Camminare correre volare

Ricordiamo che il testo è risultato nel 2009 vincitore della XXXI edizione del Premio internazionale di Narrativa Città di Penne-Mosca, sezione “Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza”. Si tratta indubbiamente di un testo forte e crudo, adattissimo sia a un pubblico giovanile, sia a chi si occupa professionalmente di formazione e di educazione.
Si potrebbe sicuramente definire un testo di formazione che indubbiamente fa breccia in chi legge, fa riflettere, induce a interrogarsi su un  fenomeno in costante crescita, rimasto per molto tempo nascosto, a volte frainteso e che induce a chiedersi: quali possono essere le strategie per affrontarlo e combatterlo? Appare utile soffermarsi anche per inquadrare le vicende del testo scelto, su un fenomeno così grave e contraddittorio come il bullismo, e tuttavia diffuso in forme più o meno gravi in diversi paesi del mondo.
In realtà la violenza e il bullismo al femminile di cui si parla nel testo è un fenomeno meno conosciuto e a volte più nascosto, ma purtroppo altrettanto presente. Se in passato si notava più differenza nelle tipologia di comportamento tra bullismo maschile e femminile (maschi aggressivi a livello fisico, femmine più concentrate a livello psicologico, con atteggiamenti di derisione, esclusione, diffamazione e critiche) alcuni approfondimenti sul tema hanno messo in rilievo che l’unica differenza che rimane tutt’ora tra i generi è che il bullismo al femminile è più nascosto e si fa più fatica a riconoscerlo. Spesso la ragazza “bulla” resta più al margine, usa strategie meno riconoscibili, non si espone direttamente ma fa agire le amiche gregarie, sulle quali esercita spesso un potere silenzioso e più subdolo.

Comunque sia, subire la violenza del bullismo per tutti e tutte ha conseguenze spesso drammatiche: la vittima percepisce di essere sola e isolata, immancabilmente attribuirà unicamente a se stessa la colpa della situazione che sta vivendo. A lungo andare, le vittime  finiscono con il  perdere sicurezza in loro stesse, autostima, soffrono d’ansia e di problemi psicosomatici o sono depresse, sviluppano un’avversione per la scuola e si inventano mille motivi per evitare i luoghi più rischiosi o per non uscire più di casa, allo scopo di sottrarsi a ulteriori prepotenze.
Anche i bulli o le bulle, comunque, rimangono spesso “marcati o marcate a fuoco” da queste esperienze. Gli studi specifici sul fenomeno, che approfondiscono soprattutto le conseguenze a medio e lungo termine circa il bullismo maschile, riportano come conseguenze probabili comportamenti devianti come l’abuso di alcool o l’assunzione di sostanze, mentre in parallelo il rendimento scolastico risulta quasi sempre compromesso irrimediabilmente. Per quanto riguarda la possibili motivazioni, si è visto che il bullismo al femminile, al pari di quello maschile, punta ad accrescere nelle esecutrici il proprio prestigio tra pari, a essere più popolari e ad acquisire maggiore potere sugli altri/e. Una caratteristica particolare del bullismo al femminile è che spesso prende di mira soprattutto l’aspetto fisico, un argomento molto sentito dalle ragazze specie in adolescenza. Spesso le vittime vengono prese in giro per la loro conformazione fisica, peso, altezza, ecc. oppure perché considerate timide, brave, introverse, secchione e comunque incapaci di ribellarsi. È utile ricordare che la condizione per cui un adolescente si senta parte integrante del gruppo (essenziale a quell’età poiché base per strutturare la propria identità) è avere un aspetto fisico stereotipato, in linea con le tendenze del momento.
Gli atti di bullismo, anche se sporadici, possono avere un forte impatto sull’equilibrio emotivo di una ragazza ed è emerso da svariati studi che ad essere danneggiata è soprattutto l’autostima delle vittime, il concetto che ognuna ha di sé. D’altro canto è fondamentale comunque, sfatare alcuni stereotipi che contraddistinguono, per il senso comune, il bullismo femminile: non è vero che le bulle appartengono sempre a bassi ceti sociali, in realtà molti casi hanno come protagoniste ragazze “bene”, con genitori istruiti o con una certa posizione sociale. Spesso, proprio gli impegni e l’intensa attività lavorativa di mamma e papà possono creare una estrema capacità di azione, senza alcun controllo o freno inibitorio.

Ma veniamo al testo Camminare correre volare che tanto successo ha avuto e continua a riscuotere soprattutto nella fascia della pubertà e della preadolescenza. Se è facile condannare i bulli o le bulle e le loro azioni, più difficile è invece capirli e aiutarli a riscattarsi, perché spesso hanno alle spalle una storia dolorosa e complessa. E così si pensa che non abbiano sentimenti, solo perché non ne mostrano. Ma non è così per la protagonista della storia. Asja ha quattordici anni, l’aria provocatoria e lo sguardo sfidante. La sua vita è trascorsa in un quartiere popolare con una storia familiare travagliata, in cui un padre da sempre latitante e una madre distante per problemi depressivi, la lasceranno libera di fare qualsiasi cosa faccia ricadere su di lei attenzione e magari ammirazione. Così la trasgressione e la provocazione diventano linguaggio e azione ricorrente e normale per questa quattordicenne inquieta. Effettua piccoli furti nei negozi e chatta con ragazzi più grandi di lei che l’avvertono aggressiva e provocante, condizione di cui la ragazza è soddisfatta e compiaciuta.
Così un gioco in più, diventa accanirsi contro la sua compagna di classe Maria, troppo remissiva, troppo studiosa, troppo per bene, la secchiona della classe. Come sempre in questi casi la vittima viene scelta accuratamente tra compagne giudicate deboli e incapaci di difendersi. Ma inaspettatamente un giorno, la debole e remissiva Maria reagisce e anche in modo energico e inaspettato. Le due ragazze arriveranno a un vero e proprio scontro fisico in quanto Maria non accetterà più prepotenze e vessazioni. Finalmente gli adulti si accorgeranno di come la situazione sia degenerata senza nessun sentore e controllo da parte loro e intervengono. Asja dovrà dolorosamente impegnarsi per trasformare la propria vita. E anche per Maria, ferita nell’orgoglio, inizia un periodo di cambiamento e di forte trasformazione anche in positivo. Le due adolescenti scopriranno inaspettatamente, infatti, di avere in comune più di quanto pensassero prima degli avvenimenti dolorosi, a cominciare dalla grande difficoltà che le accomuna, quella di crescere serenamente. Dunque una bella storia di formazione che attraversa sentimenti come l’angoscia, il pentimento, l’amore, l’amicizia, il perdono.

Sabrina Rondinelli
Camminare correre volare
Edizione EL, Trieste, 2008
pp. 160

***

Articolo di Maria Grazia Anatra

Docente in pensione si occupa da anni di politiche di genere. Presidente dell’Associazione Woman to be, ha ideato iniziative differenziate di sostegno all’imprenditoria femminile, alla formazione e all’orientamento di genere. Da anni si occupa di Letteratura per ragazzi e dal 2012 ha dato vita al Premio di Letteratura per l’infanzia NARRARE LA PARITÀ https://narrarelaparitasite.wordpress.com/ oltre a scrivere esti narrativi per bambini/e.

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