Storie e strade narrate al femminile. Il caso della toponomastica di Cerignola

Con lo studio affrontato nella mia tesi di laurea triennale in Storia dell’educazione di genere ho voluto analizzare un argomento del tutto attuale, avente come obiettivo principale l’uguaglianza di genere.

Partendo dal principio, quando si parla di disuguaglianza di genere bisognare prendere in considerazione quattro fattori fondamentali all’interno dell’ambiente in cui viviamo: lavoro, politica, istruzione e contesto sociale.

Dal punto di vista lavorativo, le donne sono da sempre state sgradite e discriminate, classificando i settori ritenuti opportuni — tali da conciliarsi bene con il tempo privato (settori dell’istruzione, della sanità e dell’assistenza sociale), con settori considerati virili e del tutto “maschili”. Tuttavia, secondo delle statistiche assodate, questa scarsa partecipazione femminile porta a un calo economico mondiale, nonostante l’imbarazzante differenza retributiva fra uomini e donne, il cosiddetto Gender pay gap, che ammonta al 18% di stipendio in meno delle donne rispetto a quello degli uomini, svolgendo lo stesso lavoro nelle stesse ore lavorative, o anche la riduzione di tale stipendio nel caso di un’eventuale gravidanza, portando la donna ad assentarsi dal lavoro, richiedere un part time e ricevere, alla fine del trambusto, una percentuale ridotta di pensione rispetto all’uomo.

Nel momento in cui si passa alla questione politica e formativa, si evince come in Italia vi sia un numero sempre più basso di donne che occupano posizioni di potere.

Tenendo conto dell’aumento del livello di istruzione superiore o universitaria per entrambi i generi, fornendo così la stessa base per le future scelte di carriera, questo dato sembra risultare piuttosto ambiguo.

Il fattore che acquisisce maggiore attenzione, dovuta anche grazie ai media e social media, è il vergognoso aumento di violenze sessuali sulle donne. Sei donne su dieci subiscono violenza o vengono uccise per mano di un compagno, un ex compagno o un familiare. Secondo i dati Istat, nel 2019 in Italia sono state conteggiate ottantotto donne vittime di violenza al giorno, ogni quindici minuti veniva registrato un caso…

Guardando il lato positivo, accresce il numero di donne che si dirige verso i centri anti-violenza, dove le stesse iniziano a comprendere quanto sia importante parlare e confidarsi con degli specialisti.
Tuttavia, ritornando al discorso dei mass media, essi sono i primi a produrre prototipi da seguire a sfondo del tutto discriminatorio, ma allo stesso tempo svolgono un lavoro di diffusione di messaggi pubblicitari a scopo paritario fra i generi. Infatti, l’argomento seguente di tesi si basa principalmente su un appoggio mediatico importante, riguardo una specifica tipologia di disuguaglianza di genere che è ancora per molti sconosciuta e ignara.

Il mio lavoro di tesi si divide in due capitoli. Il primo inizia con un quesito fondamentale per l’esposizione complessiva, ovvero: «Data la scarsa presenza di intitolazioni femminili alle vie della maggior parte dei Comuni italiani, e non solo, le statistiche concrete vogliono farci intendere che non ci siano in Italia, come nel mondo, figure femminili di spicco che hanno contribuito fermamente nella scrittura della storia raccontata e modificata giorno per giorno?»
Si parla quindi di un’ulteriore forma di discriminazione sociale, la quale va combattuta attraverso l’uguaglianza di genere anche nelle vie internazionali, che prende il nome di Toponomastica femminile.

Atti del Primo Convegno a Roma, 6-7 ottobre 2012

La pagina Facebook Toponomastica femminile, nata nel 2012, è stata creata appunto con l’azione di spronare i vari territori, nazionali e internazionali, a intitolare strade, vie o piazze con nomi di donne. Nel primo capitolo infatti si prenderà in esame l’evoluzione completa di questo gruppo, divenuto poi associazione, avvenuta grazie anche ai diversi progetti (eventi, convegni, mostre fotografiche, campagne e azioni solidali) programmati e messi in atto anche dalle/dai sostenitrici/sostenitori dell’idea.

