Teresa Noce: dalla nascita della Repubblica alla tutela delle lavoratrici

«Teresa Noce è stata tutto, ha interpretato tutte le vite che una sola donna poteva vivere: autodidatta, partigiana, deportata, antifascista, lavoratrice, sindacalista, dirigente politica, giornalista, scrittrice, parlamentare, e anche madre». Questa, in estrema sintesi, la figura di Teresa Noce, una delle 21 madri costituenti che è stata raccontata nel corso di un incontro online organizzato da Toponomastica femminile con il contributo delle iscritte di Caserta.
Si tratta di un ciclo di conferenze che è nato, a ridosso del 25 aprile, di seguito a un approfondimento dedicato a Tina Anselmi, e procederà, a cadenza mensile (ogni secondo giovedì del mese) fino a luglio, per riprendere a settembre dopo la pausa estiva. L’obiettivo dell’iniziativa è di divulgare la conoscenza delle tante donne che hanno dato il loro contributo alla crescita del Paese e che sono sconosciute o solo appena “accennate” nei libri di storia, nella memoria collettiva di una nazione che ha sempre relegato in un ruolo subalterno la componente femminile.

Dalla nascita della Repubblica alla tutela delle lavoratrici, è il titolo scelto per effettuare la non facile sintesi dell’impegno politico, sociale e civile di Teresa Noce. Ad affrontare i diversi aspetti della sua vita sono state, dopo il saluto della referente di Tf di Caserta, Fosca Pizzaroni, Cinzia Battista presidente dell’Associazione nazionale Dottori in Scienze politiche, Paola Cioni, direttrice dell’Istituto di cultura italiana di San Pietroburgo, Debora Migliucci, direttrice dell’Archivio storico del lavoro della Cgil-Milano e l’astrofisico Giuseppe Longo, figlio di Teresa Noce. L’incontro, moderato da Rosamaria Clemente, si è concluso con una vera sorpresa, resa possibile dalla disponibilità della famiglia: la registrazione inedita di un colloquio fra la stessa Noce e il nipotino Luca, dove la politica racconta la sua esperienza di antifascista, di perseguitata e poi di detenuta nei campi di concentramento.

Il ruolo fondamentale esercitato da Noce all’indomani della guerra e il suo determinante contributo alla realizzazione della Carta Costituzionale e di molte leggi a tutela delle lavoratrici sono stati messi in risalto da Cinzia Battista. «Eletta nell’assemblea costituente, Teresa Noce è fra le cinque parlamentari che lavorarono alle bozze della legge fondamentale dello Stato», ha detto la relatrice che ha ricordato i cinque articoli scritti proprio da queste e in particolare il 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di sesso”) e il 37 sulla parità di diritti e retribuzione della donna lavoratrice. «Un lavoro corale» ha detto Battista: «queste costituenti non appartenevano tutte allo stesso partito, erano avversarie ma mai nemiche e fecero fronte comune per lottare e scrivere articoli che sono pietre miliari sul faticoso cammino dell’emancipazione femminile. Teresa Noce è stata una donna con un carattere forte e franco». «Una delle cose che più mi colpì, quando la studiai» ha aggiunto la relatrice «è stato un suo articolo pubblicato su una rivista che si intitolava “Imparare a dire no”: lì ho capito davvero cosa significava all’epoca dire no ai padri-padroni, ai mariti, sostenere con forza le proprie idee. Una posizione che, fra l’altro, porterà alla proposta di legge sulla tutela della maternità, dei figli illegittimi e di quella sulla parità di salario. Insomma, è proprio grazie a Noce che possiamo parlare di diritti di genere e di emancipazione femminile».

La sua capacità di farsi artefice del proprio destino e di assumersi responsabilità e rischi, pur di ottenere libertà dal nazifascismo, prima, e tutela del lavoro, poi, è stata sottolineata da Rosa Maria Clemente. Che ha spiegato perché la scelta sia caduta su Teresa Noce: «I giovani si formano nelle scuole leggendo le storie dei grandi uomini che ci hanno preceduto, ma mai o poco delle donne. Perciò abbiamo bisogno di far conoscere anche ciò che queste hanno realizzato contribuendo al farsi della nostra civiltà democratica. Inevitabile, dunque, che la scelta cadesse su Teresa Noce protagonista assoluta di questa rivoluzione».

