Quando un libro potrebbe cambiarti la vita

Ci sono libri che ti chiamano e che hai voglia di leggere prima di tutti gli altri., anche di quelli che ti eri ripromessa di leggere in vacanza. L’assemblea degli animali, scritto dall’anonimo Filelfo, è uno di quelli. Mi ci sono avvicinata quasi per caso (ma forse nulla è per caso) e ho subito sentito l’esigenza di condividere col numero maggiore di persone possibile le riflessioni che ha suscitato in me.
Nelle mie camminate veloci terapeutiche durante il lockdown ho preso l’abitudine di risentire sull’app raiplayradio i podcast dei programmi che mi sono persa durante la settimana. Tra i miei preferiti c’è Uomini e profeti, programma ideato da Gabriella Caramore che si occupa di spiritualità. Da molti anni seguo le puntate dedicate ai più svariati temi, da quando ho avvertito l’aridità delle materie che insegno, il diritto, l’economia politica e le relazioni internazionali, se trattate senza riferimenti alla vita quotidiana e alle grandi questioni dell’esistenza. Insomma, da molto tempo, in splendida solitudine all’interno del mio Dipartimento, con rarissime eccezioni, ho considerato queste materie come scienze umane, oltre che sociali, riscontrando risposte positive in termini di coinvolgimento e partecipazione da parte delle e dei miei studenti.
Durante la prima puntata di Queste anime viventi. Animali, anima, mondo a cura di Silvia Ronchey, ho incontrato questa fiaba, apparentemente semplice, ma ricca di citazioni e richiami letterari, teologici, filosofici, spirituali e l’ho trovata indispensabile per capire sia la pandemia che stiamo attraversando, sia il nostro rapporto con gli altri abitanti della Terra, in primis i nostri fratelli animali. Proprio per questo ho inserito la lettura di Filelfo in un percorso di Educazione civica in una classe terza Rim che approfondisce il tema della cura della Terra e degli altri esseri viventi. Filelfo, anonimo scrittore il significato del cui nome si scoprirà solo alla fine del libro, era già comparso col suo lungo racconto nella rubrica Robinson di Repubblica.
Il suo romanzo morale è dedicato ad «Ash, il primo koala nato dopo il Grande Incendio australiano, il 26 maggio 2020, dalle ceneri di milioni di animali» e immagina che, dopo l’olocausto australiano che ha ucciso più di un milione di animali, si riunisca la loro assemblea, di cui un tempo faceva parte anche il genere umano, e in una sorta di contrappasso decida di punire con un contagio zoonotico questo appartenente al Regno animale per tutto il male che ha fatto alla terra e ai suoi abitanti. Lo stesso Papa Francesco, in occasione della Giornata mondiale della terra, il 22 aprile scorso, aveva parlato di «peccato contro la Terra», ricordando che «Dio perdona sempre, l’uomo a volte perdona a volte no, la Terra non perdona mai». Non finirò mai di essergli grata per la splendida enciclica Laudato sì. La varietà dei personaggi animali e il loro diverso rapporto con l’uomo (e mi permetto di usare l’universale maschile volutamente) sono descritti mirabilmente e in modo estremamente convincente e sono l’occasione per ricordare i danni fatti al Pianeta dal suo abitante più prepotente e invadente: «la schiavitù degli allevamenti intensivi», le cavie sottoposte come i ratti a ogni esperimento, la vivisezione, le emissioni di Co2, la deforestazione, i pesci soffocati nella plastica e nel petrolio, come i cormorani, «i campi di concentramento dei mattatoi», i carri bestiame, gli zoo, le oche ingozzate per il foie gras, l’impronta violenta dell’uomo sul Pianeta, riempito di costruzioni e oggetti.
Filelfo fin dall’inizio dichiara di usare «parole non sue» ma tratte da scritti di altri, da Omero a Lucrezio a Origene, da Calvino a Hobbes, da Plutarco a Borges a Melville, da Ashoka a Plotino, a Hillmann. Quest’ultimo ci offre la via per una vera e propria conversione ecologica. Leggere questo lungo racconto o romanzo breve può essere una sfida a indovinarne gli autori, o intraprendere un percorso di apprendimento e di scoperta. Per me, ad esempio, è stata una vera sorpresa apprendere che Hobbes, da sempre conosciuto per il suo Homo homini lupus, ha scritto anche queste parole a proposito degli animali: «Tra queste creature il bene comune non differisce da quello privato; ed essendo per natura spinte a cercare il loro bene privato, procurano in tal modo il bene di tutti» (Leviatano, pagina 141).

