Incantatrici d’infanzia nella Toscana di fine Ottocento

Pochi mesi di differenza intercorrono tra le prime due famose scrittrici toscane, Emma Perodi che nasce a Cerreto Guidi in provincia di Firenze il 31 gennaio 1850 ed Ida Baccini che nasce nel capoluogo toscano il 16 maggio dello stesso anno. Anna Franchi nasce invece diciassette anni più tardi a Livorno il 15 gennaio 1867.                                                                                                            Sono toscane, di una regione che ha dato da sempre i natali a grandi scrittori, scrittrici, artisti/e, e manterranno per tutta la vita lo spirito energico, battagliero, aperto e curioso che le portò ad essere antesignane nelle loro relazioni di lavoro, nell’attività giornalistica e di narratrici, impegnandosi nella promozione culturale e nella crescita letteraria soprattutto delle giovani italiane. Impegno costante che a Emma Perodi valse, nel 1890, la Medaglia d’oro all’Esposizione Beatrice di Firenze, festa del Calendimaggio fiorentino dedicata ai festeggiamenti per il presunto seicentesimo anniversario della morte di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante Alighieri, ed a Ida Baccini, sempre nel 1890, la Medaglia d’oro del Ministero della pubblica istruzione per l’opera di moralizzazione del costume femminile tra le fanciulle di fine Ottocento. Impegno che Anna Franchi portò avanti nelle rivendicazioni della battaglia per il divorzio con il romanzo Avanti il divorzio (1902) cui segue, nello stesso anno, il saggio Il divorzio e la donna, entrambi di grande successo e che provocarono anche grande scandalo.
Erano tutte e tre provenienti da famiglie della buona borghesia: il padre di Emma era un ingegnere ferroviario, quello di Ida direttore di una tipografia, il padre di Anna mercante. Ebbero un’istruzione scolastica tradizionale ed una formazione culturale molto ricca per l’epoca.                                                                

Ida Baccini (a sinistra), Anna Franchi (al centro), Emma Perodi (a destra)

