LA MEMORIA DEL QUOTIDIANO: L’ARCHIVIO DELLA CANCELLERIA REALE DI VALLADOLID

Si è inaugurato lo scorso 27 aprile l’interessantissimo ciclo di seminari El archivo de mi “historia”, promosso dall’Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (EEHAR-CSIC) in collaborazione con l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM-CNR), con il proposito di far conoscere il valore e le originali possibilità di ricerca presenti in diversi archivi europei.
Per arricchire gli incontri ad ogni sessione saranno previsti gli interventi di uno/a storico/a e di un/un’archivista, che raccontino la propria esperienza e i risultati di ricerca raggiunti grazie alla sinergia tra queste due figure protagoniste dell’investigazione storica.
Inoltre, visto il carattere internazionale dell’iniziativa, un ulteriore obiettivo è quello di analizzare gli intensi rapporti tra storia spagnola e italiana in un arco temporale compreso tra il Medioevo e l’età Contemporanea.
Tutti gli incontri si svolgeranno online sul canale Youtube dell’EEHAR-CSIC e saranno registrati e resi disponibili allo stesso link.

Immagine estratta dal libro Práctica y formulario
de la Real Chancillería de Valladolid
di Manuel Fernández de Ayala Aulestia

Il primo appuntamento del ciclo ― tenutosi integralmente in lingua spagnola ―  si è concentrato sull’Archivo de la Real Chancillería de Valladolid, ovvero l’Archivio della Cancelleria Reale di Valladolid, una delle raccolte di documenti giuridici più importanti d’Europa, grazie al quale è stato e sarà possibile ricomporre l’evoluzione storica del sistema giudiziario, bancario e commerciale della Castiglia (e non solo). Si tratta di uno degli otto archivi statali spagnoli, terzo per vastità delle fonti conservate, che fu fondato nel 1489 dai sovrani Fernando II di Aragona e Isabella I di Castiglia con lo scopo di custodire la documentazione emessa dalla Real Audencia y Chancillería de Valladolid.

Ad aprire l’incontro è stata Elena García Guerra, vicedirettora dell’EEHAR-CSIC, scuola fondata nel 1910 con l’obiettivo di portare avanti la ricerca archeologica e storica dalle origini all’età contemporanea.
Le prime parole della vicedirettora hanno evidenziato da subito l’innovativo aspetto pratico del ciclo di seminari, che punta a far conoscere le varie metodologie d’investigazione e aprire nuovi spiragli nella ricerca scientifica.

A seguire, l’intervento di Gaetano Sabatini, direttore dell’ISEM-CNR, ha posto l’accento sui ricchi momenti di connessione storica tra le penisole iberica e italiana ―  soprattutto per quanto riguarda le grandi città di diretta dominazione spagnola, come Cagliari, Palermo, Napoli e Milano ―  e su quanto questo contatto abbia costituito uno stimolo storico-culturale inquantificabile per entrambi i Paesi.

Isabella Iannuzzi, docente di lingua e cultura spagnola all’Università LUMSA di Roma, ha avuto invece il compito di entrare nel vivo del progetto, presentando i due protagonisti di questo primo seminario: lo storico David Carvajal de la Vega, Professore dell’Università di Valladolid, e l’archivista Cristina Emperador Ortega, Direttora dell’Archivo de la Real Chancillería de Valladolid.

L’esperienza di Carvajal de la Vega nell’archivio di Valladolid è iniziata nel 2008, per portare avanti una tesi di ricerca sul debito in Castiglia nel XVI secolo. Per venire a capo di un contesto storico così complesso e sfaccettato è stato fondamentale il ruolo degli archivisti e delle archiviste che hanno saputo indirizzarlo al meglio nella ricerca delle fonti, in quel prezioso magma di cui dispone l’Archivio di Valladolid.
Infatti, lo storico ha sottolineato la vastità e la varietà dei titoli disponibili: nonostante si tratti di un archivio prettamente giuridico, al suo interno sono presenti fonti rare e antichissime (la maggior parte risale al periodo tra il XV e il XVIII secolo), indispensabili alla ricerca anche in campo economico, storico e sociale, in quanto possono portare alla luce informazioni uniche sulla realtà quotidiana della Castiglia dell’età moderna. Da qui il titolo dell’incontro “La memoria de lo cotidiano”: la memoria del quotidiano.
A contribuire alla diversità delle fonti conservate è stata anche indubbiamente la variabilità di mani che le hanno prodotte: parliamo di migliaia di autori ―  e calligrafie ―  differenti, che lo storico si trova a dover decifrare facendo ricorso alle sue, si spera, ottime competenze paleografiche.

