Editoriale. C’era una volta un anno brutto e una pastora felice

Carissime lettrici e carissimi lettori,

Evviva! Prosit! Diventa indispensabile continuare a brindare per questo nuovo 2021! Spero lo abbiate iniziato probabilmente con poche persone scelte, e, chissà, forse proprio per questo, sereno e vero, non a seguito di inviti forzati e poco sentiti. Ce lo meritiamo un augurio sincero perché siamo ancora nel travagliato mare in balia del virus incoronato. Proprio negli ultimi giorni dell’anno vecchio una notizia, non così scontata, la cui velocità di attuazione ha battuto quella della malattia, ci ha probabilmente concesso la certezza e sicuramente la speranza che ne saremo liberi grazie al Vaccino nelle sue tante versioni. Ci sembra un sogno al quale facciamo fatica a credere (le altre resistenze dobbiamo subirle, come è accaduto per i noVax). Così abbiamo seguito con occhi attenti il grande arrivato, in tutte le Regioni d’Italia, per essere distribuito (seppure le dosi ci sembrano davvero esigue) con il suo carico gelato e pieno di salute.

Comunque sia, comincia ora il nuovo viaggio, annualmente segnato dai giorni scritti sul calendario, di carta, elettronico, regalato in un negozio, mandato per posta, acquistato. Anche noi quest’anno, per riempirlo concretamente e simbolicamente, abbiamo realizzato Calendaria 2021, creato da Toponomastica femminile e pubblicato da Matilda editrice. Sessanta donne ci danno gli auguri per tutti i giorni che verranno, sessanta grandi donne che da Calendaria 2021 (questo è il bel nome portatore di femminilità che le è stato conferito) che hanno contribuito con la loro cultura, arte, ricerca, alla Storia di questo continente. Le loro silohuette disegnate a mano da giovani e promettenti artiste, sono lì a segnare le settimane, da gennaio a dicembre. Ci guarderanno, per chi l’ha acquistato, e le guarderemo, imparando i loro nomi, le professioni nelle quali hanno brillato, i Paesi ai quali hanno dato lustro.   

Il Calendario: anche il significato del suo nome viene da lontano, dal latino calendarium, parola che rimanda al termine arcaico calendae (il primo giorno del mese sacro dedicato a Giunone, che però non esisteva in Grecia, per cui la famosa frase “alle calende greche”). Indicava il Libro di credito e di scadenze, dato che gli interessi maturavano al primo del mese. Adesso è un «sistema convenzionale di divisione del tempo: l’intervallo base di tale divisione è per solito l’anno, la cui durata (anno civile) è fissata in modo che si discosti il meno possibile dalla durata della rivoluzione della Terra intorno al Sole (anno solare)».

Ma questo così definito non è il solo esistente. Ci sono altri Calendari, spesso legati alle religioni e al culto, che sono stati e sono tuttora in uso. I maomettani usano quello lunare basato sul moto della Luna (anno di 12 lunazioni), e poi ci sono il Calendario lunisolare, basato sulla coincidenza dei mesi con le lunazioni e il Calendario Giuliano, quello riformato da Giulio Cesare, in cui a ogni tre anni, ciascuno di 365 giorni, fa seguito un anno di 366, con un giorno in più nel mese di febbraio, proprio l’anno bisestile che ci ha impegnato e di cui ancora sopportiamo il peso degli eventi accaduti. Tutti e tutte abbiamo sentito parlare del Calendario Gregoriano, quello riformato nel 1582 dal pontefice Gregorio XIII e ora vigente quasi dappertutto. I francesi avevano costruito un calendario rivoluzionario, basato sul movimento del Sole e sul sistema metrico decimale, costituito da 12 mesi con nomi caratteristici (vendemmiaio, brumaio, termidoro…): introdotto in Francia dalla Convenzione nel 1793, rimase in vigore fino al 1805. Il Calendario Perpetuo, riferisce il vocabolario Treccani, è una tabella speciale, riferita a un numero più o meno esteso di anni, che consente di trovare rapidamente la corrispondenza fra la data del mese e il giorno della settimana. I calendari portano illustrazioni e ogni giorno, per le popolazioni prevalentemente di fede cristiana, è legato al nome di un santo o di una santa. Poi con il suo nome si notano gli avvenimenti che si susseguono e allora il Calendario è scolastico, accademico, giudiziario, liturgico, sportivo, venatorio, e così via.

