Ponte Buggianese: consultazione popolare per tre intitolazioni al femminile

È arrivato il momento di riferire di una buona pratica per la quale, come referente di Toponomastica femminile, mi sono adoperata da tempo e che vede la luce dopo un percorso piuttosto travagliato; è proprio il caso di dire che la costanza e la tenacia, alla fine, ripagano. Sto parlando di una iniziativa promossa e realizzata dall’amministrazione comunale di Ponte Buggianese (Pistoia) in collaborazione con la nostra associazione; rispetto a ciò che può avvenire in città come Torino (vedi il bellissimo esempio raccontato dall’amica Loretta Junck) o in aree urbane densamente abitate, è certamente una piccola cosa, ma è pur sempre un modello di partecipazione popolare nel quale crediamo profondamente e vorremmo diffondere ovunque in Italia, in realtà grandi e piccole.

Ponte Buggianese, il santuario Madonna del Buon Consiglio (a sinistra)
l’altare della Madonna del Buon Consiglio (a destra)

Quando lavoriamo intensamente per promuovere con ogni mezzo a disposizione le intitolazioni femminili (con le nostre guide, con i libri, i percorsi, le biografie, gli articoli, i concorsi, i convegni, gli incontri, i progetti, i giochi…) ci ritroviamo spesso a dialogare con amministratori e amministratrici che pongono mille cavilli, mille dubbi, mille difficoltà, anche pratiche e banali. Dobbiamo riuscire a collaborare con equilibrio e buon senso, dando suggerimenti semplici e utili, fornendo poi il nostro supporto, la nostra esperienza, le nostre conoscenze, senza arrenderci di fronte a perplessità e ostacoli. Di solito, lo dico per le mie esperienze in materia, ci vuole soprattutto tempo, tanto tempo; prima o poi qualcosa si muove, i problemi si appianano, le persone coinvolte sono convinte di fare la cosa giusta, e si parte.

Con le varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni nella realtà in cui abito, un comune di quasi 9.000 abitanti in Valdinievole, ho sempre intrattenuto una fitta serie di contatti e sentivo come una mancanza e una sconfitta non riuscire ad avere almeno una intitolazione a una donna (almeno una, avete letto bene); poi è avvenuto il passo decisivo: nell’ottobre del 2019 è stata realizzata una graziosa piccola piazza dedicata a Ilaria Alpi. La collaborazione amichevole con la consigliera delegata alle Pari opportunità Mila Cortesi e con il sindaco Nicola Tesi ha portato a quanto sto per riferire. 

Locandine per la consultazione popolare
presso il Palazzo comunale

Dal 10 maggio al 10 luglio le persone maggiorenni residenti nel comune possono esprimersi attraverso una consultazione popolare che si tiene nell’atrio del Palazzo comunale; su una scheda prestampata si potranno assegnare una o due preferenze, seguendo l’elenco di dieci nomi suggeriti. Al momento sono da intitolare due traverse di via Buggianese, in zona centrale, e una piazza nella frazione Anchione; non si esclude che in futuro anche i numerosi giardini, attualmente tutti senza nome, potranno avere una loro dedica. 

Ma quali sono le donne da votare?

Ovviamente la scelta è frutto di una mediazione fra idee e sentimenti diversi, ma anche risente (come è giusto che sia) dell’ambiente locale, della sua storia, dei personaggi più cari, a cui la popolazione è profondamente legata per ricordi e gratitudine. Se i nomi delle costituenti Teresa Mattei (eletta proprio in questa circoscrizione) e Nilde Iotti sono conosciuti e apprezzati in tutta Italia, lo stesso vale per Rita Levi Montalcini; due parlamentari importanti per le vicende repubblicane sono poi Tina Anselmi e Maria Eletta Martini. Quest’ultima, lucchese, nata nel 1922 e morta nel 2011, fu staffetta partigiana, insegnante, deputata e senatrice per la Democrazia cristiana, mentre Anselmi, di Castefranco Veneto (1927-2016), anche lei insegnante e partigiana, fu la prima donna a ricoprire la carica di Ministra (del lavoro 1976-78). Profondamente credente, applicò nel suo ruolo una completa laicità tanto da firmare la legge 194 sull’interruzione di gravidanza, quando fu Ministra della salute (1978).

La scheda per la votazione

Rimanda alla realtà sociale del XIX secolo il nome di Italia Donati (1863-1886); di questa maestra di Cintolese (frazione di Monsummano) suicida poco più che ventenne per le calunnie paesane ha scritto Elena Gianini Belotti nel suo romanzo Prima della quiete e del caso drammatico, ma più comune di quanto si pensi, si occupò al tempo anche Matilde Serao.

Ad un ambito totalmente diverso e ad un’altra epoca appartiene Emanuela Loi (1967-1992), la cui giovane vita di poliziotta fu spezzata tragicamente nell’attentato di via D’Amelio.

Ponte Buggianese, piazza fratelli Banditori. Foto di Laura Candiani

In una zona della Toscana che ha sofferto tanto durante la Seconda guerra mondiale e che ha visto sul proprio territorio l’eccidio del Padule di Fucecchio, con le sue 176 vittime, troviamo una martire del nazi-fascismo: Anna Maria Enriques Agnoletti; nata nel 1907, nel 1944 fu torturata e poi fucilata dai fascisti fiorentini; è stata insignita della medaglia d’oro al valor militare. Venendo ai due nomi legati strettamente alla vita locale, troviamo in primo luogo Leda Banditori (1922-2008), anche lei “resistente”e partigiana nella brigata “Fedi” insieme ai coraggiosi fratelli Leo e Nicola, il cui ricordo è rimasto vivo grazie a interessanti pubblicazioni e all’intitolazione di una piazza e di uno stadio.

L’elenco si conclude con una persona apprezzata e amata per la sua lunga carriera professionale di ostetrica: Flaviana Verreschi (1923-2000) che ha seguito centinaia di future mamme e fatto nascere varie generazioni di bambini e bambine nel corso di tanti anni.

Che l’iniziativa sia quella che chiamiamo “una buona pratica” è evidente: le intitolazioni alle figure femminili, per iniziare a colmare il vistoso divario, sono sempre utili, gradite, importanti, ma a nostro giudizio sono ancora più sentite e sincere se nascono da una precisa scelta della popolazione, e non cadono dall’alto ad opera delle pur volenterose amministrazioni locali. Così è accaduto a Pistoia e a Montecatini per dare un nome a parchi e giardini e l’esperienza si è rivelata davvero bella e coinvolgente. Così sarà a Ponte Buggianese.

In copertina: Ponte Buggianese, piazzetta Ilaria Alpi. Foto di Laura Candiani.

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Articolo di Laura Candiani

Ex insegnante di Materie letterarie, dal 2012 collabora con Toponomastica femminile di cui è referente per la provincia di Pistoia. Scrive articoli e biografie, cura mostre e pubblicazioni, interviene in convegni. È fra le autrici del volume Le Mille. I primati delle donne. Ha scritto due guide al femminile dedicate al suo territorio: una sul capoluogo, l’altra intitolata La Valdinievole. Tracce, storie e percorsi di donne.

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