Sette vie per sette donne: il quartiere al femminile di San Donato Milanese

Con un comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Comune il Sindaco di San Donato Milanese, Andrea Checchi, ha informato la Città e la nostra Associazione dell’intitolazione delle sette vie del nuovo Quartiere Monticello a sette donne. Come il primo cittadino ricorda, «La decisione, oltre a essere figlia di una spiccata sensibilità verso il tema della parità di genere, vuole porre rimedio alla grave lacuna che finora ha caratterizzato la toponomastica sandonatese: nessuna via risulta intitolata a una donna, a fronte di 68 dedicate a personalità maschili, 55 intestate a località italiane e internazionali e 14 abbinate ad altrettanti fiumi. Nello stradario di San Donato comparivano solo tre piazze dedicate a figure femminili, tra l’altro tutte e tre sante: Santa Barbara, Santa Maria Assunta a Poasco e madre Teresa di Calcutta, (canonizzata una ventina d’anni dopo l’intitolazione del “largo” situato a Certosa, risalente al 1997)». Qual è stato il percorso che ha portato a questo grande risultato? Era il 2017 e l’Istituto Benini di Melegnano, come ogni anno, partecipava al Concorso “Sulle vie della parità” indetto dall’associazione Toponomastica femminile, con un progetto di Istituto intitolato «#SpreadingToponomastica femminile». Il titolo era stato scelto per mostrare come, attraverso percorsi di educazione tra pari, lo studio della parità di genere, partito in sordina in due classi dell’istituto tecnico nel 2012, si era diffuso a sette classi, e altrettanti docenti, oltre che del Tecnico, anche del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Scientifico. Di questo progetto di Istituto, che sarebbe stato premiato a Roma, l’opera più ambiziosa era rappresentata da un percorso di cittadinanza attiva e responsabile per intitolare un intero quartiere alle donne. Il sindaco della città di San Donato, Andrea Checchi, ci aveva fatto una proposta bellissima: diventare consulenti, insieme al Liceo Classico Primo Levi di San Donato, nell’individuazione di figure di donne alle quali intitolare le vie del nuovo quartiere Monticello. La prof. Erica Leuci con la classe IV A LSU, con la supervisione di chi scrive, e la prof. Laura Bellinato, con alcune classi del Liceo Primo Levi di San Donato, si erano attivate per coordinare ragazze e ragazzi nella ricerca e nello studio di biografie femminili. Più di quaranta biografie erano state approfondite da ciascuna classe e la scelta delle dieci da proporre non era stata facile per i due gruppi di studenti. Un lavoro entusiasmante, una miniera da cui attingere a mani piene, una scoperta continua. Quello stesso anno fu organizzato a San Donato un affollatissimo Consiglio Comunale aperto in cui le persone dei due Licei perorarono la causa delle figure femminili a cui si erano appassionate, mettendo in campo le loro capacità oratorie e di persuasione, parlando in pubblico davanti a politici e adulti e mettendosi alla prova. Fu un incontro bellissimo, in cui fu presentata alla cittadinanza anche l’Associazione Toponomastica femminile, di cui il Sindaco era venuto a conoscenza dopo che una classe del Tecnico l’anno precedente era riuscita a fare intitolare la pista ciclabile che va da Melegnano a Cerro al Lambro ad Alfonsina Morini Strada, la prima donna che nel 1924 partecipò al Giro d’Italia insieme a tutti uomini. Passarono tre anni, perché intorno al nuovo quartiere erano sorti alcuni problemi, risolti i quali le classi e noi docenti fummo chiamate a partecipare alla riunione online della Giunta Comunale del 4 marzo scorso, in cui si deliberò ufficialmente l’intitolazione a sette donne nel nuovo Quartiere. La scuola e le docenti coordinatrici del progetto furono ringraziate pubblicamente oltre che dal sindaco, dalle Assessore e dalle responsabili della Biblioteca. Uno splendido regalo nella settimana della Giornata internazionale della donna. Il 21 aprile, finalmente, l’intitolazione è stata comunicata ufficialmente alla cittadinanza e all’Associazione Toponomastica femminile. «Dal lavoro condiviso con le studentesse e gli studenti di San Donato e di Melegnano è uscita la rosa di nomi che porteranno le strade di Monticello – continua il comunicato – Il vuoto nell’elenco delle vie al femminile sarà colmato da ben 7 nomi. Appartengono a figure che hanno contribuito in prima persona alla crescita sociale, culturale, politica e civile del nostro Paese e dell’intera umanità. Sono Nilde Iotti, Edith Stein, Rosa Parks, Ondina Valla, Ipazia di Alessandria, Gina Galeotti Bianchi e Lucrezia Cornaro Piscopia. Quanti vedranno i loro nomi impressi sui cartelli stradali della città potranno approfondire la loro conoscenza attraverso una bibliografia realizzata dalle bibliotecarie comunali consultabile all’indirizzo web bit.ly/donnemonticellosdm».

