Tra le donne di Sicilia

«Dopo aver scritto I Siciliani Non c’è più la Sicilia di una volta nei quali cercavo di contestare l’immobilità e l’irredimibilità siciliana… mi sono reso conto che avevo troppo poco considerato una parte importante del paesaggio umano siciliano: le donne». In questa Nota dell’Autore, che chiude il libro Le Siciliane, si riassume l’intento del giornalista e scrittore Gaetano Savatteri di ridare giusto spazio e rilievo a tante figure femminili dell’isola. Una narrazione rispettosa, sensibile e di piacevole lettura. 
L’approccio di Savatteri alle storie di genere narrate dovrebbe “far da guida” a quanti si accingono a riportare alla luce la storia delle donne: ricerca storica rigorosa, riconoscenza alle studiose del settore, professionalità ed umanità, scrittura intrigante e scorrevole. Racconti che catturano ed emozionano. Le siciliane, anche d’adozione, sono donne di varie epoche: dalle quattro sante di Palermo destituite poi, a “furor di popolo”, da santa Rosalia, alle avvelenatrici come Giovanna Bonanno, “la vecchia dell’aceto”; da Macalda di Scaletta, prima giocatrice di scacchi nel 1300, disinibita e battagliera, alla scrittrice Goliarda Sapienza e al suo romanzo L’arte della gioia.  

Gaetano Savatteri 

Savatteri, fra le tante, racconta la vita di Alessandra Starrabba di Rudinì che era la marchesa Sandrina, a Pachino nel Siracusano, e poi diventa Madre Maria di Gesù a Le Repoiser in Alta Savoia; quella di Tina Whitaker, donna affascinante, caustica e irriverente, e delle figlie Norina e Delia che ci riportano alle atmosfere della Palermo Felicissima di fine Ottocento; ricorda ancora Louise Hamilton Caico che vaga a cavallo nelle campagne di Montedoro con la sua macchina fotografica per immortalare «i matrimoni di spose-bambine, i funerali col morto legato a una sedia e portato per strada, i riti quasi pagani delle feste religiose…». E poi l’inquietante storia di Leoluchina, detta la Malinche di Corleone, ritenuta la fidanzata di Placido Rizzotto, capace di tradire la memoria del suo uomo ucciso e di ospitarne l’assassino. Una vicenda avvolta nel mistero e dalle oscure origini. 

Nel saggio Le Siciliane troviamo ovviamente anche storie di mafia come quella della “vendicativa” Serafina Battaglia o le tristi sorti di Rita Atria, di Rosalia Pipitone, di Graziella Campagna e di Emanuela Loi, raccontate però con sguardo e competenza di giornalista. Tra aristocratiche, borghesi e popolane il viaggio continua con la vera vita di Marianna Valguarnera conosciuta come la Marianna Ucrìa del romanzo omonimo di Dacia Maraini; con Elvira Giorgianni Sellerio, fondatrice insieme al marito di una fra le più note case editrici, donna di profonda cultura e grande scopritrice di talenti letterari; con Clotilde Terranova, giovane operaia emigrata che trovò orribile morte nell’incendio della fabbrica Triangle di New York il 25 marzo 1911. Non manca, nel volume, uno spazio dedicato agli scrittori più o meno misogini che “non amavano le donne” come Luigi Pirandello, non ancora famoso, che critica «l’esercito delle scrittrici – Sibilla Aleramo, Giselda Fojanesi, Grazia Deledda, Adelaide Bernardini che si affacciano alla ribalta» e sono «argomento di cupa pena, di sotterranea rivalità, di sorda invidia. Pirandello è ostile al femminismo letterario d’assalto che conquista lettori e lettrici». Nutrito dalla forte esperienza giornalistica, Savatteri racconta anche “le signore insospettabili della droga” che negli anni Ottanta con grande disinvoltura viaggiavano tra Palermo e New York con il loro carico illegale: «otto giorni in America, andata e ritorno e poi 15 milioni. Che ne sapevo cos’era la droga? A me borotalco mi pareva». 

Avvenimenti lontani e recenti si avvicendano tra le pagine, come “la corsa delle bagasce” del 1578 vinta da una certa Clara Stella, campionessa delle bagasce palermitane, e le mennulare di Simonetta Agnello Hornby, ed ancora Rosalie Montmasson, abbandonata dal “fimminaro” Crispi, che con grande dignità non vuole diventare “una moglie di carta” e Rosa Balistreri dalla voce e dalla vita graffiante che si esibisce per protesta davanti al Teatro Ariston dopo l’esclusione dal Festival di Sanremo. Racconti di donne profondamente diverse, da suor Maria Crocifissa Tomasi che nel 1676, tra le mura del convento di clausura di Palma di Montechiaro, riceve una lettera scritta direttamente dal diavolo alla catanese Eugenia Bonino che, nel 1954, a diciotto anni diventa la prima siciliana a conquistare la fascia di Miss Italia. Vite e storie che si intrecciano con la terra di Sicilia e chi vi abita, con le sue tradizioni popolari e i suoi capolavori artistici e letterari, con la sua decadenza e la bellezza selvaggia del territorio, con lo scorrere del tempo che muta le prospettive. 

Ci piace evidenziare il bellissimo omaggio a Giuliana Saladino, “siciliana di scoglio” con il suo impegno civile e la sua scrittura femminile. Una scrittura «nervosa, lucida, stupita». Le sue parole scelte per imprimerle in una pagina di Le Siciliane: «Ma come scrive una donna? A lassa e pigghia, lascia e piglia, interrotta venti volte, suona il telefono, si perde il filo, si ricomincia… la pentola a pressione fischia, ora scrivo questo… la lavatrice ha finito… stacco la spina, stendo? No… rileggiamo, ben concentrata… nonna posso venire? Sì amore, anche subito. Tanto per oggi non si combina più niente». E in questo “lassa e pigghia” emerge prepotente la forza di volontà delle donne che oggi definiamo multitasking ma anche la consapevolezza dello scrittore di fronte alla fatica femminile di conciliare incarichi professionali e carichi familiari. E tale consapevolezza è ancora rara nel genere maschile. 
Savatteri afferma che, a volte, ha consultato la storia delle donne siciliane raccontata dalle storiche isolane come «bussola per navigare in un mare ignoto» e, aggiungiamo noi, come uomo e come scrittore non è mai naufragato ma è approdato su sponde spesso inesplorate dagli uomini. Forse anch’egli stupito da tanta ricchezza e amenità. Sicuramente la “diversa” narrazione ha contribuito a scardinare archetipi e stereotipi ma soprattutto ha messo in evidenza la consapevolezza di quanto sia stato difficile imporre idee, stili di vita e personalità di queste donne di Sicilia. Le figure descritte restituiscono dunque una dimensione nuova del ruolo femminile nella Storia raccontata con una scrittura chiara, accattivante, cólta ma mai saccente e soprattutto mai sessista.  

Gaetano Savatteri 
Le Siciliane
Editori Laterza, Bari, 2021 
pp. 272

***

Articolo di Ester Rizzo

Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Ist. Sup. di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) nel corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzoLe Ricamatrici, Donne disobbedienti Il labirinto delle perdute.

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