Le ambientaliste. Ellen Swallow Richards

Nella Seconda metà dell’Ottocento si assiste progressivamente a un processo di industrializzazione, noto come Seconda Rivoluzione Industriale.
Le città si popolano e gli uomini e le donne iniziano a lavorare come operai ed operaie nel settore dell’industria.

Hellen Swallow Richards

Lo sfruttamento massivo del carbone e di altre fonti di energia per il funzionamento di alcune macchine e macchinari rende man mano le città ricche di fumi potenzialmente tossici e situazioni igienico-sanitarie meno salubri.
Oggi, nel 2021, siamo sicuramente più sensibili rispetto alla questione ambientale e alle conseguenze sulla nostra salute, ma non è sempre stato così.
Tra i primi/le prime a sottolineare il problema è stata una figura di origini americane: Ellen Swallow Richards (1842-1911), una donna impegnata su numerosi fronti, e che spesso non viene ricordata dai libri di storia.
Ingegnera, chimica e attivista femminista, Ellen nasce nel 1842 a Dunstable, nel Massachusetts. Dedita allo studio sin da giovanissima riesce ad essere  la prima ammessa “in via sperimentale” al MIT (Massachusetts Institute of Tecnology), e a laurearsi in chimica all’età di 31 anni (1873).
Ellen ha in animo di proseguire la carriera accademica, ma si trova di fronte numerosi ostacoli, tra cui il divieto per le donne di ottenere cattedre universitarie. Pertanto sceglie di continuare a lavorare come assistente in un piccolo laboratorio del MIT; ciononostante porta avanti ugualmente numerosi progetti dedicati alle donne appassionate di materie scientifiche. Ricordo, primo tra tutti, la fondazione di un Laboratorio di Scienze per le donne, un unicum in quel periodo, da lei personalmente tenuto.
Nelle sue ricerche progressivamente si focalizza sulla chimica sanitaria e analizza numerosi campioni di aria, acqua e fognature in tutto lo stato del Massachusetts, con il fine di migliorare le condizioni igienico-sanitarie dei/delle abitanti.
Il suo impegno per la salute delle persone, ma soprattutto delle donne, la rende tra le prime esperte di economia domestica. Cerca infatti di introdurre criteri e basi scientifiche nella gestione delle situazioni domestiche.

Hellen Swallow Richards

Tra i suoi numerosi esperimenti ricordo la “ristrutturazione” della sua abitazione, poi rinominata “il centro del benessere”, in cui passa dalla fonte di riscaldamento del carbone e dell’olio al gas e in cui modifica l’impianto di acque nere e acque potabili in modo che non si potessero contaminare (effettua anche numerosi test chimici per verificarne la condizione).Ma non solo: Ellen Swallow è talmente fondamentale per gli studi ambientali e igienico-sanitari che conia un termine, l’eutenica, la scienza del vivere meglio (a tal proposito ricordo una sua pubblicazione: Euthenics: the science of controllable environment, 1910).
Inoltre scrive e pubblica molto sulle sue ricerche: numerosi sono gli articoli in cui tratta di sanità e salubrità di aria, acqua, fognature, e anche di alimentazione. Tra i suoi primi studi infatti emerge un’analisi dettagliata della presenza di arsenico in alcune acque ed alimenti.
Insomma, una donna che ha aperto la strada alla carriera accademica per le donne, che ha lavorato per l’educazione scientifica delle giovani e che ha dedicato la sua vita al miglioramento della qualità della vita, proprio in un periodo storico in cui non solo predomina una concezione maschilista della società, ma in cui parole come ‘ecologia’, ‘salute’ ed ‘ambiente’ suscitano ancora scarso interesse.
Ed è per questo che possiamo considerare questa straordinaria figura femminile tra le fondatrici dell’ecologia (tralaltro è proprio lei a introdurre il termine “ecologia” in inglese) e tra le prime donne di scienza del XIX secolo.

***

Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!

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