articolo non ho la pretesa di svelare come sia fatta Elettra Lamborghini, le persone sono poliedriche e complesse e bisogna conoscerle prima di azzardare una letture di del loro essere, vorrei solo mettere in luce alcuni aspetti del suo personaggio. Per aiutarci proviamo a dare uno sguardo al suo profilo Instagram (ve lo consiglio)! https://www.instagram.com/elettramiuralamborghini/ Riporto qui soltanto due esempi: “Altolà il sudore”: https://www.instagram.com/p/CDjlgReodB6/?igshid=1s0pxpprqeo0e. “Lo so mi è spuntato un brufolo sul mento sono in pre-cycloh… e poi non so modificare le foto mi vedo fika lo stesso non so voi”: https://www.instagram.com/p/CA0n_1tqiDE/?igshid=e2v5j6cpuy4l. Tralasciando l’assenza di punteggiatura all’interno delle sue didascalie, quello che subito si scatena in noi è un sorriso. Elettra, nonostante abbia un vestito scollato che evidenzia il suo seno e nonostante sia consapevole di essere bella e sexy, ironizza su se stessa e su due questioni che imbarazzerebbero qualunque altra donna o uomo che sia: i brufoli e il sudore, sottolinenando pur all’interno della logica dei social e della mercificazione del corpo l’esistenza e la convivenza con l’imperfezione e con la corporalità. Le donne, non tutte ovviamente, si dividerebbero in due categorie: le sostenitrici dell’irrilevanza della bellezza fisica, per cui un brufolo può anche esplodere davanti ad un pubblico e loro non se ne curerebbero, e le maniache dell’estetica che si nasconderebbero pur di non farsi vedere con un brufolo in faccia. Elettra è, a parer mio, una buona via di mezzo, è come se ci dicesse: “Si mi piace farmi bella ed essere bella, ma se il mio corpo ha un difetto non divento matta per non mostrarlo”. Quello che sostengo è che una ragazza adolescente che segue Elettra Lamborghini percepisce che essere belle non è una colpa, che mostrare le proprie forme non è sbagliato e soprattutto che le imperfezioni vanno bene e che si può anche sdrammatizzare su quanto gli uomini eterosessuali siano attratti da “tette e culi”. Il profilo di Elettra è pieno di foto in cui lei mostra il suo seno e il suo fondo schiena e in molte di queste, si prende in giro da sola. Con questo articolo non voglio paragonare Elettra Lamborghini alla Simone de Beauvoir dei nostri tempi, soltanto riflettere su un fenomeno che forse è più positivo di quello che crediamo, di quello che istintivamente rifiuteremmo come mera logica commerciale. Mediamente il corpo femminile viene considerato un tabù: le “intellettuali” sostengono che mostrarlo sia un’offesa alla loro intelligenza, le donne che si concentrano solo sulla bellezza fisica pensano di doverlo conservare come una reliquia e gli uomini sono convinti di doverlo possedere. Elettra scardina tutto questo: si mostra quando decide, con le sue imperfezioni, lasciando intendere che la sua vita è riempita da altro che non sia solo il suo corpo. Le sorprese riguardanti la Lamborghini non sono soltanto relative al suo profilo Instagram. Il twerking, ballo in cui si muovono i glutei in modo sexy, sfonda negli Stati Uniti nel 2000 e in Italia viene sdoganato proprio da Elettra Lamborghini. Prima dei suoi video, una donna che twerkava, anche in discoteca (luogo adibito al ballo), era soggetta nella migliore delle ipotesi agli sguardi di svariati uomini, e nella peggiore a commenti e gesti indesiderati. Da quando il twerk è “mainstream” ho visto ragazze twerkare anche in piazza Trilussa a Roma senza che questo gesto destasse reazioni inappropriate da parte di ragazzi, ragazze, donne e uomini. Insomma oggi una ragazza e una donna sono un po’ più libere di agitare il proprio fondoschiena, e anche questa è una conquista. E non da poco. Da sempre infatti la nostra società stigmatizza alcuni comportamenti, come quello di twerkare, ritenendoli sensuali e quindi automaticamente incasellati come atteggiamenti in cui la donna si rende oggetto della conquista maschile. Il riappropriasi del proprio corpo e il poter muovere liberamente una parte di esso, semplicemente perché ci piace e perché è una parte di noi, proprio come braccia e gambe, sono tematiche proprie del percorso di emancipazione. Vorrei farvi riflettere infine sulla canzone che Elettra ha portato a Sanremo: Musica e il resto scompare. Narra di una donna che, lasciata dal suo fidanzato, racconta del suo dolore puntualizzando che un uomo che “ti chiama con il nome di un’altra” e che non ha il coraggio di dirti quanto tu sia bella (e non pensiamo soltanto alla bellezza fisica), e che non può rialzarti quando cadi “Non mi portare a Parigi o ad Hong Kong Tanto lo sai che poi faccio così (faccio così) Cado cado” non può che essere un cabròn. Una canzone che, in qualche modo, dice alle donne che per sentirsi belle, in qualunque senso questo si voglia intendere, non hanno bisogno di un uomo che lo dica loro, e che le dia una convalida esterna. Se diamo uno sguardo al video della canzone: https://www.youtube.com/watch?v=-8B-msCuuFA si può notare che accanto ad una Elettra molto sexy e bella, ci sono delle sobrie e ordinate ballerine di danza classica, immagine che potrebbe riflettere il contrasto esistente tra la sfrontatezza di una bellezza che non ha paura di mostrarsi e la fragilità di un’anima che forse lotta contro se stessa oltre che contro il mondo. Non voglio dare alla Lamborghini la penna di una fine cantautrice, neanche però sottovalutare quello che dice, soltanto perché viene considerata (da non si sa bene chi) bella e cretina. Insomma io non vedo una grande differenza tra questa canzone e “Venere” di Carmen Consoli, considerata un’ode al femminismo. Vorrei concludere questo articolo con due piccole riflessioni. È vero che il movimento femminista, appena nato, ha avuto bisogno di rinnegare alcuni aspetti classici legati alla femminilità perché fonte di mercificazione e caratteristica utilizzata dagli uomini per far diventare le donne un trofeo da mostrare in pubblico. Ora però siamo nel 2020, la società è tanto cambiata, sebbene ci sia ancora molta strada da percorrere ai fini di una effettiva parità di genere, e non è più necessario, per poter essere delle donne emancipate, etichettare in modo negativo aspetti della femminilità. Se le ragazze e le donne si sentono meglio ad essere truccate e depilate, perché si piacciono di più, e piacersi non è affatto un peccato, che ben venga rossetto ed estetista, sempre consapevoli che non hanno bisogno del cabròn di turno per sentirsi apprezzate. Infine è certamente vero che non si sente parlare di Elettra Lamborghini nelle biblioteche, ma i ragazzi e le ragazze, che ci piaccia o no, seguono più Instagram che le biblioteche. Quindi se un messaggio positivo passa attraverso Instagram e anche attraverso una persona che non è considerata un’intellettuale, ben venga perché in fondo la vera emancipazione è non avere paura della diversità. 

Articolo di Sara Rutigliano

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Laureata in matematica, insegna matematica e fisica in un Liceo di Roma.  Da sempre accompagna alla sua passione verso la matematica un grande interesse verso ciò che non è scientifico.  Si occupa di didattica della matematica attraverso l’associazionismo e la collaborazione con Università ed enti di ricerca. È convinta che la matematica sia una disciplina accessibile a tutti/tutte.

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