In direzione ostinata e contraria

Il secondo progetto, risultato vincitore di una delle sezioni del Concorso “Sulle vie della parità” 19/20, che vogliamo pubblicare in questo numero di Vitamine per leggere dedicato alla scuola, è un percorso di Istituto nell’ambito del progetto “Sui sentieri della parità e dell’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile”. L’esperienza ha impegnato le classi e i/le docenti coinvolte in un’azione concreta e coraggiosa, all’interno della scuola e della comunità cittadina, di diffusione di idee e attività che spesso hanno incontrato diffidenza da parte di dirigenze e colleghi/e, ma entusiasmo e voglia di conoscenza da parte delle e degli studenti. Questo entusiasmo ha portato a un contagio naturale tra ragazze/i che li ha spinti a partecipare alle attività proposte e a porsi in una condizione nuova e maggiormente consapevole di fronte alle problematiche e alle sfide relative alla parità e alla violenza di genere. Da ciò è derivata la scelta di intitolare il progetto In direzione ostinata e contraria, seguendo l’ispirazione di una citazione tratta da una delle più belle canzoni di Faber, che sintetizza la voglia e la tenacia che la scuola oggi ha e vuole continuare ad avere per viaggiare controcorrente, per mostrare alle nuove generazioni che esiste, attraverso l’impegno e la ricerca, una narrazione dell’esistenza umana differente da quella convenzionale e mainstream, soprattutto riguardo alle donne e alla loro valorizzazione a tutto tondo nella storia e nella società.

La proposta progettuale va a innestarsi su un lavoro più ampio che le classi hanno condotto e che ha visto mettere in atto diverse attività, quali ricerche storiche di biografie di donne che si sono distinte per le loro azioni, per l’attività letteraria, artistica e scientifica, per l’impegno umanitario e sociale o per altri meriti. A livello geografico e urbanistico, si è sviluppata l’osservazione della città, del quartiere e delle sue strade, con ricostruzione e studio delle dinamiche del suo sviluppo; a ciò si sono aggiunte riflessioni sulle ragioni delle intitolazioni presenti e su quelle di tante esclusioni o assenze femminili. Si sono attuate piccole indagini statistiche nei territori di provenienza sui gap che caratterizzano la storia dell’emancipazione femminile, in modo particolare sugli stereotipi di genere e sul cammino delle donne per l’ottenimento dei loro diritti nella legislazione del nostro Paese. A tutto ciò si è aggiunto lo svolgimento del progetto Danza con Carla, promosso dall’associazione GenerAzione e patrocinato da ActionAid, sull’abbattimento degli stereotipi di genere attraverso il linguaggio del corpo, con la preparazione di un saggio finale di danza folkloristica da parte di due classi e partecipazione delle famiglie e della cittadinanza. Il progetto ha previsto anche una parte laboratoriale in classe in cui gli/le studenti hanno lavorato e riflettuto insieme sul sessismo nel linguaggio e nelle pubblicità. Per il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le classi hanno organizzato l’iniziativa Il Benini ci mette la faccia contro la violenza, che ha avuto come obiettivo finale la realizzazione di un lenzuolo e un video.

Inoltre è stata fatta una visita a tutte le classi dell’Istituto per leggere la storia di una donna vittima di violenza e per consegnare un volantino dove era rappresentata una rosa, per commemorare tutte le donne vittime di violenza. La richiesta era di appendere il volantino in classe in modo da rimanere come testimonianza per tutto l’anno e non solo per il 25 novembre. Si è svolto poi un incontro-dialogo con l’avvocata Emanuela Sica, responsabile dello Sportello Legale Irpinia per il Corpo Internazionale di Soccorso che offre patrocinio legale gratuito in favore dei non abbienti e delle donne vittime di violenza, promotrice del progetto #PanchinaRossa #AmoreTossico #EducazioneAffettiva, vincitrice del Premio della Critica al Premio Letterario Internazionale “Tra le parole e l’infinito” – Award Cultural Festival International, XIX Edizione, per il volume L’ultima luna, sulla violenza di genere. A un approfondimento delle figure di alcune Costituenti si è abbinata la lettura del libro di Ester Rizzo Camicette bianche. Il lavoro è consistito in alcune domande di approfondimento a cui le e gli studenti hanno risposto, confrontandole con i principi della Costituzione. Alla fine del percorso, in cui sono state approfondite figure importanti femminili che compaiono nel libro e che si sono battute per i diritti delle donne, le/gli studenti si sono cimentati in una scrittura loro originale sul tema. Una iniziativa di cittadinanza attiva si è sviluppata sull’omofobia: le classi coinvolte hanno steso un progetto di sensibilizzazione dell’Istituto per parlare alle/agli studenti del tema, invitando un esponente dell’ARCIGAY e progettando un’installazione ai cancelli dell’Istituto per il 17 maggio con la scritta Giornata Mondiale contro l’omofobia.

