Period Girl

Uscito pochi mesi fa per Settenove Edizioni, il testo di Giorgia Vezzoli ha riscosso già dal suo primo apparire un indubbio successo e un’attenzione particolare tra la stampa specialistica e non solo. Si tratta sicuramente di uno dei primi testi italiani dove un fenomeno fisiologico così naturale come le mestruazioni, spesso considerato ancora oggi quasi un tabù da nascondere dietro giri di parole ed espressioni imbarazzate, riesce a trovare una legittimità di posizione e di trattazione che meritava, approcciando il tema con la gioiosa naturalezza che occorreva, diventando esse stesse magiche propiziatrici di super poteri. Dunque una sorta di “normalizzazione” parecchio necessaria in una società come quella italiana ancora legata a comportamenti spesso denigratori e discriminatori nei confronti dell’universo femminile, nonostante l’apparente verniciatura di liberalizzazione dei costumi tra le giovani generazioni.
Tuttavia proprio per comprendere meglio il vero significato di un testo così “nuovo” ci sembra utile riprodurre la parte più significativa di una recente intervista fatta all’autrice Giorgia Vezzoli in occasione dell’uscita del suo testo. Per l’autrice non si tratta sicuramente del primo libro su questi temi legati all’età evolutiva, pieni di voglia di contrastare pregiudizi e stereotipi. Ricordiamo sempre della Vezzoli: Mi piace Spiderman…e allora? diventato ormai una sorta di manifesto della letteratura femminista per l’infanzia, oltre al suo impegno nel contrasto alle disuguaglianze di genere e sulle tematiche legate al rispetto delle identità, anche attraverso la sua seguitissima Pagina Fb Vita da Streghe.

Intervistatrice: «Com’è nata l’idea di scrivere Period Girl?»
Autrice: «È nata da una sfida che ho posto innanzitutto a me stessa: quella di cambiare l’immaginario delle mestruazioni, soprattutto per poter essere d’aiuto alle ragazze in procinto di avere il menarca, a vivere bene questo avvenimento. Credo infatti che ci siano ancora diversi pregiudizi, se non addirittura uno stigma in alcuni casi, nei confronti delle mestruazioni a partire dal semplice fatto che spesso sono ancora innominabili. Quante parole alternative conosciamo per definirle? Ci sono diversi libri divulgativi molto belli sulle mestruazioni, ma credo ancora pochissime storie di narrativa in cui le mestruazioni sono vere e proprie protagoniste».
Intervistatrice: «A che pubblico ti rivolgi con questo romanzo?»
Autrice: «Mi rivolgo in particolare alle ragazzine, ma il romanzo in realtà (come spesso accade nei libri) è godibilissimo anche per gli adulti e per le adulte. Se devo pensare a un target direi che il romanzo è adatto alle ragazze dai 10 ai 110 anni , ai maschi coraggiosi e alle persone desiderose di abbattere ogni tipo di pregiudizio».
Intervistatrice: «Il fatto che i super poteri di Robin, la protagonista del libro, siano legati al mondo naturale (sono in grado di contrastare cambiamenti climatici e deforestazione, per esempio) ha qualcosa a che fare con il mito secondo il quale le piante muoiono in seguito al tocco di una donna mestruata?»
Autrice: «Diciamo che lo ribalta totalmente. Al contrario di questo mito, il romanzo infatti, pone l’attenzione sul legame un po’ magico e misterioso delle mestruazioni con la natura. Basti pensare che le mestruazioni si presentano normalmente ogni ventotto giorni, un periodo che corrisponde al ciclo della luna».
Intervistatrice: «C’è qualcosa che non ti ho chiesto e di cui invece avresti voluto parlare?»
Autrice: «Period Girl offre tanti spunti di lettura, soprattutto nella sua conclusione. Un tema molto importante di cui non abbiamo parlato è quello della crisi climatica. Il superpotere di Robin risulterà infatti particolarmente utile a contrastare la deforestazione e dunque i cambiamenti climatici. Nella storia, Robin ci insegna dunque anche l’importanza di rispettare la natura, con la quale siamo tutti e tutte profondamente connessi e ad affrontare le complesse sfide del mondo attraverso la collaborazione».

Insomma dalle parole di Giorgia Vezzoli si comprende che il suo testo sarà sicuramente uno di quelli che lasceranno il segno. Eppure la storia e il suo inizio sembrano ripercorrere una normalissima vita di una ragazzina, Robin appunto, sensibile e riservata, e anche spesso annoiata in quell’età di sconfinamento difficile tra l’infanzia e l’adolescenza, in cui si rende conto che un evento naturale come il menarca riesce a scatenare in lei qualcosa di profondamente intimo e dirompente, una sorta di potere generativo. Sarà proprio la ragazza, infatti, a scoprire che in coincidenza di ogni suo ciclo nascerà in lei un potere magico e misterioso, quello di poter far nascere e rinascere piante considerate morte o rigenerare alcune specie vegetali, attraverso il suo semplice contatto con la superficie terrestre.
Se volessimo sintetizzare gli aspetti fondamentali del testo è facile individuare due focus principali su cui le giovani generazioni (ragazzi e ragazze) dovrebbero soffermarsi e ricevere stimoli e suggestioni. Il primo è sicuramente quello riconducibile al tabù che una società ancora oggi permeata da una cultura dominante visibilmente maschilista continua ancor oggi a perpetrare, legato alle mestruazioni e indirettamente al tema della sessualità, vissuto con un misto di atteggiamento che va dalla vergogna all’ignoranza. Quando invece sarebbe indispensabile avviare e consolidare nelle giovani generazioni una necessaria educazione “umana” che non può far finta di disconoscere temi come questi legati alla procreazione consapevole, alla maternità e paternità, come condizioni imprescindibili per essere uomini e donne. Il secondo focus, che suggestivamente Giorgia Vezzoli riesce a legare al primo, è quello del tema ambientale, della chiamata in causa di quelle future generazioni oggi giovani o addirittura “bambine” che in un futuro non poi così lontano si troveranno a fronteggiare cambiamenti climatici e devastanti conseguenze ambientali, purtroppo irreversibili se non si interverrà nei tempi dovuti. Tutto ciò anche alla luce dell’“effetto Greta”, che prima della pandemia Covid 19 ha trascinato nelle piazze decine di migliaia di giovani, mettendo sul piatto della bilancia la questione ambientale, tema spinoso, mai affrontato con la determinazione necessaria dalle forze politiche di tutti i paesi cosiddetti “civili”.

Dunque Period Girl rappresenta un originale prodotto narrativo tutto proiettato verso un auspicato protagonismo femminile sempre più coinvolgente, rivolto a quella fascia d’età della preadolescenza (dai 10 anni in poi) sia femminile che maschile. Un protagonismo femminile ma anche giovanile, che oggi più che mai deve riuscire a convivere, trovando soluzioni adeguate, con quella transizione ecologica tanto auspicata da governi e organizzazioni della società civile.

Giorgia Vezzoli
Period Girl
Settenove Edizioni, Cagli, 2020
pp. 206

***

Articolo di Maria Grazia Anatra

Docente in pensione si occupa da anni di politiche di genere. Presidente dell’Associazione Woman to be, ha ideato iniziative differenziate di sostegno all’imprenditoria femminile, alla formazione e all’orientamento di genere. Da anni si occupa di Letteratura per ragazzi e dal 2012 ha dato vita al Premio di Letteratura per l’infanzia NARRARE LA PARITÀ https://narrarelaparitasite.wordpress.com/ oltre a scrivere esti narrativi per bambini/e.

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