Ricordiamo brevemente le donne scelte tra le tante proposte della scuola: Rosa Parks, attivista per i diritti umani dei neri che si ribellò alla segregazione rifiutandosi di alzarsi da un sedile dell’autobus riservato ai bianchi e per questo pagò con la prigione, Gina Galeotti Bianchi, partigiana militante del Partito Comunista clandestino dalle imprese rocambolesche, condannata dal Tribunale speciale fascista, ma liberata dal Governo Badoglio, uccisa dai tedeschi il 25 aprile del 1945 mentre si stava recando a Niguarda per occuparsi dei partigiani feriti. Morì insieme al bambino di otto mesi che aveva in grembo; Nilde Iotti, Costituente e politica del Partito Comunista e Prima Presidente della Camera dei Deputati, Ipazia di Alessandria, scienziata, filosofa, matematica e astronoma greca, martire della libertà di pensiero, Ondina Valla, campionessa olimpica degli 80 metri e prima donna a ricevere una Medaglia d’oro a Berlino, Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna a laurearsi in Italia, EdithStein, Santa Teresa Benedetta della Croce, filosofa e mistica, morta a Auschwitz. Le nostre strade e le nostre vie sono la nostra memoria. Attraverso la scelta dei nomi delle persone a cui intitoliamo le vie delle nostre città decidiamo chi entrerà a far parte della storia e sarà degno di essere ricordato per quello che ha fatto, rappresentando la nostra eredità culturale, e chi invece sarà ignorato. Anche attraverso la scelta dei nomi a cui sono intitolate le piazze e le strade «sveliamo quali parte della storia guidano il presente. Ma chi decide quali nomi ricordare? … E se le strade intorno a noi commemorano carnefici e tiranni, abbiamo la responsabilità civile di modificarli oppure li assumiamo come un precipitato storico cristallizzato e immutabile?» (Deidre Mask, Le vie che orientano, Storia, identità e potere dietro i nomi delle strade). Come ci ricorda Josè Saramago, «Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo. Senza responsabilità forse non meritiamo di esistere». Ricordare queste donne e dedicare un intero quartiere ad esse, con la possibilità di scoprire la loro storia, è un atto di giustizia riparatrice, è un modo di prendersi la responsabilità di fare memoria e di combattere quella misoginia ambientale che caratterizza tutta l’odonomastica. Le parole dell’assessora Franca Papetti contenute nel Comunicato del Sindaco ci confortano perché vanno in questa direzione: «Il contributo offerto dalle tante ragazze e ragazzi – aggiunge l’Assessore all’istruzione Chiara Papetti – che hanno voluto e sostenuto questa iniziativa ci fa capire come la sensibilità sul tema della parità di genere stia cambiando. Il nostro gesto vuole essere di aiuto a far germogliare questo nuovo modo di rapportarsi tra uomini e donne, trasformando le differenze, troppo a lungo considerate un motivo di discriminazione, in un valore in grado di arricchire tutti noi. In questo percorso le scuole del territorio svolgono un ruolo fondamentale attraverso la promozione di progetti di sensibilizzazione». La Toponomastica è un rilevatore sociale. Offrire alla cittadinanza, attraverso l’intitolazione delle vie e dei luoghi, figure di donne che hanno dato un grande contributo alla società, significa mostrare soprattutto alle giovani generazioni dei modelli a cui ispirarsi, rafforzare l’autostima delle nostre ragazze e il rispetto verso di loro da parte dei loro compagni, costruire una società paritaria, in linea i valori della Costituzione italiana. Ci piace soffermarci sulle parole dell’Assessora Papetti. Le scuole oggi, soprattutto con la nuova materia Educazione civica, possono continuare ad essere promotrici di iniziative culturali come queste, che vanno nella direzione di contrastare la violenza culturale che nasconde e rende invisibile tutto il contributo alla società che hanno dato le donne nella storia. Per questo percorso non sono stati necessari corsi di public speaking appaltati a esperti o percorsi di alternanza scuola lavoro, come si chiamavano allora, (oggi per fortuna PCTO) tesi a fare emergere quelle competenze che la scuola più di ogni altra agenzia formativa sa vedere e coltivare negli studenti, perché questo è il suo compito: “educere”, tirar fuori le inclinazioni e le qualità delle persone che la frequentano. Questo obiettivo non è compito delle aziende e dei loro esperti, come, con scarsa conoscenza di quanto si fa a scuola e con una visione miope ed economicistica, pensano i nostri decisori politici, ma è lo specifico della professionalità docente, che non si improvvisa, né tanto meno può essere delegata a esperti aziendali, ma si costruisce giorno per giorno nella relazione educativa.

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Articolo di Sara Marsico

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Abilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLIL. È stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione , la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donne. È appassionata di corsa e montagna. 

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