L’eccezionalità e la caratura civile e morale di Noce sono state messe in risalto da Paola Cioni: «Personaggio fondamentale, ha rischiato in prima persona, lottando sempre per i suoi ideali e ha mostrato molto più coraggio di tanti suoi compagni. E questo sempre: quando si trattò di prendere le distanze da Stalin, quando combatté in Spagna, quando nei lager, seppure stremata, continuava a formare le sue compagne di prigionia. In occasione di un 8 marzo, nonostante le fatiche e i rischi, volle a ogni costo tenere un discorso alle altre prigioniere, e dopo non resse e svenne. Un impegno forte, insomma, che continuò per tutta la vita nonostante il Partito comunista, di cui pure era dirigente, dovendo scegliere fra lei e il marito Luigi Longo, scelse quest’ultimo mettendola da parte. Perciò — ha ribadito Cioni — è necessario fare opera di divulgazione. Nella narrazione, gli uomini dominano, allora, per creare una memoria giusta, bisogna arrivare a tutti e soprattutto ai/alle giovani che, invece di avere tanti falsi miti, potrebbero prenderla ad esempio».

Teresa Noce è stata incisiva e determinante nella formulazione delle leggi per la parità di genere. «Lei dà una svola importante alla stessa filosofia che è alla base di queste leggi» ricorda Debora Migliucci. «Prima di lei il legislatore era interessato a garantire il diritto al lavoro degli uomini, in quanto il lavoro delle donne era considerato complementare. Invece, dall’impegno di Noce e di Di Vittorio scaturiscono leggi come quella per la tutela della maternità che è una delle più avanzate del mondo occidentale, in quanto si concepisce la maternità come funzione sociale. Da qui in poi, si comincia a parlare di indennità, del congedo, dell’impossibilità di licenziare la donna incinta o nel primo anno del bambino, ma anche della prima proposta di legge per la parità salariale, che si deve proprio a Teresa Noce. Sebbene non fosse stata neppure discussa in Parlamento — sottolinea Migliucci — lei non si arrese: era una sindacalista e, dunque, continuò la sua battaglia al fianco delle lavoratrici del settore tessile».

Commosso l’intervento del figlio, Giuseppe Longo, fisico e astrofisico, che ha ricordato la figura di Teresa Noce madre, ma soffermandosi, soprattutto sulla sua appassionata lotta per i diritti di tutti e, in particolare, delle donne. «Ci sono stati tanti anniversari da celebrare nella storia d’Italia e mia madre c’era sempre — ha detto. Si doveva ricordare la guerra in Spagna, l’opposizione in Francia, le battaglie sindacali, la Resistenza, la Costituzione, le leggi per le donne? Mia madre c’entrava e c’entra sempre. Perché lei è stata protagonista indiscussa di tutti questi momenti importanti della vita del Paese». Quindi ha lui stesso presentato e raccontato la genesi della registrazione che è stata mandata in onda al termine dell’incontro. «Mio figlio Luca, allora bambino, stava interrogando mia madre sulla sua esperienza partigiana. C’era un registratore sul tavolo e io l’ho acceso senza che nessuno dei due se ne accorgesse». Ne è venuta fuori una testimonianza diretta, un documento raro e irripetibile di quella che era Teresa Noce. Le sue parole, il suo racconto, porto con garbo ma con sincerità al piccolo nipote, sono state la conferma “diretta” di tutto quanto detto nel corso del riuscito incontro.

In copertina: 1950. Teresa Noce presidente Uista (Unione internazionale sindacati tessili e dell’abbigliamento).

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Articolo di Lidia Luberto

Giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha collaborato con riviste, periodici, emittenti televisive e con diversi quotidiani per i quali si è occupata di temi di carattere sociale e culturale, di problemi legati alla tutela dei beni artistici e architettonici, nonché di questioni relative alla condizione femminile. Co-fondatrice del premio giornalistico femminile Matilde Serao, attualmente collabora con il quotidiano Il Mattino.

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