Intervista a Lediesis, il duo di street artist anonime

Come è nata l’idea di Lediesis? Il progetto è relazionato al vostro percorso di vita?

L’idea di Lediesis è nata quasi per scherzo l’anno scorso mentre eravamo in visita ad Arte Fiera a Bologna. Abbiamo fatto percorsi diversi, una di noi viene da studi artistici, l’altra ha sempre orbitato nel mondo dell’arte e della comunicazione, ma essendo due amiche siamo riuscite a far convergere le nostre intenzioni nel progetto delle Superwomen. Via via l’iniziativa ha preso sempre più consistenza e, mano a mano che la nostra ricerca interiore andava in profondità, abbiamo acquisito più consapevolezza.

L’immagine delle Superwomen è stato il vostro primo approccio all’arte urbana o eravate già attive nel panorama artistico underground?

Ambedue, sotto vari aspetti, da diverso tempo siamo nell’ambiente della street art fiorentina.
Lediesis sono nate sicuramente grazie alla nostra amicizia e stima reciproca.

Attaccate i poster di notte o anche di giorno? C’è qualche episodio che vorreste raccontare?

Di solito attacchiamo di notte, ma in alcune città, siccome eravamo di passaggio, abbiamo operato anche in pieno giorno. È capitato a Roma, dove abbiamo attaccato Botteri e Laika nel pomeriggio. Ovviamente, tra cappucci e mascherine, siamo irriconoscibili. Le scene più esilaranti sono capitate a Napoli, dove gli esercenti commerciali facevano addirittura a gara per aiutarci… chi ci teneva la scala, chi ci passava la colla!! Napoli è proprio meravigliosa! Sciallissima! 

Frida Kahlo, foto di Valentino Bonacquisti

Come avviene la scelta dei personaggi e la loro realizzazione a quattro mani?   

Ogni personaggio che scegliamo per noi ha davvero un superpotere, qualcosa di speciale che può essere d’esempio a tutti e a tutte. In quello che facciamo in realtà non seguiamo mai una scelta pensata, ma piuttosto guidata dall’istinto. La nostra ricerca di cambiamento si riflette nella pittura e nella scelta dei personaggi che decidiamo di dipingere: donne libere e illuminate che danno un messaggio positivo, di crescita individuale che si riflette anche sulla crescita spirituale della società. Per questo sono rappresentate con la S di Superman e strizzano l’occhio a chi passa in gesto complice: perché ognuno/a possa riflettere e scoprire i propri superpoteri.
La realizzazione è sempre condivisa, soprattutto perché è un momento in cui ridiamo tantissimo e di grande confronto costruttivo.

Falcone e Borsellino

C’è un personaggio in particolare a cui siete più affezionate?                               

Il personaggio che amiamo di più è sempre quello che ci accingiamo a disegnare!In ogni caso siamo molto legate alle ragazze in niqab perché è il nostro autoritratto… infatti siamo coperte e si vede solo un occhio!.

Autoritratto in Niqab

Rispetto a qualche anno fa, la street art illegale è diminuita, privilegiando il “muralismo”, ossia murales commissionati dalle istituzioni o da privati. Cosa ne pensate di questo fenomeno?

Ormai la street art è completamente sdoganata all’interno della scena artistica italiana e internazionale, ma continua a conservare delle specificità grazie ad un contatto più diretto, informale e quotidiano con spettatori e spettatrici ma anche per una maggiore “libertà” creativa e di espressione, per cui riesce a spingersi là dove gli/le artisti/e più tradizionali sembrano avere il timore di avventurarsi.
La street art è quindi un mezzo di comunicazione con un’energia incredibile. Il fatto che si realizzi per strada è un motivo in più per veicolare messaggi positivi. Gli/le street artist hanno una grandissima responsabilità perché sono sotto gli occhi di tutti. Giungere alla street art, per noi, è stata una conseguenza del nostro percorso interiore.

Raccontatemi delle vostre esposizioni e dei futuri progetti.                                   

Siamo reduci dalla mostra “SuperWomen #Super8X8Città” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un progetto in cui abbiamo portato nel museo otto icone femminili, attaccate in copia in occasione di questo 8 marzo in otto città italiane: Firenze, Milano, Bari, Venezia, Bologna, Napoli e L’Aquila. L’idea della mostra itinerante, che abbiamo condiviso con il direttore del Museo Paolo Giulierini, una persona unica e preziosa con una formidabile attenzione per i linguaggi artistici e contemporanei, era quella di rendere Napoli la città scelta come fulcro di questo viaggio.
Viaggio che farà tappa a Firenze dal 22 ottobre al 5 novembre grazie alla collaborazione con il Comune, il Florence Queer Festival e il Festival dei Diritti, in uno spazio pazzesco: il Semiottagono delle Murate, un tempo spazio deputato a carcere, nel cuore del centro storico. Contemporaneamente, da fine ottobre, esponiamo in una mostra collettiva alla Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma, mentre a gennaio sbarcheremo a Venezia.
Non è dove esponi che è importante, ma il contenuto che proponi e come lo proponi. Per noi è importante attaccare per strada ma anche esporre in un museo per far conoscere la street art anche dove non te l’aspetti, cercando di creare un allestimento fresco che non snaturi il lavoro che fai in strada.

Avete dei riferimenti artistici?  Se sì quali?                                                                        

Quel geniaccio di Banksy!!!

Marina Abramović e Giovanna Botteri

Instragram Lediesis https://www.instagram.com/lediesis/?hl=it

Facebook Lediesis https://www.facebook.com/Lediesis8/

***

Articolo di Livia Fabiani

dzb-yU3KLivia Fabiani nasce a Roma nel 1994. Si appassiona all’arte urbana mentre frequenta il liceo classico al Socrate, curando la realizzazione del murales ispirato al filosofo che dà il nome alla scuola. Si laurea in Scienze dell’Architettura, organizza live panting e mostre di street art, in particolare l’expo collettiva “Italian Urban Art” a Lipsia, in Germania e la prima mostra personale dello scultore urbano Andrea Gandini. Nel 2019 vince il Bando Regionale “Torno subito” arrivando fino in Brasile per realizzare un progetto sulle donne nell’arte urbana.

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