Ted Talks, la nuova diffusione del sapere

Diffusi quotidianamente sui social, commentati e apprezzati da milioni di persone, i Ted Talks rappresentano la nuova frontiera della conoscenza.
I Ted Talks sono conferenze online che hanno come obiettivo quello di diffondere idee meritevoli di arrivare all’orecchio delle persone e, pertanto, di essere diffuse. Il tutto, senza alcun guadagno: l’ente che gestisce i TED è infatti no profit e le conferenze si finanziano grazie a una combinazione di varie entrate, tra cui tasse di partecipazione alla conferenza, sponsorizzazioni aziendali e vendite di libri.

Creata da Richard Saul Wurman nel 1984, la conferenza Ted (Technology, Entertainment, Design) nasce come un evento singolo, in cui riunire esperti ed esperte che affrontano tematiche inerenti all’ambito della tecnologia, dell’intrattenimento e del design. Nel 2001 viene acquisita dall’imprenditore britannico Chris Anderson che comprende il potenziale di questo mezzo nel condividere idee che, come indicato da quello che è oggi lo slogan, sono “ideas worth spreading” (idee che meritano di essere diffuse). Il 2006 è l’anno del lancio di Ted.com che porterà la piattaforma ad avere a che fare con un’audience globale e a raggiungere il miliardo di visualizzazioni ogni anno. Oggi i Ted talks vedono la partecipazione di specialiste e specialisti in moltissimi ambiti diversi tra loro, che vanno dalle neuroscienze all’economia, dalla politica all’arte, passando per la letteratura e i problemi legati all’inquinamento, che danno vita a interventi la cui durata non supera i diciotto minuti.

In una realtà in cui la nostra soglia di attenzione è sempre più bassa, i Ted concentrano in pochi minuti contenuti di qualità in maniera efficace, utilizzando una serie di specifiche tecniche comunicative. Avere infatti un argomento interessante non basta. Bisogna essere in grado di costruire una storia attorno a esso, poiché, lo dice la neuroscienza, trasmettere informazioni attraverso le storie rende più facile la loro comprensione e porta il nostro cervello a prestare maggiore attenzione ai singoli sviluppi di quello che si sta dicendo. Inoltre, tutte le storie hanno un finale, e per scoprirlo, si è inevitabilmente spinti a seguirle con maggiore interesse. Tecnicismi vari sono vietati, o comunque, se utilizzati, devono essere spiegati senza annoiare chi ascolta, magari integrandoli con aneddoti personali che possano mostrare anche il lato più vulnerabile di chi parla.

Alla pura narrazione orale, si può aggiungere l’ausilio di strumenti visivi, quali video, presentazioni PowerPoint, immagini e talvolta canzoni, che hanno lo scopo di rendere ancora più efficace la comunicazione, e soprattutto di generare trasporto emotivo nel pubblico. È davvero comune imbattersi in Ted Talks dove il comune denominatore è l’uso dell’ironia. Interventi che hanno come tematica argomenti importanti e seri come l’autismo, la biogenetica, la criminalità o il razzismo spesso vengono trattati con una chiave ironica che non di certo implica minor attenzione per ciò che viene detto. Ridere infatti permette a chi parla di sentirsi maggiormente a proprio agio e a chi ascolta di essere più in sintonia con l’esperto incrementando il loro grado di interesse.
Ogni Ted è preparato in maniera minuziosa. Non si va in scena fino a quando gli organizzatori delle conferenze non ritengono perfetto l’intervento, dalle battute di esordio fino alla conclusione, anche perché è vero che i Ted si basano sul linguaggio orale, ma non bisogna sottovalutare il linguaggio non verbale: gesti, postura ed espressioni sono altri elementi cruciali dell’esposizione che meritano uno studio approfondito. Chris Anderson, capo di Ted, ha scritto una vera e propria guida dove rivela i segreti per fare un buon Ted talk dal titolo TED Talks: The official Ted Guide to Public Speaking, pubblicata nel 2016 (traduzione italiana di Dario Ferrari: Il migliore discorso della tua vita, Milano, Mondadori, 2017).
I Ted possono essere visti sul sito ufficiale http://www.ted.com dove quotidianamente vengono inseriti gli interventi più interessanti suddivisi per argomento. A oggi il sito conta più di 3600 ted talks che registrano milioni di visualizzazioni, alle quali si aggiungono quelle del canale ufficiale di Youtube. 
Se però non si ha la possibilità di guardarli ma si ha comunque bisogno di contenuti motivazionali che migliorino la giornata, si può semplicemente ascoltarli attraverso i podcast su Spotify e Apple. 

Dai TED sono nati anche i TEDx, dove x sta per indipendente. Si tratta di conferenze che chiunque può organizzare in maniera autonoma, a patto di ricevere l’approvazione dell’associazione ufficiale. Tale approvazione arriva attraverso il rilascio di una licenza solamente se vengono rispettate determinate condizioni, quali il fatto che gli eventi devono essere no-profit con eventuali ticket di ingresso o sponsor che devono coprire solo le spese di organizzazione, e gli speaker non devono essere pagati. In Italia il primo TEDx si è tenuto nel 2009 a Cernobbio (TEDxLakeComo), e da allora, ogni anno vengono organizzati più eventi in varie città italiane che hanno visto presenziare anche personalità importanti. Famoso è infatti l’intervento di Paolo Bonolis nella conferenza TEDxLUISS, ma anche quello di Roberto Saviano nell’ambito di TEDxPompeii.
La formula Ted ha influenzato anche la realtà lavorativa aziendale. Ci sono infatti imprese che organizzano format di formazione per gli/le impiegati/e ispirati proprio a Ted, che viene individuata come una forma di comunicazione rapida, incisiva e ideale per un’epoca in cui l’informazione si trova soprattutto in rete e il lavoro aziendale richiede capacità comunicative che si adattino a ciò.

I Ted talks, quindi, rappresentano tutto ciò che vuole la comunicazione oggi: velocità, efficacia e intrattenimento, senza dimenticare però lo scopo divulgativo. Se quindi siete in vena di conoscere nuove cose, di ampliare i vostri orizzonti o semplicemente avete bisogno di un bel discorso motivazionale che vi sia d’ispirazione, i ted talks sono quello che fa per voi.

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Articolo di Cristina Cruceanu

Laureata in Mediazione linguistica all’Università Roma Tre presso la quale frequenta la magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo. Appassionata di lingue e comunicazione, oltre che di danza e musica. Curiosa di sapere quello che il futuro ha in serbo per lei.

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