Emma completò i suoi studi anche all’estero, in Germania, per approfondire la conoscenza del metodo educativo di Friederich Froebel e visitare i “kindergarten” tedeschi, anche se poi non intraprenderà mai la carriera di insegnante preferendole quella di giornalista e scrittrice.
Ida conseguì, nel 1871, la “patente“ di maestra e si dedicherà all’insegnamento fino al 1878 per poi intraprendere anche lei la carriera di giornalista e di scrittrice.
Anna ebbe anche una buona educazione musicale.
Emma ed Ida frequentarono l’ambiente editoriale fiorentino della seconda metà dell’Ottocento incontrando personaggi come Angelo De Gubernatis, Ferdinando Martini, Carlo Collodi, ecc. I loro primi libri vengono pubblicati verso la fine degli anni Settanta. Ida pubblica nel 1875 Le memorie di un pulcino, firmando con le sole iniziali per lasciare a lettori e lettrici il dubbio che l’autore fosse un uomo (i tempi non erano ancora maturi in Italia perché avesse successo un libro scritto da una donna!).
Due anni più tardi, nel 1877, viene pubblicato il primo romanzo di Emma  Perodi: Il Cavalier Cuppini; da allora l’autrice alternerà sempre opere per adulti/e e per ragazzi/e. Entrambe ottime giornaliste si incontreranno nelle redazioni dei più prestigiosi giornali dell’epoca, come “Il Fanfulla della Domenica”, frequentate anche da altre giornaliste quali Ada Negri e Matilde Serao. Non mancavano fra loro contrasti anche vivaci (Emma Perodi definiva le sue colleghe “pennivendole” ed Ida Baccini diceva che Emma era famosa per il suo “caratteraccio”) ma sempre in una sostanziale atmosfera di rispetto reciproco, alleate in una costante battaglia contro la prevalenza di giornalisti e scrittori, combattuta su più fronti: il romanzo a puntate, l’articolo per signore, il romanzo per la gioventù, la novella educativa, i testi scolastici.
Furono entrambe direttrici di riviste e giornali non solo per bambini. Emma Perodi  sostituì Carlo Collodi alla direzione del “Giornale dei Bambini”,  diresse “Il Messaggero dei Fanciulli”  per la Casa editrice Calzone e Villa, la “Rivista della moda”, oltre a riviste di impianto pedagogico come  “L’avanguardia magistrale”  e  “La rassegna pedagogica”. Ida Baccini diresse  “Cordelia”, rivista per fanciulle che promuoveva i valori dell’educazione e della famiglia, “Il Giornale dei Bambini” e “Il Giornale dei Fanciulli”.
Emma Perodi, una volta trasferitasi a Palermo dopo la morte del suo editore romano Eduardo Perino, diventa la coordinatrice responsabile della produzione scolastica dell’editore Salvatore Biondo pubblicando Cuoricini d’Oro e tutta una serie di libri di lettura per le classi elementari e di manuali  scolastici, da Il mio campicello, per le scuole rurali, a libri di lettura per scuole serali e festive.
Anche Ida Baccini pubblica vari testi scolastici quali Lezioni e racconti per bambini nel 1882.
Mentre Emma Perodi è soprattutto ricordata per quanto riguarda la produzione di fiabe e racconti fantastici per Le Novelle della Nonna – raccolta di 45 novelle ambientate in un Casentino medioevale, ricche di atmosfere goticheggianti piene di diavoli, scheletri, animali fantastici in una cornice ottocentesca che rivivono nelle atmosfere del Parco Letterario Emma Perodi e le foreste casentinesi dedicato alla scrittrice (la nonna del titolo è la vecchia Regina Marcucci di una famiglia di mezzadri toscani della fine dell’Ottocento) – Ida Baccini è conosciuta soprattutto per il suo capolavoro, Le memorie di un pulcino, con il seguito Le memorie di un pulcino. Come andò a finire, dove il protagonista è appunto un pulcino sulla scia dei tanti racconti prodotti nella seconda metà dell’Ottocento che avevano degli animali come soggetti principali.
Anche Anna Franchi, oltre ad un’intensa attività di traduttrice soprattutto dal francese, scrive racconti e romanzi per ragazzi/e. Il più famoso è Il viaggio di un soldatino di piombo, edito da Salani nel 1901 ed illustrato da Carlo Chiostri, che aveva illustrato Le novelle della Nonna di Perodi e di Franchi illustrerà anche Pinocchio tra i selvaggi  (Salani, 1930). Collabora con varie riviste fra cui “Il  Corriere dei Piccoli” su cui si firma Nonna Anna.
Ida Baccini morì a Firenze il 28 febbraio 1911 stroncata da un enfisema polmonare. Emma Perodi le sopravvisse alcuni anni, spegnendosi a Palermo il 5 marzo 1918 a causa di una polmonite. Anna Franchi visse molto a lungo,  aderì alla Resistenza e continuò a portare avanti battaglie di parità e di uguaglianza di diritti per le donne. Morirà a Milano il 4 dicembre 1954.                                                                                                                                                                    Furono “guerriere”, lavoratrici instancabili, capaci di affrontare con grande professionalità ed amare incondizionatamente il proprio lavoro pur nelle differenze di stile letterario che le hanno caratterizzate.
Emma  è combattiva, capace di ritmi di lavoro estenuanti, di vivacissimo ingegno e di facile scrittura, impegnata nel sociale, soprattutto nei riguardi di quell’infanzia misera ed abbandonata spesso emarginata che sa rendere protagonista delle sue storie mostrando alle/ai più fortunati l’importanza di essere empatici e caritatevoli nei confronti dei compagni meno fortunati.
Ida è altrettanto impegnata su più fronti, capace di parlare con facilità, eloquenza ed anche umorismo, osservatrice arguta e serena, ricca di sentimento e di fantasia. Con i suoi scritti dà inizio ad una corrente di intimismo e tenerezza coniugata con il fantastico che porta una ventata di aria nuova nel campo della letteratura per l’infanzia, ancora ancorata a quei temi di insegnamenti morali che la appesantivano.
Anna è sempre stata polemica, impegnandosi in battaglie scomode ed amando uno stile giornalistico più battagliero. Fece parte della Commissione della Camera del Lavoro durante l’agitazione delle “trecciaiole”, le donne che intrecciavano la paglia per fare i cappelli, nel 1896/97 , che coinvolse vari comuni della provincia di Firenze.
Più combattiva Emma, più dolce Ida, più impegnata politicamente Anna, hanno rappresentato un momento importante della letteratura italiana per l’infanzia facendo da apripista a autrici e autori che dopo di loro hanno continuato sui sentieri del fantastico e del fiabesco.

***

Articolo di Anna Maria De Majo

G_faThujLaureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma, dopo la carriera come Assistente di Antropologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della stessa Università, si dedica alla letteratura giovanile, iscrivendosi all’Associazione Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile e collaborando alla rivista del Gruppo con articoli su vari autori/autrici e recensioni di libri.

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