I 60 anni di Barak Obama, primo Presidente di colore degli Stati Uniti d’America

Il 4 agosto 1961 viene alla luce ad Honolulu il futuro 44esimo presidente americano. Barack Obama è figlio di un’antropologa originaria del Kansas e di un economista keniota che, due anni dopo la sua nascita, si separano: il padre fa ritorno in Africa e Obama lo rivedrà solo una volta, prima della sua morte nel 1982. L’esperienza di crescita con la famiglia di sua madre e la sua eredità multirazziale saranno raccontate da lui stesso in un libro, dal titolo Dreams from my father.

Barack Obama ad Harvard nel 1992

Dopo le seconde nozze della madre, Barack trascorre parte della sua infanzia a Giacarta, per poi tornare a Honolulu per finire la scuola. Studia prima Scienze politiche alla Columbia University dove si laurea nel 1983 e poi Legge ad Harvard, dedicandosi anche a un progetto comunitario di lavoro nei quartieri poveri di Chicago. Proprio durante lo stage in uno studio legale di Chicago conosce Michelle Robinson, che sarà sua moglie nel 1992. Nel 1996 diventa senatore dell’Illinois, nel periodo in cui (tra il 1993 e il 2004) è docente di Diritto costituzionale all’Università di Chicago; dopo alcuni tentativi falliti come candidato rappresentante dello Stato alle primarie democratiche, nel 2004 le vince, sbaragliando poi il repubblicano Alan Keyes nella corsa al Congresso.

Michelle e Barack Obama

Gli anni prima della Presidenza

Il 4 gennaio 2005 Obama presta giuramento come senatore e, appena quattro mesi dopo, il Time lo dichiara una delle 100 persone più influenti del mondo. Tra il 2005 e il 2006 produce 152 tra disegni di legge e risoluzioni, la prima delle quali è una legge per incrementare il numero di borse di studio universitarie per studenti con famiglie a basso reddito, che verrà però approvata solo durante la sua presidenza. In Senato Obama svolge un ruolo attivo anche in molti di quelli che saranno i temi cardine della sua presidenza: sicurezza dei confini, riforma delle leggi sull’immigrazione, legislazione relativa a possesso di armi, riscaldamento globale e relazioni internazionali. Già nel 2004 si parla di una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali, ma Obama dichiara ufficialmente l’intenzione di correre solo nel 2007: la scena internazionale è molto interessata alla sua candidatura, e Obama la coltiva con impegno, incontrando importanti figure politiche all’estero, tra cui Tony Blair, Nicolas Sarkozy e Walter Veltroni (allora a capo del Partito democratico italiano). Siamo nel 2008: alle primarie del Partito democratico, Obama sfida Hillary Clinton e John Edwards. C’è un aspetto determinante che lo differenzia dagli altri due: è un afroamericano di umili origini che per la prima volta concorre per diventare presidente. Questo aspetto contrasta fortemente con quello di Clinton che, pur essendo favorita, è per l’elettorato americano l’immagine della “vecchia politica”. Obama fa grande uso dei social network per raggiungere elettori ed elettrici di ogni etnia, un altro aspetto innovativo della sua campagna. Grazie ad una presenza a tappeto, incassa vittorie in quasi tutti gli Stati americani, diventando così ufficialmente il candidato democratico in corsa alla Casa Bianca.

Il 2009 e l’elezione come 44° Presidente degli Usa

Barack Obama con il suo cane Bo

Il 20 gennaio 2009, con quasi 60 milioni di voti, Barack Obama diventa Presidente. Un record assoluto nella storia delle elezioni negli Usa. La presidenza Obama ha rappresentato una rottura epocale con il passato e contemporaneamente ha ricucito la storia statunitense. Americani e americane con il voto avevano fatto una scelta storica. Quella notte a Chicago un giovane avvocato democratico, con la sua vittoria, ridava credibilità a quel sogno che con gli otto anni di Bush si era offuscato, per via della tragedia dell’11 settembre e le conseguenti e infinite guerre al terrore. Davanti ad un popolo in festa, Obama tiene uno di quei discorsi che entreranno di diritto nella storia dell’umanità, lanciando nel mondo un monito che ancora oggi muove le coscienze: «Yes We Can». Sono molte le sfide che lo aspettano nel suo primo mandato, fra cui la risoluzione della grande recessione dovuta alla crisi economica mondiale del 2008, la cattura di Osama Bin Laden e i rapporti con il Medio Oriente. Proprio in tal senso nei primi mesi del suo governo emette ordini per il ritiro delle truppe americane dall’Iraq e cerca di far chiudere il carcere di Guantanamo, pur non ottenendo l’appoggio del Congresso. Ma il maggiore successo del suo primo mandato è il Patient Protection and Affordable Care Act (altrimenti detto Obamacare), la riforma sanitaria che arriva a garantire la copertura assicurativa a 23,5 milioni di cittadine/i americane/i in più rispetto al passato.  Nel 2011 Obama annuncia la sua candidatura alle presidenziali dell’anno seguente, arrivandoci col pieno sostegno da parte dei democratici e dunque senza rivali: vincerà battendo il repubblicano Mitt Romney. Durante il suo discorso di insediamento, è il primo Presidente a parlare dei diritti delle persone omosessuali. L’approvazione dei matrimoni gay sarà una delle pietre miliari del secondo mandato, insieme alla riapertura delle relazioni diplomatiche con Cuba grazie alla mediazione di papa Francesco, con la rimozione dell’embargo, e alla ratifica dell’accordo di Parigi sul clima. Tra le leggi approvate sotto la sua amministrazione, in ambito di diritti Lgbt va ricordata la rimozione del divieto di viaggiare negli Stati Uniti per le persone affette da Hiv nonché di servire nelle forze dell’ordine da parte di gay, lesbiche e transgender.

Obama, Premio Nobel per la pace 2009

Il premio Nobel

Proprio per il suo costante impegno durante i suoi mandati a favore della pacifica convivenza, Barack Obama vince il Premio Nobel per la pace nel 2009, assegnato «per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli». Gli vengono riconosciuti indiscutibili meriti, in particolare l’attenzione per un mondo senza armi nucleari e il rilancio della diplomazia della pace in Medio Oriente.

L’attribuzione viene decisa all’unanimità dalla commissione norvegese per il Nobel. Prima di lui, il riconoscimento a personalità politiche statunitensi era andato all’ex Presidente Jimmy Carter, nel 2002, e all’ex Vicepresidente Al Gore, assieme al Comitato intergovernativo dell’Onu per i cambiamenti climatici, nel 2007.

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Articolo di Elisa Mariella

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Nasce in Puglia nel 1989 dove si laurea in Lettere Moderne. Vive a Roma ormai da 11 anni dove è diventata giornalista professionista. È una grande e appassionata lettrice, adora gli animali (soprattutto il suo gatto e il suo cane), ha lavorato in radio e adora tutto ciò che riguarda la scrittura, le nuove tecnologie, il cinema e la psicologia sociale.

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