Il maggio di Toponomastica femminile

Eccoci dunque giunte nel mese di maggio, il nostro, che non ha fatto a meno del nostro coraggio né tantomeno della nostra partecipazione. E se nell’articolo precedente ci eravamo lasciate e lasciati con il mio vecchio amico spadaccino e guascone che dava il suo eterno e immortale concedo, questa volta è una penna tutta femminile che vado a scomodare affinché possa aiutarmi in questo mio resoconto.

Uno spirito silenzioso e solitario, coriaceo. Un’anima delicata che tanto ha parlato attraverso la parola scritta.

«Mi lego il cappello – ripiego lo scialle –
le piccole incombenze della vita svolgo –
puntualmente – come se la più insignificante
fosse per me – infinita –».

E così, anche noi abbiamo legato il nostro cappello sotto il mento, abbiamo ripiegato il nostro scialle e abbiamo partecipato, con orgoglioso impegno, ai tanti eventi dei quali Toponomastica femminile è stata organizzatrice o nei quali ha dato semplicemente il proprio contributo.

Questa nostra agenda inizia il 3 maggio, quando la nostra presidente, Maria Pia Ercolini, prende parte all’evento “Per una Toponomastica Femminile” organizzato dall’associazione Telefono Donna Potenza.

Si prosegue poi con il primo, forse, appuntamento in presenza dopo tutti questi mesi di connessioni da remoto e incontri a distanza. Nei giorni 9, 15 e 16 maggio, infatti, hanno avuto luogo, per le strade di Pistoia, tre passeggiate nel centro storico della città, ispirate dal volume Tracce, storie e percorsi di donne, a cura di Marta Beneforti, Laura Candiani e Laura Galigani,

Il 10, si è svolta la premiazione degli istituti superiori delle Marche che hanno partecipato al concorso, indetto da Toponomastica femminile, “Sulle vie della parità”, alla presenza del pro-rettore vicario e della pro-rettrice alle pari opportunità tutela e garanzia della persona dell’Università di Camerino, professor Graziano Leoni e professora Barbara Re. L’evento è stato introdotto e presentato dalla presidente e dalla vicepresidente dell’Osservatorio di Genere, Claudia Santoni e Silvia Casilio.

Il giorno 13 maggio ha visto la compresenza di due — importantissimi — eventi, svoltisi praticamente in contemporanea. A dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che non abbiamo il dono dell’ubiquità, ma ci stiamo lavorando. Mentre, dunque, la nostra toponomasta Claudia Speziali organizzava un Ape-zoom (aperitivo casalingo via Zoom) con itinerario di genere virtuale nel centro storico di Brescia — narrando vite di donne che, pur non avendo traccia visibile nel tessuto cittadino, sono legate alla storia della città — contemporaneamente Sara Marsico moderava il dialogo tra la scrittrice Manuela Mellini, autrice del libro La strada si conquista e le appartenenti all’associazione Femministe col ciclo, un gruppo di femministe cicliste che combatte e si oppone al maschilismo e al patriarcato pedalata dopo pedalata, in un viaggio reale e culturale verso la parità di genere.

Il 20 maggio ha avuto luogo il terzo incontro del progetto “A scuola contro la violenza”, organizzato dai comitati territoriali SNOQ Lodi e IFE/FAE: per Toponomastica femminile era presente Katia Menchetti, toponomasta e coordinatrice di Se non ora, quando? della provincia lombarda, insieme alle associate Venera Tomarchio, anche Consigliera di Parità provinciale e Emanuela Garibaldi, anche referente di IFE/FAE per Lodi.

Il giorno seguente, la presidente Maria Pia Ercolini e la referente per la regione Sicilia, Ester Rizzo, sono intervenute nel webinar “Spazi Urbani: le donne dimenticate e invisibili”, voluto dalla FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) e dal BPW Italy (International Federation of Business and Professional Women), a cura delle vicepresidenti delle provincie di Agrigento e Caltanissetta.

Il 22 maggio, l’associazione ha preso parte all’evento organizzato dal comune di Oristano “Eleonoradì”, in onore di Eleonora D’Arborea, la cui figura è tra le protagoniste di Calendaria 2021 e sulla quale è stato scritto un bellissimo articolo che potrete trovare sulla nostra rivista.

Come ogni ultimo martedì del mese, sui canali web di Toponomastica femminile è stato ospitato il salotto letterario delle Salonnières virtuelles. Il tema, questa volta, è stato quello della Geografia, del turismo e dell’ambiente, naturalmente declinato al femminile. Ha moderato, come sempre, Sabrina Cicin e sono intervenute Maria Pia Ercolini, Ilaria Canali, Luisa Carbone, Rosalba Lispi e Gabriella Agostini. Notizie più dettagliate potete trovarle nell’articolo scritto dalla stessa Cicin e direttamente al link dell’evento https://www.youtube.com/watch?v=vJhykxjwfhw.

Il 27 maggio, la vicepresidente Danila Baldo ha partecipato all’incontro online Srečanje ŽZ in pogovor o toponomastikisu invito di Elena Cerkvenic, di Trieste, organizzato da diverse associazioni slovene e coordinato da Nadia Pregejc. Danila Baldo ha portato i saluti della presidente e dell’associazione, di cui ha presentato le attività principali, il sito e i censimenti, la rivista Vitamine vaganti e l’attenzione a un linguaggio che nomini le donne e le renda evidenti anche nelle professioni più autorevoli e di guida nella società.

Il mese di maggio è stato, infine, anche il mese della nostra assemblea nazionale, tenutasi via Skype, durante la quale il direttivo di Toponomastica femminile ha reso partecipi tutte le socie e tutti i soci di quanto Tf abbia fatto, realizzato e ottenuto, dei futuri progetti, dei lavori in fieri.

Per chiudere questo nuovo resoconto, scomodo nuovamente la poeta alla quale accennavo in apertura, dedicandoci dei versi che — secondo il mio modesto parere — ben ci rappresentano:

«Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce –
molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio –
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare».

(Emily Dickinson)

Al prossimo mese di follie, battaglie “pericolose” e forti dissensi.

***

Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Scienze Umanistiche e laureata in Filologia Moderna, ha collaborato con articoli, racconti e recensioni a diverse pagine web. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è quello di continuare a chiedere Shomèr ma mi llailah (“sentinella, quanto [resta] della notte”)? Perché domandare e avere dubbi significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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