Nelle varie sezioni presenti sul sito web Tf, è presente quella dedicata ai Censimenti. Per censimenti si intende l’analisi svolta dal gruppo ricerca, telematicamente o sul territorio stesso, per quanto riguarda le intitolazioni di donne a vie, strade o piazze, in tutti i Comuni di tutte le regioni italiane. Qui ho ritrovato il censimento effettuato nella regione Puglia, più nello specifico del Comune della mia città, decidendo così di svolgere uno studio più specifico e dettagliato della toponomastica femminile nel complesso e poi successivamente dei nomi delle vie intitolate a donne a Cerignola.

Così, la seconda parte dell’elaborato, si apre con due interviste effettuate personalmente a due grandi figure dell’associazione in questione. La prima è avvenuta telefonicamente fra me e la presidente dell’associazione, Maria Pia Ercolini, la quale mi ha raccontato quali fossero state le sue iniziative passate, quali gli eventi da svolgere successivamente, dandomi anche la possibilità di esprimere un giudizio personale su tutto il suo strabiliante percorso. Successivamente ho parlato via email con la prof.a Barbara Belotti, alla quale appartiene la gestione dei censimenti nella regione Puglia. Alla prof.a Belotti ho richiesto quesiti peculiari proprio della regione pugliese e della mia città, ricevendo risposte molto chiare ed esaustive, consigliandomi inoltre di verificare personalmente sul mio territorio locale qualora ci fossero stati dei cambiamenti.

Infatti la mia tesi termina con una ricerca toponomastica attuata personalmente sulla mia città, utile per scoprire nuovi luoghi a Cerignola, non riportati nel censimento del dato del Comune, aventi storie e tradizioni narrate al femminile: Piazza donne vittime di violenza, Piazza Madre Teresa di Calcutta e Via Antonietta Rosati, fondatrice della “Scuola d’Arte Sacro Cuore” ed educatrice di origine cerignolana che ha dedicato la sua vita con slancio e profonda sensibilità educativa ai giovani, sorretta dalla fede e fermamente convinta dell’alto valore della cultura nella formazione umana e sociale.

Tuttavia, anche se l’intera città di Cerignola è riconoscente ad Antonietta Rosati, per essere stata decisa e determinata nel portare a termine la sua volontà di istituire una scuola dove fosse insegnata una disciplina poco valorizzata (l’arte), come si può intuire dalla foto successivamente inserita, l’omaggio a questa grande donna è molto deludente, dato che il suo nome è stato inserito in un cartello indicante principalmente l’Istituto di scuola superiore “Augusto Righi” (nome di un fisico italiano) con adiacente il nome della via dedicata appunto ad Antonietta Rosati, scritto in piccolo, senza nome proprio (che ne farebbe riconoscere il genere femminile) e decisamente poco visibile.

Vorrei concludere dicendo che la mia ricerca vuole dar dunque luce a un’altra differenza di genere, poco notata e considerata, ma comunque presente sotto gli occhi di chiunque, e che, partendo dal quesito da cui ho avviato questo lavoro, posso fortemente affermare di avere analizzato e verbalizzato materiale sufficiente per confermare un pensiero già assodato, ovvero che sono tantissime le figure di donne a cui si deve riconoscenza, e un simbolo di gratitudine può partire dal semplice guardare in su e leggere il nome di una donna su una via, strada o piazza in qualsiasi città, nazionale o internazionale, si voglia andare.

La tesi integrale al link: https://toponomasticafemminile.com/sito/images/eventi/tesivaganti/pdf/104_Antonelli.pdf

***

Articolo di Maria Grazia Antonelli

Laureata in Scienze dell’educazione e della formazione all’Università di Foggia nel 2020, ho svolto la mia tesi in Storia dell’educazione di genere, affrontando così una tematica molto influente al giorno d’oggi, e non solo. Attualmente studio all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emila nel corso magistrale di Scienze pedagogiche. La mia aspirazione: diventare una pedagogista, col desiderio anche di avvicinare i contesti educativi e formativi al tema della parità di genere.

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