A scuola di parità

Ed eccoci di nuovo qui per raccontarvi un altro dei progetti vincitori dell’edizione 19/20 del concorso didattico “Sulle vie della parità nelle Marche” , spin off regionale del concorso “Sulle vie della parità”, promosso dall’Osservatorio di Genere.

L’8 marzo 2021 abbiamo comunicato i nomi delle scuole vincitrici marchigiane della IV edizione, nel frattempo vi portiamo in una sezione pluriclasse (ebbene sì esistono ancora) della Scuola primaria “Cesare Battisti” di Carassai (Istituto scolastico Rotella Montalto) in provincia di Ascoli Piceno. Il progetto “A scuola di parità” per la promozione di una cultura sulla parità di genere, coordinato dalla maestra Giuseppina Gentili, ha coinvolto bambine e bambini di età compresa fra i 6 i 7 anni ed è stato concepito come una vera e propria unità didattica divisa in diverse fasi. Alla fine dell’Uda era previsto che i bambini e le bambine, 3 di classe prima e 8 di classe seconda (per un totale di 11 alunni/e) realizzassero un compito di realtà: progettare, realizzare un gioco da tavola e, naturalmente, giocare!

Il gioco, come si dirà più avanti, non è stato realizzato, ma il lavoro di questa piccolissima pluriclasse di provincia ha colpito profondamente la Commissione di valutazione marchigiana che lo ha proclamato vincitore della sezione “Giochi” – scuola primaria!
Perché? Semplice: se metti in una classe bambini e bambine incredibilmente competenti e una maestra capace di valorizzare i talenti di ognuno e di ognuna il risultato non può che essere straordinario.
La pluriclasse di Carassai ha lavorato — o almeno avrebbe dovuto farlo se il Covid non avesse rotto le uova nel paniere — al progetto per un intero quadrimestre: da gennaio a maggio 2020 prevedendo delle ricadute e degli sviluppi negli anni successivi — cosa questa che ha molto colpito la Commissione di valutazione marchigiana. Obiettivo ultimo del lavoro: invitare i bambini e le bambine a sperimentare le differenze — tutte le differenze — con cui hanno a che fare quotidianamente nella realtà scolastica, dalle differenze di modalità apprenditive a quelle di svantaggio sociale e psicologico, dalle differenze dovute alla disabilità per finire soprattutto a quelle di genere.

Proprio rispetto alle differenze di genere, la maestra ha invitato i suoi bambini e le sue bambine a riflettere e a mettere in discussione stereotipi e luoghi comuni che spesso svalorizzano il ruolo e la figura della donna e si trasformano in disuguaglianza nella società, nel lavoro, nelle relazioni di amicizia. La meraviglia di questo lavoro — incompiuto ma solo sulla carta — emerge prepotente dalle voci dei bambini e delle bambine stimolati dalla maestra a considerare e a soffermarsi sull’originalità di ogni soggetto, e sperimentare le differenze rintracciate come elemento di ricchezza per tutto il gruppo-classe, attraverso la scoperta della propria e dell’altrui identità, il confronto reciproco e le discussioni collettive.

Nonostante la Commissione non abbia potuto valutare il progetto nel suo complesso —poiché l’output intermedio rappresentato appunto dal gioco causa Covid-19 non è stato realizzato — ha comunque ritenuto necessario premiare il lavoro messo in campo da questa maestra che in un piccolo paese dell’entroterra piceno è riuscita a mettere in campo un progetto ambizioso e — visti i tempi che viviamo — per certi versi rivoluzionario. «La commissione» si legge infatti nella motivazione «ha apprezzato la scelta della scuola primaria “Cesare Battisti” di Carassai, di realizzare un prodotto di tipo sperimentale e dal carattere fortemente inclusivo sulle differenze di genere. Una scelta non scontata, purtroppo ancora poco praticata nelle scuole primarie e che quindi denota una forte propensione della classe insegnante, delle famiglie e del territorio stesso al rispetto della parità e alla valorizzazione dell’educazione all’affettività. I testi, le parole e le riflessioni dei bambini e delle bambine sono efficaci e insieme straordinariamente commoventi. Un progetto di lungo periodo che speriamo porti alla realizzazione non solo del gioco da tavolo, output finale del percorso iniziato in classe, ma anche alla “costruzione” nel futuro di cittadini e cittadine sempre più consapevoli».