Uno sguardo dissacrante e semiserio all’oroscopo, orientale e cinese, secondo il quale questo è l’anno del Bufalo, che inizia il 12 febbraio e finisce il 31 gennaio, nel 2022! Cominciamo dall’oroscopo nostrano occidentale e, a quanto leggiamo di Branko, che sembra il più quotato in materia, anche stando al fatto che dovrebbe aver previsto i disastri e il vaccino di questo anno passato. Secondo l’astrologo di origine slava l’anno che verrà, come dice la bella canzone adatta al periodo temporale che stiamo attraversando, sarà davvero pieno di nuova vita, praticamente per tutti i segni e, vero o no, questo ci dà speranza. Prevede anche, guardando agli States, un sorpasso della vicepresidente, giovane e forte, su Biden, cosa non così benaugurante per lui, quando ancora non c’è stato il Giuramento e dopo i grattacapi e i capricci di Donald Trump.

L’oroscopo cinese aveva dato per molto buono il 2020. Certo ci deve essere stata una grossa svista. Quest’anno, leggendo le previsioni segno per segno (un animale più un elemento) le cose per lo più sembrano andare al meglio. Stavolta crediamoci!

Rimanendo in territorio cinese dobbiamo registrare una notizia triste: il Tribunale di Shangai ha condannato a ben quattro anni di reclusione la blogger Zhang Zhan per aver pubblicato durante la pandemia dei reportage che mettevano in discussione la propaganda del governo di Pechino. Zhang è un’avvocata diventata attivista per i diritti umani che a febbraio scorso si era recata a Wuhan per documentare cosa stesse accadendo e registrando le azioni del governo e l’intera situazione.

Ancora a proposto di previsioni, più o meno basate sul vero, meglio non dirvi cosa ha anticipato Nostradamus: sarebbe davvero devastante per il nostro sistema nervoso pensare che potrebbero arrivare catastrofi naturali come lo scioglimento dei ghiacci e i terremoti. Purtroppo dobbiamo constatare oggi le forti scosse in Croazia, a un passo da noi. In più l’astrologo e farmacista francese avrebbe annunciato per il 2021 l’inizio del terzo conflitto mondiale. Personalmente permettetemi di ricordare che con le armi di oggi la guerra, non certo di trincea, segnerebbe la fine, almeno temporanea, della vita sul pianeta.  

Pensiamo positivo innalzandoci, come detta Isaac Newton, sulle spalle dei giganti per vedere meglio il panorama di ciò che siamo stati. Sul nostro calendario quest’anno, bello o brutto che sia il suo svolgersi (ma a noi piace la speranza del bello) sono segnati tanti anniversari di personaggi che hanno fatto, come le nostre Signore, la Storia. Primo fra tutti da celebrare è Dante Alighieri, il sommo poeta che moriva tristemente a Ravenna, allontanato dalla sua Firenze, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, settecento anni fa. Ma di nomi importanti ne seguono tanti, da questo gennaio fino alla fine dell’anno oggi appena nato. Ve ne anticipo alcuni nel mazzo delle persone a cui mi sono sentita affine e che ho ammirato. Comincio sentimentalmente dal regista italo-americano Frank Capra (trenta anni dalla morte) che ha dato innovazione e vitalità al cinema statunitense con i suoi personaggi imbevuti di poesia pura e i suoi film capaci di essere letti in molti modi come succede con i film di Charlie Chaplin o Michelangelo Antonioni. Centenari illustri, oltre quello di Dante, sono quelli di Leonardo Sciascia, del grande Caruso e del poeta maledetto Charles Baudelaire. Si ricordano anche i cinquanta anni dalla morte di Jim Morrison, idolo di generazioni di ragazze e ragazzi, come quelli dell’audace stilista Coco Chanel. Qui mi pare doveroso ricordare e salutare uno stilista italiano, naturalizzato francese, morto in questi giorni, vicino a Parigi, a 98 anni: Pierre Cardin, anticipatore della moda del futuro, come è stato definito, sensibile al volontariato (aveva militato per la Croce Rossa) e fin da giovanissimo ammirato da Christian Dior che lo mise a capo della sua sartoria. Famosi i suoi modelli geometrici, ma su tutto celebre il fatto di essere stato scelto dai quattro baronetti del gruppo dei Beatles per essere il loro sarto.

Ritornando agli anniversari, mi sembra importante, e la visione è parziale al massimo, citare Rino Gaetano, il poeta del Cielo è sempre più blu (40 anni dalla morte), Louis Amstrong, eccellente trombettista, ma dalla dubbia biografia verso le donne, il grande regista e attore Vittorio De Sica (120 anni dalla nascita). Il 2021 è l’anno di James Joyce (moriva 80 anni fa) e di Vasco Pratolini, l’autore de Le Ragazze di San Frediano, che ci ha lasciati da 30 anni. Non posso non aggiungere il grande Nobel per la Fisica Werner Karl Heisenberg che viene al mondo in terra tedesca il 5 dicembre del 1901. Heisenberg ha rivoluzionato, insieme ad Albert Einstein, la fisica, grazie alle intuizioni del Principio di indeterminazione che ha influenzato decisamente anche l’arte, la letteratura, la filosofia, il modo di vedere il mondo.