Il libro può essere letto su più livelli: uno, più immediato, in forma di racconto morale e un altro, più profondo, in cui Filelfo ci guida attraverso un’appendice accuratissima per ogni capitolo alla ricerca dei testi che in vario modo e in varie epoche si sono occupati del rapporto con la Natura e si sono posti il problema dell’anima del Mondo e degli animali. Tra le tante intuizioni del libro invito a soffermarsi sull’interpretazione della cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, molto diversa da quella tramandata dalla Genesi, che pure, al di là dei tradimenti delle traduzioni, affida all’uomo il compito non di sottomettere ma di governare la Terra e gli altri animali, sulle figure della gatta bianca e del cane Mo-Mo come i veri amici del genere umano che lo hanno accompagnato nella cacciata dal Paradiso terrestre, genere umano verso cui mostrano uno sguardo di compassione per la sua fragilità, il suo affannarsi senza senso e il suo essere senza difese di fronte alla pandemia; la balena mediatrice e il Re dei ratti, a cui è consegnata la direzione sanitaria del piano pandemico.
Ma molti altri sono i personaggi, descritti nella loro grande varietà in un libro che è stato definito «uno dei testi culturalmente più importanti che siano usciti negli ultimi decenni non solo per la filosofia della natura e degli animali ma per capire che cos’è un’anima anche per tutto ciò che vive, pur se non umano»(panpsichismo), dal giovane filosofo militante Emanuele Coccia, che si batte per la tutela giuridica del vivente non umano di fronte a quello che lui chiama «il quotidiano massacro universale» e di cui presto leggerò i testi riferiti ai diritti degli animali e dei viventi.
Filelfo ci suggerisce un modo per riconciliarci con la terra e gli altri animali, ma lascio la sorpresa di questa soluzione a chi avrà la fortuna di vivere l’esperienza spirituale di questa densa e colta lettura. Suggerisco di accompagnarla con le puntate di Uomini e profeti a esso dedicate, in cui la bravissima Silvia Ronchey aggiunge, accanto alle sue profonde riflessioni, testi e canzoni a completamento dell’opera. Tra le tante consiglio le canzoni di Branduardi e Brassens e una bellissima ninnananna di una youtuber animalista che potrete ascoltare qui https://www.youtube.com/watch?v=Lif6EH7iSJw.
Filelfo e Ronchey ci fanno riflettere sulla necessità di una metanoia, una vera e propria conversione ecologica, conversione intesa come inversione di marcia, che poi è sempre stata la vera definizione di conversione, prima che se ne appropriasse la religione.

Nulla è per caso. La prima puntata di questa serie di Uomini e profeti è stata il primo novembre del 2020, un giorno prima di quello in cui se ne sarebbe andata da questo mondo Nives, la gatta che aveva condiviso la sua vita con noi per più di undici anni e che tanto ci aveva insegnato. Fino ad allora avevo letto solo Spillover in merito a questa zoonosi e a quelle del passato. Un ottimo testo di divulgazione scientifica che dovrebbe essere letto in ogni scuola. Mi piace però pensare che l’incontro con L’assemblea degli animali sia stata l’eredità che Nives mi ha lasciato, eredità con cui intraprendere la mia personale conversione ecologica. Questo forse è proprio ciò che Filelfo vuole da ciascuno di noi lettori e lettrici, perché «da sempre la favola parla di te. Sei tu, lettore, l’autore di questa e della prossima». L’assemblea degli animali non è la solita storiella animalista o ambientalista, è molto di più. Per chi voglia ritrovare la sua Arca Interiore, come la chiamava Hillman, e riacquistare l’equilibrio perduto, ne consiglio vivamente la lettura, che per chi scrive ha rappresentato non solo puro godimento da lettrice, ma una tappa importante del percorso, iniziato dalla consuetudine con gli animali domestici, verso la comprensione dell’Anima del mondo.

***

Articolo di Sara Marsico

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Abilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLIL. È stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione , la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donne. È appassionata di corsa e montagna. 

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