Percorsi resistenti

È con Percorsi resistenti che i ragazzi della classe 3^D dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia (MC), coordinati dalla professoressa Silvia Tartuferi, si sono aggiudicati il premio Biografie femminili per la sezione Percorsi e cammini nella Resistenza, nell’ambito del concorso didattico Sulle vie della parità nelle Marche alla sua IV edizione, promosso dall’Osservatorio di Genere in collaborazione con l’ATS 15 di Macerata, il Sistema Museale dell’Università di Camerino, la casa editrice Settenove, USIGRAI, CGIL, CISL, UIL e la COOP 2.0: edizione regionale dell’VIII concorso nazionale Sulle vie della parità indetto dall’associazione Toponomastica femminile.

Un’edizione particolarmente complicata a causa del COVID, della DaD e delle chiusure che hanno caratterizzato tanto l’edizione nazionale che quella regionale, ma che ha comunque dimostrato la grandissima capacità di resistenza della scuola italiana.

Tanti i progetti arrivati, altissima la qualità di quelli premiati a livello regionale, che hanno avuto poi anche la soddisfazione di essere valutati positivamente nell’ambito del concorso nazionale. Ed è un piacere presentare per primo, fra i progetti marchigiani, proprio il lavoro degli studenti (tutti maschi) dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia, premiati per aver saputo unire in modo estremamente competente e creativo la narrazione, la ricostruzione storica, la valorizzazione della memoria e del ruolo delle donne alla matematica.

Sì avete letto bene: questo progetto è stato capace di far dialogare due discipline apparentemente molto simili a due rette parallele destinate a non incontrarsi mai! E invece, grazie a una serie di lezioni dedicate alla cartografia, all’orientamento e alla topografia, la docente Silvia Tartuferi ha posto le basi per la realizzazione di un racconto corale che, partendo dalla storia della Resistenza nelle Marche, ha portato la classe 3^D, cartina e coordinatometro in mano, a visitare, ovviamente solo virtualmente (per ora), il Monte San Vicino, dove operava il Battaglione Mario, un esempio di formazione partigiana internazionale: otto lingue diverse (o forse di più), tre religioni, oltre 200 partigiane e partigiani raccolti in nove distaccamenti, tre medici, due preti e un comandante, Mario Depangher.

Percorsi resistenti parte da Braccano, un piccolo paese alle pendici proprio del Monte San Vicino, e simbolicamente inizia il suo cammino dal murales realizzato da Massimo Melchiorri sulla facciata del Museo della Resistenza di Braccano che ritrae alcuni dei protagonisti della lotta di Liberazione in provincia di Macerata. Insieme a Depangher e ad altri partigiani, Melchiorri ritrae anche Lina Sabaz e Leda Serracchiani.

I ragazzi si sono chiesti chi fossero queste donne e quale fosse il loro ruolo nella formazione partigiana. Hanno iniziato a interrogare le fonti e grazie prima al bel lavoro di Matteo Petracci, Partigiani d’Oltremare. Dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana (Pacini 2019) e poi a Una famiglia nella resistenza di Igino Colonnelli hanno scoperto storie al femminile, quella appunto di Leda Serracchiani e delle sue sorelle, capaci però di restituire e di raccontare una storia collettiva di libertà e di lotta.

Il passo successivo è stato costruire un tracciato di rotta che da Braccano portasse alla tomba del capitano Valerio Salvatore sul Monte San Vicino, passando per l’Abbazia di Roti.

Ma non è finita qui perché i ragazzi hanno immaginato di incontrare lungo il cammino alcune delle protagoniste della Resistenza marchigiana a partire dalle biografie raccolte nel volume #leviedelledonnemarchigiane: non solo toponomastica (ODG Edizioni, 2017): Rosina Frulla, Adele Bei, Egidia Coccia, Joyce Lussu, Ada Natali, Gemma Perchi, Derna Scandali e altre raccontano il proprio impegno, la fatica, la paura ma anche la consapevolezza dell’importanza della scelta fatta unendosi alle formazioni partigiane, una scelta che ha poi guidato tutta la loro vita.

Il tutto è raccolto in un video molto suggestivo e ben fatto che restituisce in modo assai efficace quanto fin qui abbiamo cercato di raccontare https://www.youtube.com/watch?v=YCWPgDltIcY

La cerimonia di premiazione si è tenuta in presenza (altro grande successo di questa edizione marchigiana) il 10 maggio 2021, presso il Polo di Informatica dell’Università degli Studi di Camerino (Mc). La classe 3^D e la professoressa Silvia Tartuferi sono stati premiati con la seguente motivazione:

«Il lavoro realizzato della 3^D dell’IPSIA “F. Corridoni” di Corridonia colpisce per l’accuratezza metodologica che si compie grazie all’utilizzo di più metodologie didattiche attive: apprendimento nell’esperienza laboratoriale, il cooperative learning, l’interdisciplinarietà (un dialogo tra la matematica, l’educazione civica, la topografia, la storia), la flipped classroom, lo storytelling. A ciò vanno aggiunti l’obiettivo pedagogico-formativo e quello della toponomastica. Gli studenti hanno così scoperto i luoghi della Resistenza e i sentieri delle nostre montagne (belli ma impervi) percorsi ogni giorno da uomini e da donne partigiane. Tra queste Leda Serracchiani a cui verrà finalmente intitolato uno di questi cammini resistenti per ricordare il suo impegno per liberare l’Italia dal nazifascismo».

Per loro anche un’opera realizzata ad hoc dall’artista maceratese Elena Borioni:

Il progetto è stato poi anche premiato nell’ambito del concorso nazionale Sulle vie della parità.

***

Articolo di Silvia Casilio

OFNSIrlf

Silvia Casilio ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Macerata e attualmente collabora con l’Università di Teramo. È autrice di saggi sull’Italia repubblicana e dal 2009 collabora con l’associazione culturale “Osservatorio di genere”. 

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