Veniamo alla nostra rivista di oggi, primo numero del 2021 che vedrà celebrare a marzo il nostro secondo compleanno. Abbiamo ancora una puntata delle donne (artiste e rappresentate) ai tempi del Covid, e tra pittrici fiorentine, ritrattiste di rose e donne durante la pandemia abbiamo avuto la gioia di un’intervista radiofonica che porta Vitaminevaganti a una diffusione sempre più intensa. Affascinante e chiara come sempre la spiegazione del nuovo numero della rivista Limes che ci porta a riflettere sull’America contemporanea nel passaggio da Trump a Biden. Bellissimo e di una poeticità struggente l’articolo sul Senso unico che porta a vedere la vita nel senso giusto! Ricordi d’infanzia (o attuali per chi ha figlie e figli piccoli) con l’articolo sulla Befana e la sua storia fantastica intrecciata con quella di altre donne. Storie di donne ci vengono incontro dalle pagine di un libro di Serena Dandini, e dalla nuova puntata dell’Intervista impossibile. Quando usciremo fuori dalla zona rossa chi è a Roma potrà passeggiare tra le nuove intitolazioni al femminile date di recente alle strade. Interessante leggere di Ermengarda, Friederich Dürrenmatt e di Abuela Kihili. Importante per il periodo che stiamo vivendo leggere di immigrazione nella puntata di Pillole di Storia. Il rapporto delle donne con la bicicletta ripropone temi anche scabrosi e posizioni delle donne ferme e con voglia di correre, in tutti i sensi. Si finisce con la ricetta: splendidi e croccanti taralli della Puglia.

Una di queste mattine il mio risveglio è stato turbato da una notizia orribile, che non avrei mai voluto ascoltare. Agitu Gudeta Ideo, la dolcissima, colta e socialmente impegnatissima pastora di origine etiope, è morta, ingiustamente, ad appena 42 anni. É stata violentata e uccisa da un suo dipendente per un mese di stipendio non ancora pagato. Io personalmente le volevo, se posso dirlo, un gran bene. Volevo inserire la sua storia tra quelle delle donne del mio libro. L’avevo chiamata un giorno mentre stava lavorando nel bar che le permetteva di mantenere in piedi la sua azienda in Trentino nella valle dei Mocheni, sottraendo dall’estinzione una razza di capre del luogo. La sua voce era dolce, il suo comportamento accogliente. Mi disse che mi sarebbe venuta a prendere con la sua macchina alla stazione di Trento. Avevamo pensato anche a un progetto con mia figlia. Per me la sua uccisione è un colpo al cuore e sicuramente tanti e tante la piangeranno sia qui che in Etiopia, dove, con la laurea in Sociologia, aveva difeso la piccola proprietà terriera, schierandosi contro il land grabbing delle multinazionali. Alla fine aveva dovuto cedere, minacciata, era ritornata in Italia e aveva creato La capra felice, l’impresa per cui si faceva fotografare con un sorriso insieme alle sue protette. Per questo, per portare avanti la sua missione di volgere uno sguardo migliore sul mondo, per proteggerlo e per proteggerci, voglio dedicare a lei, con le sue parole, il finale di questo editoriale. Che sia di augurio! «Voglio seminare la speranza verso un futuro con fiducia!! I sogni non si fermano mai, voglio continuare a sognare, altrimenti mi sentirei uno zombie che cammina, purtroppo con l’arrivo del covid19 abbiamo ritardato l’apertura e siamo rimasti bloccati per due mesi come tutti…. 
Era il mio sogno nel cassetto quello della bottega dei produttori nel centro città come una volta, con l’arrivo delle grandi distribuzione le botteghe dei centri in diversi hanno chiuso, io vorrei sfidare e andare oltre quindi a breve ci trovate in centro città con la bottega della capra felice con vari prodotti anche di altri piccoli produttori locali!! 
Avanti tutta, nonostante tutto i sogni non si fermano mai e con i nostri sogni cerchiamo di costruire il futuro migliore nonostante le difficoltà».

Auguri tanti e buona lettura a tutte e a tutti

Buona lettura a tutte e a tutti.

***

Articolo di Giusi Sammartino

Laureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpreti; Siamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

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