Documento relativo alle misure di contenimento della peste, emesso dalla Cancelleria Reale di Valladolid nel 1565.
Fonte: http://www.culturaydeporte.gob.es/
Sentenza reale conservata all’Archivo de la Real Chancillería.
Fonte: http://www.culturaydeporte.gob.es/

Per concludere, tornando al fulcro del discorso, Carvajal de la Vega ha ricordato ancora quanto il rapporto tra storico/a e archivista risulti centrale ai fini dell’investigazione scientifica: gli/le archivisti/e del XXI secolo sono studiosi/e multitasking senza cui l’accesso alla ricerca storica non avrebbe modo di esistere.

Come esponente della professione d’archivio è stata invitata ad intervenire Cristina Emperador Ortega, Direttora dell’archivio oggetto di questo appuntamento. D’altronde, chi meglio di lei può conoscerne le carte e gli scaffali?

Il fondo più prezioso conservato all’Archivo de la Real Chancillería ―  ha dichiarato ―  è indubbiamente quello che riguarda le carte giuridiche del periodo tra il XV secolo e il 1834: i documenti occuperebbero infatti un’estensione lineare di 13 km ed è stato possibile raggiungere questa corposità grazie all’integrità e alla stabilità del fondo, che ha subito pochi spostamenti ed è rimasto “in blocco”.

Inoltre, secondo Ortega, la peculiarità più interessante della raccolta è proprio il suo carattere giuridico: in effetti, quale forma documentaria riflette le dinamiche sociali e i rapporti di potere meglio delle attestazioni dei conflitti? A tal proposito, dobbiamo pensare che i verbali processuali non comportano solo i resoconti delle udienze in tribunale, ma anche un’infinita serie di documentazione allegata con lo scopo di difendere la causa di entrambe le parti: tutto ciò ha portato alla formazione di un corpus di testimonianze di varia natura, tra cui delle meravigliose tele ad olio di svariati metri, che hanno avuto un peso determinante nella ricostruzione della storia del Regno di Castiglia.

Una delle tele ad olio conservate in archivio, allegata come prova ad un processo.
Fonte: http://www.culturaydeporte.gob.es/

Indubbiamente, dalla chiara descrizione portata avanti dalla Direttora, l’Archivo de la Real Chancillería si presenta come un fondo organizzato in maniera profondamente gerarchica, il che costituisce un ottimo punto di partenza per chiunque abbia intenzione di affrontare una ricerca al suo interno. Tra l’altro, a facilitare ulteriormente l’arduo lavoro, la descrizione dell’archivio è quasi integralmente digitalizzata sul portale PARES, su cui possiamo trovare anche alcune sezioni completamente consultabili online: a maggior ragione in quest’ultimo anno di quarantene, la digitalizzazione si è rivelata uno strumento essenziale per l’avanzamento dell’investigazione scientifica anche dalla propria scrivania di casa.

Tuttavia, ha sostenuto la Direttora, è assolutamente improponibile pensare che il web possa sostituire la presenza fisica in archivio: anche Carvajal de La Vega ha concordato nel ritenere che la ricerca sia spesso alimentata dalla sinergia tra storico e archivista, che si indirizzano a vicenda su contenuti e metodologie, dato che dietro a un documento scansionato e disponibile online esistano spesso altre migliaia di titoli preziosi, che invece sono consultabili solo in sala d’archivio e che apportano un contributo essenziale alla visione d’insieme sul campo di ricerca.

L’incontro si è concluso con qualche ulteriore curiosità e domanda da parte degli ascoltatori, facendo sì che alla parte più prettamente tecnico-scientifica seguisse un’interessante interazione con il resto della sala virtuale.
Ci si è lasciati con il prossimo appuntamento fissato per il 20 maggio, in cui si parlerà de Le fonti notarili per lo studio delle comunità mercantili. Il caso della Nazione Portoghese a Venezia tra l’ultimo quarto del XVI sec. e la prima metà del XVII, con gli interventi di Federica Ruspio (Ricercatrice e archivista) e di Alessandra Schiavon (Archivio di Stato di Venezia).

***

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_n

Emma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...