Un Concorso di idee, valori e progettualità

«Prof, se partecipiamo al concorso, che cosa vinciamo?» «Vincete la soddisfazione di aver condotto una ricerca importante per dare il giusto riconoscimento a donne che hanno agito per il bene comune, ma che troppo spesso non sono state adeguatamente ricordate nella storia ufficiale, ed è fondamentale farle uscire dall’ombra perché possano essere un esempio di vita per voi giovani donne o un esempio di ciò che anche le donne possono compiere nella scienza, nell’arte, nella letteratura o nella politica, per voi giovani uomini! Vi sembra sufficiente? A me sembra la vittoria migliore a cui si possa ambire, una vittoria di civiltà!» Sorrisi e concordia, questa è la buona scuola, quando si lavora insieme, in modo intelligente, ricco di stimoli, in modo progettuale e laboratoriale.

La storia di Mammolina (Sezione scuola dell’infanzia); Orme di leggi. Vie enigmistiche: Educazione civica in ottica di genere ( Sezione scuola primaria); Per le vie di Lecce (Sezione scuola secondaria di I grado); Angela Pugni e Luisa Picech: storie di donne della comunità lodigiana (Sezione A — Giornalismo d’inchiesta); Buongiorno, gioia (Sezione B — Narrazioni, in collaborazione con il Premio Calvino); Percorsi resistenti (Sezione C1 — Cammini); Radicare Valori. Realizzare una serra per la biodiversità, l’inclusione e la parità di genere (Sezione C2 — Biodiversità); A Street of One’s Own: lo spazio della flâneuse in Virginia Woolf (Sezione C3 — Virginia Woolf Project); Sebben che siamo donne (Sezione C4 — Ed civica); Giuseppina Fusco a’ pilucchera (Sezione C4 — Sorellanza); Le vie delle scienziate (Sezione C4 — STEM): questi sono solo alcuni titoli delle tante attività didattiche, giunte a conclusione dell’VIII Concorso nazionale Sulle vie della parità nelle sue molteplici sezioni. Ricerche bibliografiche, interviste, presentazioni multimediali, siti web, disegni e testi… tante modalità espressive per dare spazio a nuove conoscenze con autonomia e creatività.
Potrete leggere e conoscere per esteso questi e altri lavori premiati sulla rivista online Vitamine Vaganti, che darà il giusto rilievo a scuole, docenti e studenti che hanno dato il meglio di sé nelle loro attività. Il primo, Buongiorno, gioia, in questo stesso numero, mentre i lavori della precedente edizione sono già stati pubblicati sulla rivista e possono essere riletti nelle sezioni Narrazioni e Percorsi.

Hanno partecipato al Concorso (qui potete leggere il bando) un totale di 28 Istituti, dall’infanzia agli atenei, con 109 classi e più di 1800 studenti, comprendendo anche le scuole partecipanti alla sezione regionale delle Marche, con la collaborazione dell’Osservatorio di Genere. Un risultato molto positivo, considerando che questo anno scolastico 2020/2021 è stato anche più difficile del precedente, perché iniziato a settembre con l’illusione di aver superato la pandemia, mentre la scuola è ricaduta in piena Dad proprio nei mesi centrali e cruciali dell’anno scolastico, manifestando sempre più stanchezza e affanno. Tutto ciò ha anche portato, però, a uno “svecchiamento” della didattica, favorendo attività progettuali, svolte sempre più con tecnologie digitali.
In questa edizione il Concorso, indetto dall’Associazione Toponomastica femminile, ha visto la collaborazione attiva anche di altre associazioni: Agenzia di Stampa DIRE, Cercatori di semi, Rete nazionale Donne in cammino, Virginia Woolf Project, Società italiana delle Storiche, esponenti delle quali hanno anche partecipato ai lavori della giuria. Molti, inoltre, i patrocini di enti e organizzazioni, che ne hanno riconosciuto la validità: qui una presentazione estesa del Concorso (link).

Tra le molteplici richieste di intitolazione, già inoltrate dalle scuole ai Comuni o alle Provincie di riferimento, ricordiamo: Virginia Stephen Woolf a Torino e Lodi; Felicia Impastato a Vittoria (RG); Cristina Campo, Serafina Battaglia, Emmeline Pankhurst a San Casciano in Val di Pesa; Mariangela Maccioni, Fulvia Riccardino, Adelasia Cocco, Margherita Sanna a Cagliari; Teresa Mattei a Melegnano (MI); Titina Verone ad Acerra (NA); Edmea Pirami ad Ascoli Piceno… e tante altre, a donne sia locali, sia nazionali, sia del mondo, alcune già molto conosciute, altre del tutto sconosciute… ma tutte con troppo poche targhe sulle nostre vie a ricordarne il valore. A queste si aggiungono poi le molte intitolazioni di cortili interni, aule, laboratori nelle scuole, importanti per far conoscere a tutta la popolazione studentesca e ai genitori che vi transitano figure femminili d’eccellenza, il più delle volte trascurate nei libri di testo.

Le lettere di premiazione e gli attestati di partecipazione, uniti a una copia digitale di Calendaria 2021, sono stati inviati alle diverse scuole in tempo utile per gli scrutini finali, mentre i diplomi di merito e gli omaggi in libri saranno spediti a settembre, come buon auspicio per il nuovo anno scolastico e la partecipazione alla IX edizione del Concorso.

Vogliamo concludere con questo bellissimo video realizzato dai e dalle nostre più piccole partecipanti, della Scuola dell’Infanzia di Quartuccio, in provincia di Cagliari, Where is my name?

A partire da una bambina che semina e vede crescere il suo girasole, a cui dà il nome, fa riflettere sui nomi che spesso le donne non hanno o perdono quando si sposano: così l’intitolazione è per Laleh Osmany, giovane donna dell’Afghanistan, coraggiosa voce nella lotta per un importante diritto: il diritto al proprio nome. Infatti, si legge alla fine nel video: «In Afghanistan le donne si celano sotto veli turchesi e anche il loro nome non può vedere la luce del sole. Le donne sono chiamate “figlia di”, “moglie di”, “madre di”, perché la loro identità esiste solo se messa in relazione a un uomo. La mia identità è la mia forza. Prima di essere figlia, sorella, moglie, compagna, io sono me stessa. Io mi chiamo… Laleh!».

Un bellissimo insegnamento che da questa giovane attivista per i diritti delle donne, scelta dai bambini e dalle bambine di Quartuccio, deve arrivare in tutte le scuole e i luoghi del mondo.

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, coordina il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa Femminista Europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane sino al settembre 2020.

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