I libri di Tiziana Ferrario sulle donne: Orgoglio e pregiudizi  

«C’è un posto speciale all’inferno per le donne che non aiutano le altre donne». Madeleine Albright

Tra le autrici che in questi anni hanno riflettuto sulla posizione della donna nella nostra società un posto di rilievo è occupato da Tiziana Ferrario, giornalista, inviata, conduttrice Rai, a lungo corrispondente da New York. Mi era capitato di incontrarla alla serata dedicata alla presentazione del libro su Lydia Franceschi, Perché non sono nata coniglio, e avevo apprezzato il suo intervento, insieme a quello di Laura Boldrini, sugli stereotipi e i pregiudizi nei confronti delle donne. Ho quindi cominciato con la lettura di Orgoglio e pregiudizi, per continuare con Uomini, è ora di giocare senza falli, di cui scriverò in un prossimo articolo. 

Tiziana Ferrario

La copertina di Orgoglio e pregiudizi, pubblicato nel 2017 per Chiarelettere, riprende la scultura della bambina di fronte al Toro di Wall Street in una giornata di neve e rappresenta simbolicamente il tentativo della scrittrice di valorizzare la forza delle donne in un mondo in cui la lotta è impari. Fearless Girl, la ragazza senza paura, realizzata dall’artista Kristen Visbal, è stata messa in quel punto strategico l’8 marzo 2017, commissionata da una corporation come parte di una campagna tesa a sensibilizzare sulla scarsa presenza delle donne nel mondo degli affari. Alcuni avrebbero voluto che diventasse un’opera permanente, davanti al simbolo della finanza mondiale, altri, come lo scultore Arturo di Modica, di origine italiana, che ha scolpito il Toro di Wall Street, l’avrebbero volentieri tolta di mezzo. L’allora sindaco di New York Di Blasio ha affermato che nell’epoca di Trump la statua ha avuto un potere e un significato speciale. Oggi La ragazza senza paura è stata spostata davanti alla sede della Borsa di New York, in Broad Street, non senza avere suscitato polemiche, critiche e cause legali, tutto reperibile in rete. 
Il libro è dedicato «A tutte le donne che hanno lottato per i loro diritti e a quelle che verranno» e si apre con i valori espressi da Emily’s List, l’organizzazione americana dedicata alla formazione delle donne per la politica. È un bellissimo e ricco contributo al raggiungimento della parità di genere, descritta nel n.5 degli Obiettivi 2030 dello Sviluppo sostenibile del Millennio. Ferrario oscilla tra la descrizione dei pregiudizi che ancora oggi riguardano le donne e l’orgoglio di quelle che ce l’hanno fatta, diventando esempi per tutte le altre. Lo stimolo a scrivere di questi temi viene alla giornalista dalla Marcia delle donne, a Washington, tenutasi sabato 21 gennaio 2017, il giorno dopo l’insediamento di Donald Trump.  
L’ondata rosa a cui la giornalista assiste la spinge a scrivere di donne, nella consapevolezza che i diritti già conquistati sono in pericolo, non possono più essere dati per scontati e devono essere difesi. Nonostante le campagne di sensibilizzazione sull’empowerment femminile negli Usa, le donne sono sottorappresentate a ogni livello, hanno meno probabilità di diventare manager e quindi di arrivare a posizioni di comando, sono sottopagate e quando cercano di negoziare un aumento di stipendio sono descritte come troppo aggressive, prepotenti e minacciose (Rapporto Mc Kinsey/Lean In). Se si rivolge lo sguardo alla posizione delle donne nel mondo la situazione è molto peggiore. Per questo occorrono una grande solidarietà femminile, con la capacità di aiutarsi reciprocamente, e una forte partecipazione in politica. Ferrario ricorda, oltre all’associazione Emily’s List, anche Emerge America, un’organizzazione di formazione di candidate democratiche, e She should run, altra organizzazione partitica che si prefigge di portare almeno 250.000 donne a candidarsi a vari livelli entro il 2030. 
I capitoli del libro sono molti e in ognuno di essi scopriamo figure interessanti. Le pagine iniziali sono dedicate ad Hillary Clinton e alla sua sconfitta inaspettata e bruciante, con notevole empatia da parte di Ferrario.  

Hillary Clinton 

Segue il capitolo sulla marcia delle donne contro Trump, che ha ricordato, per la sua carica simbolica, quella delle ottomila suffragette del 1913, in corteo con l’attivista Alice Paul, ispiratrice dell’evento, e l’avvocata Inez Milholland in sella a un cavallo bianco, descritte nel bellissimo film Angeli d’acciaio. Un capitolo particolarmente divertente è quello sulle Cattive ragazze, in cui incontriamo Michelle Obama, mom in chief, e Madonna, che, in occasione del premio dell’anno come donna 2016, afferma: «Se sei un ragazzo non ci sono regole, ma se sei una ragazza ci sono e devi giocare la partita. Ti è permesso essere graziosa, sexy e simpatica. Ma non essere troppo acuta. Non avere un’opinione fuori dagli schemi comuni. Ti è permesso essere trattata come un oggetto e vestirti come una puttana, ma non puoi essere padrona della tua sessualità…». L’affondo di Madonna però è sull’età: «Non si deve invecchiare perché è considerato un peccato. Sarai criticata, denigrata e non trasmessa alla radio…». Molto interessante il quadro delle somiglianze tra Hillary Rodham Clinton e Madonna, sisters in arms, come le ha definite il New York Times.  

