Les salonnières virtuelles. Giornalismo

Il 26 gennaio si è tenuto il primo salotto virtuale di Toponomastica Femminile, Les salonnières virtuelles, il nuovo appuntamento mensile per ragionare insieme di questioni varie in un’ottica di genere.
Si è cominciato con il tema del Giornalismo, ospiti la nostra Giusi Sammartino, Direttora di Vitamine Vaganti; Marta Nicoletti, Vicecapo Servizio della redazione Scuola dell’agenzia di stampa D.I.Re.; Tiziana Bartolini, Direttora di Noi Donne, rivista storica del femminismo italiano; Silvia Garambois. Presidente di GiULiA giornaliste. L’elemento che accomuna le nostre ospiti, oltre il tesserino della Stampa, è la visione femminile nel trattare l’informazione e la voglia di mettersi in gioco.

Giusi Sammartino, nel presentare una breve storia della stampa al femminile, ha rimarcato come, anche nel racconto della notizia, è necessaria una prospettiva diversa che assicuri una narrazione avulsa da giustificazionismi e preconcette responsabilizzazioni delle vittime, nei casi di violenza di genere. Anche la scelta dei termini e del linguaggio da usare è fondamentale per evitare abusi o letture erronee dei fatti. Giusi, cui siamo grate per la peculiare attività di coordinamento e di scrittura sulla rivista di Toponomastica Femminile, Vitamine vaganti, che la prossima settimana giungerà al numero 100, a marzo festeggerà il secondo compleanno della rivista, due anni vissuti intensamente, trattando di storie di Donne e restituendo Donne alla Storia, decostruendo stereotipi e contribuendo alla partecipazione femminile.

Marta Nicoletta condivide l’esperienza di D.I.Re. con i giovani. Lavorare nelle scuole permette la sensibilizzazione e la decostruzione di archetipi patriarcali ancora vigenti nella società. Come ci spiega «rispetto a pochi anni fa, in ogni ambito della società si parla molto più apertamente di identità di genere e identità sessuale, di diritti della donna, di violenza fisica o psicologica, di mascolinità tossica. Spesso sono proprio gli/le studenti a farlo liberamente, senza tabù: ce ne accorgiamo noi che, durante l’anno, incontriamo centinaia di giovani da nord a sud nei nostri corsi di giornalismo studentesco».
La questione pare, quindi, spostata dal trattare tali tematiche al come affrontarle. Quale story telling delle Donne viene oggi offerto dai media? Quando e dove viene formata la notizia in questo mondo digitale di comunicazione diffusa? Che linguaggio usare e quale mezzo risulta idoneo a traghettare il messaggio coerente e diretto ai giovani?
Dare maggiore concretezza dei temi trattati, passa anche in un uso consapevole dei mezzi di comunicazione. Marta ci lascia con una considerazione: «Nel 2020 l’Ordine dei Giornalisti ha aggiornato il testo unico della professione con un articolo dedicato al linguaggio di genere, il 5bis, ed è un traguardo. Molti e molte, nella scuola, a partire dal ministero, fanno la loro parte per contrastare la violenza di genere, e questo è un altro traguardo. Ma per arrivare a meta servono alleanze più solide e più responsabilità anche da parte dei/delle giornalisti/e».

Tiziana Bartolini ci ricorda, per il tramite della rivista Noi Donne, un pezzo di storia recente delle Donne e del femminismo. Dal 1944 la rivista, scritta dalle staffette partigiane, spesso su veline vergate a mano, offre testimonianza di assoluta lungimiranza nell’attribuire al valore della parola scritta, forza e prorompente innovazione. Le donne si informano e, attraverso la notizia, vivono la propria emancipazione, fino ai giorni nostri in cui la conoscenza diviene partecipazione democratica. È indubbio che la presenza delle donne è necessaria nelle redazioni, come nella società civile, ad offrire una pluralità di voci, di racconti, di visioni, di sensibilità e analisi. La questione è come riequilibrare la scarsa e disomogenea presenza delle donne, anche nel campo dei media, rispetto alla costruzione dei notiziari e alla lettura/rappresentazione della realtà.

Silvia Garambois, Presidente di GiULiA (acronimo di: GIornaliste Unite LIbere Autonome), ci rapisce nella testimonianza della sua lunga carriera professionale e delle difficoltà incontrate nel voler esercitare una professione in un ambito coniugato al maschile. Ancora oggi la presenza femminile ai vertici delle testate è rarefatta e percepita come anomala. Eppure quando sono donne a raccontare i fatti si nota la differenza: tornano le grandi inchieste, si innalzano le istanze di pari rappresentanza, si cercano le motivazioni e gli aspetti umani, anche nella rappresentazione dei conflitti. Le prime reporter, inviate al fronte per mera indisponibilità dei colleghi, hanno tessuto un racconto di guerra che oggi ci è consueto, mostrando non un mero scacchiere politico, ove le battaglie rappresentassero territori del Risiko, bensì ciò che era oltre la trincea, dando voce e occhi ai civili, ai miserabili, ai dimenticati, ai depredati, a chi la guerra la subiva, senza esserne attore. Questo è solo un esempio del modo diverso di esporre i fatti nel racconto femminile. L’associazione GiULiA, dal 2011, ha come obiettivo di rimuovere lo squilibrio informativo sulle Donne, anche utilizzando un linguaggio privo di stereotipi e rispettoso del genere femminile; nonché, come giornaliste, abbattere nel mondo dell’informazione, stereotipi e discriminazioni di genere, permettendo pari opportunità nell’esercizio della professione e nello sviluppo della carriera.

