La scoperta dell’ormone dell’insulina, Banting e l’importanza della ricerca scientifica

È il 1921 quando a Toronto, Canada, un gruppo di ricercatori dell’università guidati da Federick Grant Banting, viene isolato l’ormone dell’insulina. Diventano, così, i protagonisti di un’impresa destinata a cambiare il mondo. A quei tempi il diabete non era una malattia diffusa: l’aspettativa di vita era troppo breve perché la malattia manifestasse l’elevata incidenza del diabete dell’adulto. Rimaneva, però, feroce e implacabile. Poco si poteva fare per alleviare la sete senza fine del malato, la minzione eccessiva, la fame continua e il graduale deperimento. Nonostante le diete ferree ideate qualche anno prima della scoperta di Banting prolungassero effettivamente la vita del paziente (in media un po’ più di due anni), le loro sofferenze erano crudeli quasi quanto la malattia stessa.

Banting giornale

Il diabete e i suoi sintomi

Con l’insorgenza di questa malattia, l’organismo, incapace di metabolizzare i carboidrati, utilizza come fonte di energia le proprie riserve di grasso e, mentre lo brucia per convertirlo in energia, dà origine a sottoprodotti che finiscono per soffocare i processi interni. Il corpo quindi è costretto a scombussolare il suo equilibrio chimico per sopravvivere, e questo lo conduce alla distruzione finale. Il tentativo di ingurgitare aria da parte della vittima, ormai incosciente, per cercare di espellere i chetoni soffocanti derivati dal consumo del grasso non riesce a impedire che sopraggiunga il coma fatale. Cinquant’anni fa questa patologia colpiva soprattutto i più piccoli e scienziati e medici di tutto il mondo erano ben consapevoli della necessità di una terapia specifica da sviluppare quanto prima.

Nel 1920, mentre molte autorità del campo erano scettiche circa l’esistenza di una secrezione interna del pancreas che potesse ridare ai pazienti una vita normale, altri erano affascinati dalle indicazioni in questo senso che venivano alla luce con sempre maggior frequenza, grazie al lavoro di numerosi scienziati già dalla fine dell’800.
Il dottor G.H.A. Clowes era uno di questi ultimi: venuto a conoscenza delle ricerche di Banting e Best quasi quattro mesi prima della loro prima relazione al mondo esterno, fu colpito dalla decisività sperimentale evidenziata dall’azione dell’insulina e offrì subito a Banting e al professor James J.R. Macleod, direttore del dipartimento di fisiologia dell’Università di Toronto, il sostegno della sua azienda farmaceutica per la produzione su larga scala dell’importantissimo ormone.
I test dell’estratto dell’ormone su casi umani non erano ancora iniziati al momento della proposta di Clowes, così come lo sviluppo delle procedure di produzione era appena cominciato. Era quindi necessario trovare i mezzi per garantire il controllo dell’efficacia del prodotto, gli studi clinici e l’autorizzazione all’uso. Nel corso del 1921 si riuscirono a ottenere tutti i permessi per portare avanti la sperimentazione: l’anno successivo, Banting e i suoi colleghi del Medical Service del Toronto General Hospital, i dottori Walter R. Campbell e Almon A. Fletcher, avevano somministrato l’insulina a Leonard Thompson, un ragazzo di 14 anni affetto da una forma grave di diabete giovanile. 

Paziente

Le prime iniezioni non avevano fornito una risposta di rilievo ma, con l’uso di estratti più potenti somministrati due settimane dopo, vi fu un netto miglioramento e il ragazzo poté presto riprendere una vita normale. Man mano che aumentavano le scorte in laboratorio del prezioso estratto, furono inseriti nello studio clinico altri sei pazienti. Per quanto si procedesse a tentativi, il progresso era comunque eccezionale. Il 22 novembre del 1922, a Toronto, ebbe luogo una tavola rotonda con la partecipazione di medici canadesi, membri dell’Insulin Committee, rappresentanti dei Connaught Laboratories e sei medici statunitensi (tutti esperti riconosciuti nella gestione del diabete), per programmare le procedure di controllo della distribuzione, studi speciali e la standardizzazione delle unità.

Passarono ancora molti mesi prima che l’insulina (uscita poi sul mercato con il nome di Iletin®) facesse la sua comparsa sul mercato farmaceutico: era il 15 ottobre 1923.

Prima insulina

Vennero in seguito sviluppate per il mercato anche attrezzature specifiche per permettere ai medici di somministrare l’insulina in modo pratico e veloce. Si poteva però somministrare la terapia solo all’interno di strutture ospedaliere. Nei decenni seguenti si lavorò a formulazioni con sostanze che potessero rallentare l’assorbimento dell’insulina ed estenderne l’azione a un periodo di tempo di molte ore, per diminuire le iniezioni giornaliere. Per molti anni un’insulina molto simile a quella umana fu prodotta a partire dal pancreas di bovini e maiali: gli estratti salvarono la vita a milioni di pazienti. La prima insulina umana sintetica prodotta da batteri geneticamente modificati fu ottenuta nel 1978 e approdò in commercio nel 1982.

Il Premio Nobel e le contestazioni successive

Nel 1923 a Banting e Macleod venne assegnato il premio Nobel in Fisiologia e Medicina per la scoperta ed estrazione dell’insulina, premio che i due ricercatori prontamente condivideranno con Best e Collip. Il riconoscimento ai ricercatori canadesi aprì una lunga polemica sulla paternità della scoperta dell’insulina. Il Presidente del Comitato del Premio Nobel di Stoccolma ricevette subito una lettera da Paulescu medico romeno e Professore di fisiologia alla Facoltà di Medicina di Bucarest che già nel 1916 aveva isolato e iniettato l’ormone in un cane reso diabetico. Paulescu, indignato, commentò come il premio fosse stato dato a «persone che non lo meritano affatto. La scoperta degli effetti, fisiologici e terapeutici, dell’estratto pancreatico nel diabete mi appartiene tutta intera».

Nicolae Paulescu

Del resto, Banting e Macleod avevano dichiarato fin dall’inizio di aver riprodotto in laboratorio quanto pubblicato da Paulescu, citandone spesso il lavoro e mettendo semplicemente in pratica quanto scoperto dal professore rumeno. Tutte le contestazioni e i nuovi lavori pubblicati da Paulescu sugli Archives Internationales de Physiologierisultarono inutili fino al 1969, quando il Comitato del Premio Nobel riconobbe la precedenza di Nicolae Paulescu nella scoperta del trattamento antidiabetico, ma, in base al suo statuto, escludendo la possibilità di una riparazione ufficiale.

***

Articolo di Elisa Mariella

Nasce in Puglia nel 1989 dove si laurea in Lettere Moderne. Vive a Roma ormai da 11 anni dove è diventata giornalista professionista. È una grande e appassionata lettrice, adora gli animali (soprattutto il suo gatto e il suo cane), ha lavorato in radio e adora tutto ciò che riguarda la scrittura, le nuove tecnologie, il cinema e la psicologia sociale.

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