Un webinar sulla gestione del conflitto 

Viviamo in un’epoca segnata dal conflitto, nella vita pubblica come in quella privata. I social network e le chat, con lo stimolo alla risposta concisa e veloce, inducono alla polarizzazione. I talk show sono popolati da ospiti che, quanto più urlano e meno ascoltano, vengono premiati dalle reti televisive e dall’audience. La cronaca, che di questa tendenza è lo specchio più crudele, ci dice però che, a causa dell’incapacità di gestire i conflitti, stiamo pagando un prezzo molto alto. E soprattutto lo sta pagando il genere femminile, con un numero sempre più consistente di femminicidi. E allora, forse, prima di arrivare a esiti tragici sarebbe meglio imparare a gestire le situazioni di eccessiva contrapposizione. Perché lo scontro non è eliminabile dalle nostre vite e quand’anche non arrivi fortunatamente a esiti cruenti crea comunque difficoltà nella carriera lavorativa, nella vita sociale e politica, nelle relazioni familiari e amicali. 

Per questo ho trovato assai utile e interessante il webinar organizzato da Valore D nell’ambito dell’evento “Il tempo delle Donne” che, come ogni anno, si tiene a Milano nel mese di settembre: a condurlo Laura Barbero Switalski, facilitatrice, formatrice ed executive coach di Darwin Associates. Dal webinar ho tratto informazioni e suggerimenti che qui provo a sintetizzare, rinviando alla visione completa del video chi volesse approfondire ulteriormente. Innanzitutto va sottolineato che non si parla di una semplice divergenza di opinioni, quanto piuttosto di un contrasto che, coinvolgendo in modo forte le emozioni, dà luogo alla percezione di una vera e propria minaccia. Secondo i ricercatori Kenneth W Thomas e Ralph H. Kilmann esistono vari modi di affrontare situazioni di conflitto, che non sono in sé totalmente positive o negative ma possono diventarlo a seconda delle circostanze in cui ci si trova.  

Elusione, accomodamento, competizione, compromesso non sono soluzioni ideali quanto la collaborazione (soluzione win-win), ma possono rivelarsi utili e comunque accettabili a determinate condizioni. Dalle partecipanti al webinar è emersa una considerazione maggioritaria che vedrebbe le donne più portate all’accomodamento sul luogo di lavoro e invece alla collaborazione nelle relazioni interpersonali. 

Con quali conseguenze per le loro carriere lavorative? E con quali possibilità di successo nella vita privata, posto che la collaborazione richiede una comune volontà tra i partner che non sempre esiste? La buona notizia è che imparare a gestire le situazioni di conflitto si può. Ma occorre coraggio e soprattutto bisogna allenarsi per apprendere a mettere in atto le giuste strategie.  Per chi volesse cimentarsi, Laura Barbero ha elargito diversi suggerimenti. Se l’ascolto tout court è la premessa indispensabile (e già qui si intravedono difficoltà non indifferenti) è tuttavia importante “ascoltare” anche i sentimenti e le emozioni, non solo le parole.  In secondo luogo avere sempre ben presente l’obiettivo, ovvero la soluzione del conflitto: voler avere ragione a tutti i costi concentrandosi solo su ciò che è importante per noi e trascurando ciò che è importante per l’altro/l’altra non aiuta.  

Importante è anche focalizzarsi sul presente tralasciando il passato: il bagaglio di ciò che appartiene a un tempo precedente rischia di costituire una zavorra ingombrante e di impedirci di trovare una soluzione qui e ora per proiettarci nel futuro.  Un consiglio molto utile è quello di scegliere le battaglie in base all’importanza che attribuiamo loro, rinunciando a voler affrontare tutto nello stesso momento. Se poi ci rendiamo conto che la “temperatura emotiva” è troppo alta, per esempio perché stiamo vivendo un periodo particolarmente stressante, occorre trovare il modo di raffreddarla magari rinviando la discussione a momenti migliori. Il che non vuole dire però nascondere all’infinito la polvere sotto il tappeto, perché eludere il conflitto può essere alla lunga altrettanto pericoloso.  

Una riflessione andrebbe fatta anche sul linguaggio che utilizziamo: se è infarcito di stereotipi e generalizzazioni, o addirittura di attacchi personali con discredito e minacce, siamo decisamente su una strada sbagliata e pericolosa. Ma per questo forse servirebbe un altro webinar. 

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Articolo di Annamaria Vicini

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Giornalista pubblicista con lGiornalista pubblicista con laurea in Filosofia e master in Comunicazione, ha collaborato con alcune delle maggiori testate nazionali oltre che con organi di stampa a livello locale. È stata direttrice responsabile di un sito internet e autrice di un blog di successo. Ha pubblicato il romanzo Non fare il male (I Libri di Emil, 2012) e l’eBook Abbracciare il nuovo mondo. Le startup cooperative (2017).

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