Il lavoro in classe effettivamente realizzato si è sviluppato a partire da diverse fasi:
SITUAZIONE STIMOLO (problem posing per l’individuazione del problema e problem solving per ipotizzare e sperimentare strategie di soluzione). I bambini e le bambine dopo aver guardato un video sugli stereotipi di genere, sono stati stimolati a fare una riflessione personale prima e poi a discuterne in classe.

UNA CLASSE UNICA E DIVERSA, lettura di A scuola di parità, di Irene Biemmi, (2019, editore FATATRAC), e lavoro cooperativo per l’individuazione dei protagonisti e delle loro differenze. Costruzione del puzzle, rappresentazione grafica e discussione collettiva per stimolare e avviare una prima riflessione sugli stereotipi di genere.

I NOSTRI SOGNI A COLORI: riflessione sui propri sogni e sui propri progetti e aspirazioni, drammatizzazione, rappresentazione grafica e argomentazione individuale

IO SONO: riflessione su sé stessi, sulla propria identità di genere, sui punti di forza e di debolezza,sui  talenti ecc. Durante questa attività i bambini e le bambine sono stati stimolati ad affermare la propria personalità e e la propria diversità

SOGNARE IN GRANDE: presentazione di personaggi come Samantha Cristoforetti , Maria Montessori, Joyce Lussu (ospite nella scuola di Carassai negli anni ’90).

L’auspicio è che la maestra Giuseppina Gentili insieme ai suoi bambini e alle sue bambine di Carassai continuino a lavorare a questo bellissimo e importante progetto che ha proprio nei bambini e nelle bambine i suoi protagonisti.
L’apprendimento quando è esperienziale consente a ciascuno e a ciascuna l’attivazione cognitiva delle proprie risorse e fa sì che conoscenze e abilità si trasformino efficacemente in competenze.
La scoperta, il gioco, il rispetto e la valorizzazione delle intelligenze multiple di ognuno e ciascuno, di ognuna e di ciascuna come scrive la maestra nella presentazione del progetto stesso consentirà loro “di trovare, seguire ed utilizzare le modalità apprenditive e le strategie a se più congeniali”.

Siamo sicure che nell’approfondire le altre fasi del progetto che riguardano:

  • IO + TU = NOI, uguali ma diversi
  • I NOSTRI TALENTI = IL NOSTRO TESORO- scoperta e potenziamento del senso di appartenenza al gruppo.
  • I NOSTRI GIOCHI- riflessioni sui giochi considerati da bambini e quelli considerati da bambina, individuazione di motivazioni, differenze e analogie
  • I RUOLI IN FAMIGLIA- riflessione sulla divisione dei compiti di cura e domestici in famiglia
  • I MESTIERI- stimolare la riflessione sugli stereotipi  di genere e alle discriminazione nella professione. Mestieri considerati da donna e mestieri considerati da uomo, i condizionamenti che possono influire sulla scelta del lavoro

questa meravigliosa pluriclasse realizzerà un output altrettanto bello e sorprendente quanto quello che qui vi abbiamo raccontato e speriamo, perché no, di poterlo premiare nell’edizione IV del concorso “Sulle vie della parità nelle Marche” 20/21.

***

Articolo di Silvia Casilio

Silvia Casilio, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Macerata e attualmente collabora con l’Università di Teramo. È autrice di saggi sull’Italia repubblicana e dal 2009 collabora con l’associazione culturale “Osservatorio di genere”. 

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