Ad aprire e concludere il dibattito due video elaborati dal Centro di Pedagogia dell’Espressione L’Arca nel Bosco, associazione dedita alla ricerca sui dinamismi espressivi e relazionali in ambito educativo, formativo e artistico. La prima lettura e performance di Gabriella Agostini, dedicata a Gualberta Alaide Beccari, con delicatezza e profondità, ha ricordato la lotta per l’emancipazione femminile, operata per il tramite della rivista La Donna, da lei diretta nella seconda metà del 1800. A conclusione del pomeriggio, Valentina Tinelli ha omaggiato Maria Grazia Cutuli, il suo giornalismo impegnato e la ricerca della verità, fino alla morte avvenuta a Kabul nel 2001.

Il tempo in compagnia delle amiche giornaliste è volato, per chi avesse perso la diretta sulla pagina facebook di Toponomastica Femminile o di Vitamine Vaganti, può rivedere l’incontro sul canale YouTube di Toponomastica (https://www.youtube.com/watch?v=sopcPPuhj2k)

L’appuntamento è al 23 febbraio, sempre alle ore 18,00, con la Musica.
Vi aspettiamo!

Le nostre ospiti

Giusi Sammartino
Laureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpreti; Siamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di Affari Sociali Internazionali su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

Marta Nicoletti
Vice caposervizio della redazione Scuola dell’agenzia di stampa Dire. Coordina un gruppo di giornalisti e giornaliste che su tutto il territorio nazionale seguono il mondo della scuola, dando spazio e voce a studenti, ai/alle loro docenti e ai/alle dirigenti scolastiche. Oltre al racconto giornalistico si occupa di promuovere campagne di sensibilizzazione e progetti formativi per avvicinare i giovani al mondo dell’informazione. Prima di arrivare alla Dire ha lavorato al ministero dell’Istruzione occupandosi di organizzazione di eventi e progetti con le istituzioni scolastiche.

Tiziana Bartolini
Giornalista dal 2000, è specializzata nel campo del Terzo Settore, dei temi sociali con particolare riferimento alle questioni di genere e delle Pari Opportunità. È direttora della storica rivista NOIDONNE (dal 2000 e continua) e del settimanale web NOIDONNE on line (dal 2005, e continua pubblicato nel sito http://www.noidonne.org). Ha maturato una notevole esperienza professionale nel giornalismo e nella comunicazione. Ha ideato e promosso iniziative editoriali, progetti nazionali, campagne multimediali. Collabora all’organizzazione e comunicazione di eventi nazionali e segue iniziative o campagne specifiche delle donne o rivolte alle donne (A mano libera, carcere femminile di Rebibbia, Roma). Ha fatto parte del Comitato scientifico del Premio letterario Biblioteche di Roma (2016/2019) e collabora alla digitalizzazione dell’Archivio storico di NOIDONNE (edito in versione cartacea dal 1944) avendone progettato la piattaforma dedicata (www.noidonnearchiviostorico.org).

Silvia Garambois.
Presidente di GiULiA giornaliste. Ha iniziato la professione nel 1975, a Firenze, prima giornalista a occuparsi di cronaca nera e varcare la soglia di questura e uffici giudiziari. All’Unità per 25 anni, fino al Duemila, dove si è occupata di spettacoli, cultura, politica e infine caporedattrice nell’ufficio centrale. Nel nuovo millennio da libera professionista ha collaborato con giornali, periodici, radio, web, nazionali o sperimentali (come la free press per bambini). Da sempre impegnata negli enti di categoria dei giornalisti è stata Segretaria dell’Associazione Stampa Romana. Esperta di questioni dell’informazione e in questioni di genere.

***

Articolo di Sabrina Cicin Marzetti

Sabrina Cicin 200x200

Laureata in Scienze Politiche. Consulente fiscale con Master in Diritto Tributario Internazionale. Giornalista pubblicista. Dirigente sindacale, responsabile del Coordinamento Donne e Inclusione. Ha approfondito tematiche di cultura di genere con un Master in Gender’s Studies. I suoi interessi sono focalizzati sul linguaggio e la toponomastica. Il motto: la felicità non è la meta, ma il cammino (Osho). La convinzione: nella vita nulla accade per caso.

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