Madonna

Poi c’è Elizabeth Warren, che ha osato definire Trump «un bullo permaloso e razzista» e ha detto la verità sulle vicende più inquietanti della carriera del magnate diventato Presidente, una donna zittita in malo modo in Senato e accusata di aggressività verbale solo per aver parlato di ciò di cui non si doveva parlare. Altre cattive ragazze descritte nel libro sono Janet Yellen, a capo della Federal Reserve, Serena Williamsl’atleta che ha lottato per essere pagata come un uomo, Simon Biles e le donne del calcio, sottopagate e su cui si sprecano pregiudizi e luoghi comuni misogini.  

Megyn Kelly  

Due capitoli interessanti sono dedicati alla parità di salario e alle donne molestate. Quest’ultimo è il più denso di dati e riflessioni, con una bella intervista alla giornalista della Fox Megyn Kelly, che ha osato sfidare Trump durante la sua campagna elettorale, ricordandogli le battute sessiste sulle donne e che per reazione è stata vittima a sua volta di una battuta volgare e sessista. Altra intervista a Laura Boldrini, quando era Presidente della Camera, che riferisce dati sconfortanti sulla percezione del sessismo in Italia e di cui viene ricordata l’iniziativa encomiabile della istituzione di una Commissione di indagine sull’intolleranza, la xenofobia, l’odio e il razzismo , intitolata a Jo Cox, la deputata britannica uccisa nel 2016 mentre stava per recarsi a un incontro con elettori ed elettrici. Boldrini insiste sul linguaggio sessuato e sulla necessità di nominare al femminile tutte le cariche dello Stato e le professioni mentre accompagna Ferrario nella Sala delle donne di Montecitorio, dove si trovano i ritratti delle prime politiche che hanno segnato la storia della nostra Repubblica, un luogo voluto da lei, con i volti delle Costituenti, la prima Ministra, le prime Sindache, la prima Presidente della Camera, la prima Presidente di Regione. Su una parete ci sono due specchi, per mancanza di foto. Sono per quelle cariche a cui nessuna donna ha ancora avuto accesso: ad oggi Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio. «La prima potresti essere tu» è scritto su una targa. Pare che questo posto sia il preferito dalle ragazze in viaggio di istruzione.  
Un’altra storia interessante è quella di Mary Jennings Hegar, maggiore dell’aviazione americana pluridecorata per il coraggio dimostrato in guerra, che ha fatto causa al Ministro della Difesa Leon Panetta sostenendo che l’esclusione delle donne dai ruoli di combattimento non fosse costituzionale. Il Pentagono ha dovuto cedere «e la Hegar ha vinto anche questa battaglia». 
Ma una parte che tutti e tutte dovrebbero leggere si intitola La lettera ed è il testo integrale della lunga lettera scritta dalla giovane donna violentata nel campus dell’Università di Stanford. Letta in aula di fronte al suo stupratore (non dimentichiamo che nei college americani una studente su 5 è stata vittima di un assalto sessuale prima dei 25 anni), questa denuncia ha scosso l’America e ha spinto Joe Biden, allora vice di Obama, a rispondere alla ragazza, elogiandone il coraggio.  
Dopo avere affrontato il rapporto tra donne e scienza, un bellissimo passaggio del libro di Ferrario è quello che descrive La libraia che non si arrende che, nella sua libreria di Telese, in provincia di Benevento, ha affisso un cartello: «Caffè pagato per ogni libro di scienza regalato a una bambina» e combatte la sua battaglia contro gli stereotipi. Altrettanto bello il passaggio su Ada Lovelace Byron, l’inventrice del primo algoritmo della storia, simbolo della parità di genere nelle scienze; notevoli poi la descrizione della spedizione in Antartide di 60 scienziate che dovranno imparare ad essere leader, e la storia dell’ammiraglia Grace Murray Hopper, una delle più importanti figure nella storia dell’informatica, pioniera della programmazione. Tra le sue frasi più significative: «Gli umani sono allergici al cambiamento. La frase più pericolosa in assoluto è: “Abbiamo sempre fatto così”». Una carrellata di femministe nel mondo dello spettacolo e del cinema, con Emma Watson e la campagna He for She all’Onu, precede l’ultimo capitolo del libro, in cui si parla della noia mortale del mansplaining, di cui tutte, prima o poi e più volte nella vita, siamo state vittime. 
Il lavoro di Ferrario, alla ricerca di esperienze e figure femminili che possano costituire dei modelli per le nuove generazioni, si legge con piacere per il tono leggero e per la profondità delle riflessioni, capaci di convincere della necessità della solidarietà femminile e di una maggiore partecipazione alla vita politica delle donne, dove si spera riescano finalmente a portare un punto di vista e dei valori diversi da quelli maschilisti imperanti. Chiudiamo quindi con i consigli di Emily’s List, la già citata organizzazione americana dedicata alla formazione delle donne per la politica e le cariche pubbliche, con cui si apre questo libro importante: «Rigetta l’apatia e lo status quo. Fallo quotidianamente. Non partecipare e basta. Fatti avanti. Sii un’autorità, comunica avendo fiducia in te stessa, con razionalità. Rispondi alle domande con risposte, non con altre domande e pretendi che anche gli altri facciano altrettanto. Fatti comprendere e comprendi. Senza tregua, rifiuta sempre la strada più comoda. Ascolta e sostieni le culture diverse e cerca di trasformare ogni spazio in un luogo inclusivo. Impara dai tuoi avversari e mantieni la mente aperta. Rispetta il passato, cambia il futuro». 

Tiziana Ferrario 
Orgoglio e pregiudizi. Il risveglio delle donne ai tempi di Trump 
Chiarelettere, Milano, 2017
pp. 244

***

Articolo di Sara Marsico

Ama definirsi un’escursionista con la e minuscola e una Camminatrice con la c maiuscola. Docente per passione da poco in pensione, è stata presidente dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano e referente di Toponomastica femminile nella sua scuola. Scrive di donne, Costituzione e cammini.


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