Ragazzo divora universo di Trent Dalton

Alla sua prima prova Trent Dalton, giornalista del Weekend Australian Magazine, sbaraglia le classifiche e fa parlare di sé ben prima dell’uscita del suo romanzo: Ragazzo divora universo nel luglio 2018 in Australia. Sembra infatti che ancora prima della pubblicazione chi aveva letto le bozze parlasse sommessamente ma insistentemente di fenomeno letterario. L’opera si afferma infatti come caso editoriale alla Fiera di Londra nell’aprile 2018 e viene acquistata in 34 Paesi in pochissimo tempo. Successivamente, dopo l’acquisto dei diritti cinematografici per una serie Tv, nel marzo 2020 arriva finalmente al pubblico italiano curioso e trepidante. Intanto stupisce sicuramente il coro unanime di lodi nelle recensioni delle più famose testate americane. Dal Washington Post che la presenta con queste parole: «un debutto clamoroso, stellare che fa impallidire ogni altra storia di formazione. Un esordio veramente straordinario», al Guardian: «…una narrazione straordinaria e bellissima», e così si pronuncia il Booklist:«Un intreccio straordinariamente ricco, scritto in una meravigliosa prosa lirica» e tanto altro ancora di elogiativo all’ennesima potenza.

Tradotto da Stefano Beretta e pubblicato da Harper Collins Italia, ci chiediamo quanto il testo in questione appartenga a quei libri “indimenticabili” o quanto invece si possa trattare di un fenomeno di “costruzione a tavolino” di un caso letterario. Gli ingredienti ci sono tutti, tutti saporiti e ben serviti per la curiosità dei lettori e delle lettrici in cerca di un nuovo romanzo di formazione – come è stato definito dai più. Ma formazione di chi? Del pubblico, delle/degli adolescenti che lo volessero leggere per trasformarsi e passare all’età adulta? Gli interrogativi emergono e numerosi circa Ragazzo divora universo. Ma la ricetta presentata annovera davvero tutte le componenti necessarie per colpire l’animo di lettori e lettrici curiose, ma non proprio forti lettori e lettrici: degrado urbano, giri di corruzione e spaccio di stupefacenti, storie familiari di droga e inadeguatezza, personaggi inquietanti pieni di insolita umanità e quel tocco di mistero irrisolto che ci accompagna per tutto il testo. Poi a coronamento dell’avvicendarsi di situazioni complesse e differenti, un incredibile e avvincente innamoramento assoluto e incondizionato del protagonista che chiude il gran finale dell’ultima pagina: «E il telefono squilla ancora mentre lei si avvicina a me , e il telefono squilla ancora mentre lei chiude gli occhi e preme le sue labbra sulle mie, e io ricorderò questo momento attraverso le stelle che vedo sul soffitto di questa stanza segreta e i pianeti che ruotano circondati da queste stelle e la polvere di un milione di galassie disseminata sul suo labbro inferiore.Ricorderò questo bacio attraverso il big bang. Ricorderò la fine attraverso l’inizio. E il telefono smette di suonare».

Dimenticavamo il rimando in parte autobiografico che l’autore non smette di far sapere come per caso in parallelo all’uscita del romanzo, ad attestare dolorosamente la “storia di vita” che esso rappresenta. Comunque la trama non sembra mostrare particolari intrecci almeno sino ad un certo punto della narrazione. Da principio, infatti, si narra la storia di due fratelli: Eli e August Bel che vivono in un quartiere periferico di Brisbane in Australia. Sveglio, simpatico sin dall’inizio Eli, l’eroe positivo di tutta la storia, ed August lo “strambo”, l’enigmatico, l’incompreso o forse il traumatizzato della famiglia che evita l’eloquio diretto, preferendo ariosi pensieri disegnati nell’aria. Sullo sfondo una famiglia inesistente e l’improbabile Slim, un malvivente uscito ed entrato più volte di galera che si mostra l’unico della famiglia in grado di “mandare avanti la baracca”. Poi il contatto con giri grossi della malavita che si occupa di commercio e spaccio di stupefacenti, tanto per far rimanere desta l’attenzione di chi legge e, dulcis in fundo, un amore dietro l’angolo per quel ragazzino di 12 anni di nome Eli che si innamorerà perdutamente di una ragazza più grande di lui. Davvero non mancano i colpi di scena, in parte “dejà vu” soprattutto nell’ultima parte, che incantano gli animi, fanno sognare e ci riconciliano una volta per tutte con l’esistenza “schifa” di cui ognuno di noi è testimone quotidiano. Chi invece fosse desideroso di saperne di più circa la “brillante prosa” del decantato romanzo potrebbe rimanere sorpreso e attonito. Un incedere da scolaretto alle prima armi che spezza il periodo per non addentrarsi in una sintassi complessa e poco padroneggiabile pervade tutta la narrazione senza eccezioni, lasciando spazio a modi espressivi dove la paratassi fa da padrona e la costruzione di un periodo moderatamente articolato appare roba troppo sofisticata. Colpa della traduzione dalla lingua inglese di Stefano Beretta troppo letterale e che poco si adatta al periodare italiano? Può darsi, ma del resto chi traduce ha l’obbligo di rispettare il carattere più autentico della scrittura originale dell’autore. Ai posteri l’ardua sentenza su questo “successo” costruito a tavolino per “palati” non troppo schifiltosi…

Chissà se anche in Italia il libro troverà lo stesso riconoscimento, la stessa accoglienza da parte del grande pubblico. Per adesso si fa sfoggio dei riconoscimenti americani per questo romanzo di formazione del nuovo millennio.

Trent Dalton
Ragazzo divora universo
Harper Collins Italia, Milano, 2020
pp. 442

***

Articolo di Maria Grazia Anatra

Docente in pensione si occupa da anni di politiche di genere. Presidente dell’Associazione Woman to be, ha ideato iniziative differenziate di sostegno all’imprenditoria femminile, alla formazione e all’orientamento di genere. Da anni si occupa di Letteratura per ragazzi e dal 2012 ha dato vita al Premio di Letteratura per l’infanzia NARRARE LA PARITÀ https://narrarelaparitasite.wordpress.com/ oltre a scrivere esti narrativi per bambini/e.

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