Donne di teatro, cinema e spettacolo a Brescia. Esther Elisha

Nasce a Brescia il 25 giugno 1980, da madre italiana e padre originario del Benin, e nel 2002 si diploma alla Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Continua poi la sua formazione in Italia e all’estero — al Piccolo teatro di Milano, al Black Nexxus di New York, al Nuovo teatro di Napoli — oltre a recitare nel cinema e in produzioni televisive. Elisha è eclettica, interpreta con successo ruoli assai variegati, e mostra lucida consapevolezza rispetto alla questione della attorialità black italiana, insieme con la capacità di intrecciare piano professionale e biografico, tanto da essere citata nella postfazione di Adua (2015) di Igiaba Sciego come esempio di attrice contemporanea in grado di contrastare stereotipi duri a morire.   

Al cinema ha recitato in Last Minute Marocco (2007) di Francesco Falaschi, Il prossimo tuo di Anne Rita Ciccone (2009), Là-bas. Educazione criminale (2011) e Take five (2014) di Guido Lombardi, Neve (2014) di Stefano Incerti, Nottetempo (2014) di Francesco Prisco, Pitza e datteri (2015) di Fariborz Kamkari, Padre (2016) di Giada Colagrande e Il padre d’Italia (2017) di Fabio Mollo. Là-bas segna una svolta nella carriera cinematografica di Esther Elisha; alla 68ma Biennale di Venezia al film vanno il Leone del Futuro Premio Opera Prima e il Premio del pubblico “Kino” della Settimana della critica Venezia 2011, mentre all’attrice sono assegnati nel 2011 il Golden Graal come «astro nascente del cinema italiano» e l’anno successivo il Premio Giuseppe De Santisin qualità di attrice rivelazione dell’ultima stagione cinematografica.  

La locandina di Là-bas 

Là-bas narra di Youssuf, giovane immigrato a Castelvolturno, cui si intreccia la “strage degli immigrati” del 18 settembre 2008. Elisha è Souad, una giovane donna nigeriana avviata alla prostituzione, di cui Youssuf si innamora e che vorrebbe riscattare. L’attrice infonde alla figura in qualche modo archetipica — peraltro in un contesto fortemente connotato — una cifra personale grazie al principio di “intensità” — apparizioni quantitativamente contenute ma dotate di alto impatto drammatico — che caratterizza l’intero film. Nonostante la fortuna critica, la pellicola è stata distribuita in un circuito ristretto. Altri ruoli — come quello di Jasmina in Last Minute Marocco e di Fatma in Pitza e datteri — sono considerati invece stereotipi della commedia di immigrazione. Elisha, tuttavia, sottolinea la valenza articolata dello stereotipo e l’importanza di essere stata scelta per il ruolo di Lidia in Nottetempo come «una ragazza italiana qualunque» e aggiunge: «Il fatto che io abbia potuto partecipare a quel progetto, approdare finalmente a un ruolo così, per me è stata una grandissima gioia». 

Grande visibilità e popolarità le vengono dalla sua partecipazione a serie televisive quali Don Matteo (2006) nell’episodio Il ballo delle debuttantiBoris (2007), negli episodi intitolati La mia Africa, Il commissario De Luca (2008), Benvenuti a tavola 2 (2012), Tutta la musica del cuore (2013), Pene d’amore (2016) e in particolare Tutto può succedere (2015-2018)che annovera nel cast attrici del calibro di Maya Sansa e Licia Maglietta. Qui Elisha è Feven, violinista di origini eritree, che durante una fugace notte d’amore ha avuto un figlio da Carlo, rampollo della famiglia Ferraro. Feven segna un’inversione di tendenza rispetto agli assetti consolidati dei ruoli e il suo romanzo sentimentale con Carlo, una delle principali linee narrative della serie, celebra il trionfo dell’amore nell’Italia contemporanea. 

***

Articolo di Claudia Speziali

mbmWJiPdNata a Brescia, si è laureata con lode in Storia contemporanea all’Università di Bologna e ha studiato Translation Studies all’Università di Canberra (Australia). Ha insegnato lingua e letteratura italiana, storia, filosofia nella scuola superiore, lingua e cultura italiana alle Università di Canberra e di Heidelberg; attualmente insegna lettere in un liceo artistico a Brescia.

3 commenti

  1. Mi piace moltissimo questa attrice, che ho apprezzato nel suo ruolo in Tutto può succedere, bellissima fiction di Rai Uno. Brava Claudia!

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