Le alunne e gli alunni impegnati nelle attività di ricerca-studio hanno sviluppato il loro lavoro in modo autonomo e responsabile. L’apprendimento è stato prevalentemente incentrato sull’esperienza diretta, il cooperative learning, le attività di gruppo alternate ad attività individuali. Inoltre il metodo biografico ha costituito un altro aspetto fondamentale delle scelte metodologiche e didattiche adottate. Il valore della biografia risiede nel nesso tra un evento generale e l’esperienza del singolo, la cui identità di genere determina sempre le forme di partecipazione ed elaborazione della Storia. La vita e le scelte delle donne di rilievo, quindi, possono divenire modelli di valore e di differenza sui quali riflettere e ai quali attingere nell’opera complessa della costruzione dell’identità maschile e femminile. La conoscenza e la consapevolezza, l’attenzione e il rispetto per le differenze, lo sviluppo di un pensiero critico verso modelli maschili e femminili stereotipati, omologanti e conformisti, sono momenti fondamentali della formazione di cittadine e cittadini responsabili. L’incontro e il confronto intergenerazionale hanno consentito, infine, di riflettere sul valore delle conquiste fatte dalle donne delle generazioni precedenti e sulla necessità di tutelarle e valorizzarle.

Sono state intitolate aule scolastiche a Lina Merlin, Helen Keller, Frida Kahlo, Gertrude Elion, mentre è stata proposta l’intitolazione di un Giardino di Melegnano a Teresa Mattei.

Molte/i studenti si sono, quindi, attivati in percorsi di cittadinanza attiva e responsabile, imparando a interagire con le istituzioni locali. Nelle attività di peer education sono emerse capacità di coinvolgimento e persuasione. A livello di Istituto si è realizzata in modo del tutto spontaneo una positiva sinergia con nuove giovani docenti, che ha moltiplicato le attività, gli approfondimenti e i prodotti realizzati sotto la guida e gli stimoli delle docenti già precedentemente impegnate nel Progetto, oltre a essersi creati momenti di condivisione e di stimoli alla riflessione tra gli/le studenti stesse. La collaborazione e il sostegno finanziario delle Assessore del Comune di Melegnano si sono rivelati molto proficui anche nel contribuire ad amplificare l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e scolastica sui temi dell’identità femminile e della violenza contro le donne e sulla Toponomastica femminile.

La giuria, coordinata per le scuole superiori di secondo grado da Gabriella Anselmi, Presidente Nazionale FILDIS (Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori), ha attribuito al lavoro il 1° Premio per sezioni miste, con questa motivazione: «Un elaborato completo e complesso, in cui protagoniste e protagonisti della ricerca si pongono in modo consapevole anche di fronte alle problematiche e alle sfide relative alla parità e alla violenza di genere. Il lavoro può paragonarsi a una sorta di splendida Tesi Magistrale corale in quanto coinvolge oltre duecento allieve, allievi, docenti che si esprimono attraverso percorsi territoriali, urbani, ambientali, mediatici, comunicativi, artistici, espositivi e di spettacolo, quindi con modalità espressive miste. Esistono anche interventi e contributi delle istituzioni, di associazioni e di altre realtà sociali e culturali. Nel prendere visione di tutte le parti che compongono il progetto, traspare la passione, la profonda competenza professionale educativa didattica, la contezza nella importanza della scelta di una o più tematiche da trattare e di come trattarle. La capacità di coinvolgere, accogliere e di essere accolte, di creare empatia e fiducia fra discenti e docenti. Il tutto emerge anche dalla appassionante lettura della scheda compilata dalle docenti referenti proff. Sara Marsico e Valeria Pilone. Per illustrare il titolo del progetto e soprattutto entrare nel merito, colpisce e provoca forti emozioni la citazione di Fabrizio De André, un grande cantautore e raffinato, intelligente interprete della realtà, una perdita importante. È da condividere quanto affermano le docenti rispetto al titolo del progetto: “…. che sintetizza la voglia e la tenacia che la scuola oggi ha e vuole continuare ad avere per viaggiare controcorrente, per mostrare alle nuove generazioni che esiste, attraverso l’impegno e la ricerca, una narrazione dell’esistenza umana differente da quella convenzionale e mainstream, soprattutto riguardo alle donne e alla loro valorizzazione a tutto tondo nella storia e nella società.” Un ringraziamento sentito a protagoniste e protagonisti di questa importante e meravigliosa avventura da diffondere per… disseminare.»

Lavoro realizzato dalle docenti Sara Marsico e Valeria Pilone, Istituto d’Istruzione Superiore “Vincenzo Benini”, Melegnano.

Link al video Il Benini ci mette la faccia contro la violenza: https://youtu.be/pCYHpgDjzOU

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Articolo di Danila Baldo

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Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, coordina il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa Femminista Europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane sino al settembre 2020.

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