Anbara Salam Khalidi: i suoi viaggi, i suoi racconti, la sua impronta storica

Stiamo giungendo alla fine dei nostri incontri con Richard Wittmann e Gülşah Torunoğlu. 
Il 2 Giugno abbiamo avuto il piacere e l’onore di presenziare al penultimo incontro di Autobiographics: Gender, Life Narrative, and Self-Representation e di ascoltare l’incredibile storia di Anbara Salam Khalidi, dettagliatamente illustrata da Nova Robinson, professoressa associata di storia e studi internazionali all’Università di Seattle e affiliata al programma Women and Gender Studies

Durante questo penultimo incontro, la Professoressa Robinson ha illustrato le varie tappe di vita di Anbara Salam Khalidi, scrittrice e attivista libanese, nonché una delle prime femministe arabe, narrate nel suo diario di ricordi Jawla fīl dhikrayāt bayna Lubnān wa Filistīn(Un viaggio delle memorie del Libano e della Palestinasuccessivamente tradotto in inglese nel 2013 con il titolo Memoirs of an early Arab feminist: the life and activism of Anbara Salam Khalidi).

Memoirs of an Early Arab Feminist

Nata a Beirut nel 1897, Anbara proveniva da una famiglia musulmana sunnita, piuttosto colta e prestigiosa, con un enorme potere politico, economico e sociale, motivo per cui ricevette un’educazione piuttosto moderna, al contrario di molte sue coetanee, il che, nel corso della sua vita, la spinse a compiere innumerevoli viaggi. Tra questi, quello in Egitto nel 1912 alla tenera età di 15 anni, durante il quale entrò per la prima volta in contatto con una realtà totalmente diversa dalla sua, osservando soprattutto dal punto di vista femminile, l’emancipazione delle donne egiziane, che godevano di un migliore status familiare, sociale e politico.

In quel periodo iniziò a scrivere articoli per riviste in lingua araba e periodici femminili sulla liberazione delle donne e l’indipendenza nazionale, divenendo la voce e il volto della ribellione e fondando nel 1914 l’associazione femminista Jam’iyyat Yaqzat al-Fatāt al-‘Arabiyya (Associazione per il risveglio delle giovani donne arabe), nonché una delle primissime società femminili del mondo arabo, il cui scopo era quello di incoraggiare l’istruzione delle ragazze arabe, ma la guerra interruppe la loro attività.        

Durante la guerra, Anbara e un gruppo di amiche lavorarono per attrezzare e gestire scuole, rifugi e laboratori per gli orfani di guerra e nel 1917, insieme ad una delle sue più care amiche, Salma Sayeh, fondò un club culturale sociale chiamato The Young Muslim Women’s Club,diventandone poi Presidente. Il club attirava molte figure illustri e studiosi che tenevano conferenze su diversi argomenti scientifici e letterari e offriva inoltre lezioni di arabo, francese e pianoforte.

In seguito alla fine della Prima guerra mondiale, nel 1925 Anbara si trasferì in Inghilterra per studiare e vi rimase per due anni, entrando a stretto contatto con i costumi occidentali, la cui influenza la portò a mettere pratica le sue idee anticonvenzionali, come quella di togliere il velo una volta rientrata in Libano — gesto che all’epoca causò un certo scandalo — e di rifiutare un matrimonio combinato. Il suo rifiuto la portò ad insistere per poter scegliere ed eventualmente conoscere il proprio partner prima di sposarlo, il suo desiderio infatti era quello di trovare qualcuno con cui discutere idee e scambiare opinioni. Anbara non cercava solo un marito, ma un amico, e lo trovò nel palestinese Ahmad Samih al-Khalidi con cui si sposò nel 1929, trasferendosi insieme a lui a Gerusalemme, dove vissero fino al 1948, quando venne proclamato lo stato di Israele — evento conosciuto dai palestinesi come Nakba — il quale portò Anbara e la sua famiglia a fuggire e rifugiarsi in Libano.

La vita di Khalidi fu inoltre caratterizzata da una serie di importantissime amicizie a lungo termine, che la accompagnarono per tutto il corso della sua vita, tra queste, quelle con Julia Dimashqiyya, Ibithaj Qaddoura o quella con la già citata Salma Sayeh.

Anbara in una foto recente

Ognuno di questi episodi — amicizie, viaggi, guerre, matrimonio, immigrazione — sono stati raccolti e dettagliatamente riportati e raccontati nel suo diario di ricordi, reso pubblico nel 1978 durante la guerra civile in Libano, alla quale Anbara   partecipò attivamente, senza tuttavia riuscire mai a vederne la fine, morendo a 89 anni, nel 1986.

Anbara Khalidi visse in un’epoca storica importantissima e il suo diario ripercorre ogni tappa fondamentale di quell’arco temporale, con particolare accento sugli effetti negativi che le attività di Jamal Pasha, sovrano ottomano della Siria, hanno avuto sulla sua famiglia e sulla sua infanzia. 

Jawla fīl dhikrayāt bayna Lubnān wa Filistīn rappresenta tutt’oggi una fonte di studio fondamentale dei principali eventi storici testimoniati dalla scrittrice: la caduta dell’Impero Ottomano, l’occupazione francese, la Nakba, la Prima e la Seconda guerra mondiale, la guerra civile libanese.

Con le sue narrazioni, Anbara ha raccontato come una generazione pionieristica di femministe arabe abbia costruito collegamenti tra loro e con le femministe di altre regioni del mondo per sostenere la causa dell’indipendenza araba e poi palestinese. 

Le sue memorie offrono una finestra unica sulle origini e l’evoluzione del movimento delle donne nel Mediterraneo orientale.

***

Articolo di Dalila Ferrari

Nata in Brasile, ha origini italiane e si laurea in Lingue e Mediazione Linguistico Culturale a Roma Tre con una tesi sulla comunicazione nei paesi arabi. A breve intraprenderà una magistrale in Comunicazione. Si interessa di viaggi, cucina e ambiente. Al momento si occupa della gestione di alcuni social media, copywriter e supporto per customer service.

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