Biodiversità, inclusione e parità di genere

Il bellissimo progetto dedicato alla biodiversità, che ha partecipato all’VIII edizione del Concorso indirizzato a scuole e atenei, Sulle vie della parità, viene così inizialmente presentato: «La nostra scuola intende inaugurare una serra che possa, con l’aiuto dell’Associazione Cercatori di Semi, garantire la maggior attenzione possibile alla biodiversità specifica del territorio, capace di coinvolgere anche alunne/i con disabilità intellettiva e fisica grazie alla realizzazione di “orti sospesi”, ovvero strutture adatte a essere utilizzate anche da ragazze/i in carrozzina, e intitolata a una donna che si sia distinta nell’ambito delle scienze botaniche o naturali».
L’azienda agricola dell’Istituto Merli — la sede conosciuta come Villa Igea dell’Iis di Codogno, guidato dalla Dirigente Antonia Rizzi — è stata lo sfondo delle attività attuate da circa 130 studenti, di diverse classi e indirizzi: servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; trasformazione agroalimentare e panificazione; meccanica. Inizialmente c’è stato un lavoro di ricerca e approfondimento dedicato alle figure femminili che si siano distinte in ambito scientifico e naturalistico, per procedere alla scelta del nome da proporre per l’intitolazione della serra. Contemporaneamente c’è stata la preparazione della serra, con la costruzione delle “vasche sospese” per alunni/e con disabilità.

È stata contattata l’associazione Cercatori di semi (https://www.cercatoridisemi.com/), che aveva dato patrocinio e collaborazione al Concorso, per poter definire al meglio le qualità e le tipologie di sementi da piantare. Poi si è proceduto alla semina, avvenuta nei tempi previsti dal tipo di coltivazione che si è scelto di realizzare, e la serra è stata oggetto di interventi per preparare il terreno e creare le condizioni più adatte alle coltivazioni scelte.

Il progetto ha seguito quindi la naturale crescita degli ortaggi o delle piante seminate, avendo cura di garantirne il benessere e la sopravvivenza con interventi puntuali e regolari da parte delle classi. Entro il mese di marzo, le classi sono state in grado di inviare la documentazione di quanto realizzato fino a quel momento. Un progetto di questo tipo è stato, però, pensato a lungo termine, per essere proseguito anche nei successivi anni scolastici, anche con i necessari aggiustamenti e correttivi che l’esperienza ha portato a mettere a punto.
L’esperienza, pur registrando non poche difficoltà legate alla pandemia e agli stop forzati, ha visto grande partecipazione da parte delle/degli studenti, moltissima collaborazione e un lavoro coordinato e organizzato tra docenti. Anche i colleghi e le colleghe non direttamente coinvolte nel progetto, ma di materie affini (es. scienze degli alimenti, arte dolciaria e chimica), hanno dato un contributo notevole organizzando percorsi paralleli e perfettamente in sintonia col progetto (es. l’analisi dell’Agenda 2030, la proposta di ricette con prodotti della serra ecc). I tempi sono stati dettati dal clima, ma anche dalla pandemia, purtroppo. Nonostante tutti questi vincoli, tutto è andato per il meglio, consentendo di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Commoventi i ragazzi di officina meccanica, che sono venuti appositamente alla sede dell’Istituto Merli solo per vedere le reazioni delle alunne con disabilità di fronte alle vasche sospese da loro realizzate. Momenti di grande emozione, solidarietà, intensità.

Le classi hanno scelto di intitolare la serra a Eva Mameli Calvino, con la seguente motivazione: «Simbolo della cultura scientifica femminile, apre la strada all’insegnamento universitario in materie botaniche anche per le donne (è infatti la prima figura femminile a conseguire la libera docenza in Italia in questa disciplina, nel 1915). Donna curiosa e dall’esperienza internazionale, dirige importanti progetti di orti botanici e stazioni sperimentali, importando in Italia nuove specie di piante e di frutti e scoprendo, negli anni di vita e di studi a Sanremo, centinaia di specie di fiori, contribuendo a dare rilievo al florovivaismo, settore di enorme importanza economica non solo a Sanremo ma in tutta la Liguria. Mettendo sempre la scienza al servizio dei valori civili (per i quali ha ricevuto due medaglie dalla Croce Rossa e dal Ministero degli Interni) è considerata la prima e unica donna del movimento per la conservazione della natura tra le due guerre».

La richiesta ufficiale di intitolazione è stata inoltrata alla Provincia (cui formalmente appartiene la serra stessa). Nel frattempo la targa è comunque stata affissa e informalmente inaugurata dalle e dagli studenti.
La serra continuerà anche nei prossimi mesi a produrre i suoi frutti. Nulla andrà sprecato. E negli anni a venire, grazie anche all’apertura della bella collaborazione con l’Associazione Cercatori di semi, continuerà a portare avanti progetti di biodiversità e recupero di antiche sementi (ambito, questo, a cui la scuola è da tempo molto attenta, grazie soprattutto all’egregio lavoro del prof. Andrea Scaini, che ha riscoperto e riportato la rapa autoctona nel territorio lodigiano).

Questa la valutazione della giuria del concorso, che ha assegnato un attestato di merito alla complessa attività, per l’originalità, l’impegno profuso, lo straordinario risultato ottenuto dalle classi, guidate dalle/dai docenti Chiara Baldini, Anna Corsini, Maria Grazia Cracò, Elena Orlandi, Raffaella Santo, Andrea Scaini, Giacomo Barlassina, Luca Maccagni:

«Il titolo Radicare Valori realizzare una serra per la biodiversità, l’inclusione e la parità di genere risulta estremamente significativo ed esplicativo del lavoro svolto. Radicare valori… in effetti il percorso semina e radica tematiche come la biodiversità, l’inclusione, la parità di genere in una dimensione fortemente interdisciplinare. Partendo dalla conoscenza di diverse figure femminili, antesignane in un mondo e in periodi storici in cui le donne venivano relegate nei ruoli di mamma, moglie e casalinga, si costruisce un percorso orientato al pieno sviluppo formativo di tutte e di tutti, in un contesto scolastico che si caratterizza per la sua specificità: un Istituto agrario che studia le scienze botaniche, realizza l’inclusione con attività che consentono alle alunne e agli alunni con bisogni educativi speciali di partecipare attivamente ad un progetto di realizzazione di una serra in direzione della biodiversità e ad intitolarla a una delle più importanti botaniche del ‘900, Eva Mameli Calvino».

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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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