Libertà e pseudo-libertà. Non “accontentiamoci” nel 2022

Se dovessero chiedermi cosa desidero per il 2022, risponderei: «Un maggior senso di libertà».

Perché?

Perché stiamo perdendo il significato autentico di questo termine. Con l’avvento dei social il nostro linguaggio si sta depauperando e non solo molti termini vengono usati in modo improprio o in contesti inadatti. Si è dinanzi a una regressione culturale rilevante. Come adulti abbiamo una enorme responsabilità nei confronti delle nuove generazioni: se lasciamo che si impoverisca il linguaggio, saremo responsabili dell’impoverimento anche della capacità di pensiero e di riflessione delle prossime generazioni e della loro incapacità di scrittura. Perché mi soffermo sul termine “Libertà”? Perché oggi siamo dinanzi a chi non sa più distinguere tra cos’è la libertà e la pseudo-libertà. Ho provato a domandare a qualche adolescente: «Cos’è per te la libertà?» e mi ha risposto «Poter acquistare on line ciò che desidero»; un altro mi ha risposto: «Non avere l’obbligo del greenpass»; un’altra giovane mi ha risposto: «Poter scrivere ciò che mi passa per la testa sui miei account on line».

Ebbene, intanto, quando acquisti on line sei profilato, pertanto comperi ciò che ti viene proposto, sulla base di algoritmi, anzi, sei spinto, ad acquistare anche ciò che non ti servirebbe e che comunque ti propongono, prima di tutto, come visualizzazione, ossia i prodotti di chi, come azienda, investe di più in pubblicità su uno specifico portale o un altro portale, dipende. Quindi non sei libero del tutto anche se la vetrina/offerta on line che puoi trovare è sicuramente più vasta di quella che potresti ottenere camminando per negozi. Per la seconda risposta, direi che a scuola dovrebbero ribadire di più che la nostra libertà finisce dove inizia la libertà dell’altro/a e che quindi vaccinarsi è una scelta dettata da un senso di civiltà e dalla conoscenza della storia. I negazionisti erano presenti anche in altri eventi classificati Pheic, la classe medica era divisa anche in altre situazioni di crisi sanitaria mondiale, ma questo fa parte dei progressi della ricerca scientifica che nasce come sperimentazione e validazione temporale passo, passo, ed evidenze scientifiche correlate. Per la terza risposta si evidenzia la mancanza di un concetto fondamentale ovvero che serve sempre avere educazione e rispetto. La regola delle 10 P che insegnavano alla materna e che troppi dimenticano o non conoscono affatto, vista la sciatteria verbale in atto dilagante: Prima di Parlare Pensa Perché Parole Poco Pensate Portano Problemi e Pene.

Inoltre vorrei rilevare il fatto che siamo in un periodo in cui la libertà viene confusa con la pseudo-libertà in troppi frangenti. Troppi pseudo-politici giocano su questo. Con ignavia si lasciano situazioni gravi insolute per un falso quieto vivere, per puri contingentati interessi commerciali e questo lascerà ai nostri figli e nipoti conflitti aperti. Inoltre rischiamo di fare crescere, di potenziare, commerciando con Stati illiberali, regimi che, un giorno rafforzatisi economicamente, decideranno di attaccare, di perseguire sempre e comunque chi la pensa diversamente da loro. Qualche esempio? Io non avrei esultato per la scarcerazione di Patrick Zaki in Egitto quando non era ancora uscito di prigione, con i “sarà scarcerato” non si fanno le notizie, si fa propaganda, si dà voce a una comunicazione di uno Stato illiberale che vedeva diminuire le prenotazioni dei turisti occidentali per le vacanze natalizie. Zaki non è libero, ha a febbraio la prima udienza e si è già fatto due duri anni in galera senza avere alcuna colpa e la sua situazione va monitorata e seguita con la massima attenzione; il suo “uscire” è temporaneo e oggetto di restrizioni di libertà gravi, mentre i nostri politici hanno presentato la situazione come se fossero stati loro a ottenerla.

Ottenere cosa che a oggi su Regeni non abbiamo alcunché? E per i talebani in Afghanistan? Ci accontentiamo di “salvare” e portare in Italia alcuni profughi e poi è calato il sipario, tutte le giovani donne che là non possono più né lavorare, né studiare? Tutto dimenticato sulla base di una falsa quiete diplomatica temporanea, per un dialogo con chi non sa neppure cosa significa dialogare e che vuole solo denaro.

E la Cina? È sempre il primo classificato come Stato per l’elevato numero di giornalisti e di oppositori di regime carcerati. Diminuiscono i giornalisti assassinati nel mondo mentre quelli incarcerati fanno registrare il record storico da quando Reporters sans frontières (Rsf) stila il Rapporto sugli abusi commessi contro i giornalisti. Sono 488 i reporter e gli operatori dell’informazione imprigionati nel 2021, mentre sono 46 quelli assassinati mentre svolgevano il loro lavoro.

E le donne? Quale libertà hanno avuto in tutto il mondo con la pandemia, loro che ancora oggi gestiscono famiglia (cura bambini, anziani, disabili etc.) e lavoro, con una precarietà impressionante e che hanno, secondo i dati, perso il loro lavoro o rinunciato al loro lavoro per essere resilienti per la società, molte vessate da mariti e troppe abusate ancora oggi?

Cosa fare dunque? Per il 2022 occorre essere coerenti e battagliere, sempre di più. Partecipare a bandi europei come quello aperto del programma europeo intitolato Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (Cerv) che cofinanzia progetti volti a promuovere l’uguaglianza, progetti per la parità di genere, progetti per combattere il razzismo, la xenofobia e ogni forma di discriminazione. Con la campagna della Commissione europea Uniti nella diversità, come cittadine e cittadini europei, possiamo andare avanti e dimostrare al mondo che abbiamo dei Valori, che la pseudo-politica, il populismo e il nazionalismo hanno solo fatto regredire gli Stati per personali opportunismi, solo per sete di potere, solo per giocare a far dimenticare il vero significato della parola Libertà che non è altro da noi, ma che permea l’essenza stessa dell’Umanità intera, che sa che solo con la Libertà si crea una reale armonia tra persone e tra popoli. Occorre combattere chi vuole distruggere la Libertà, chi cerca lo scontro, chi vuole dividere i cittadini/e (dividi et impera) fomentando le opposizioni (lavoro autonomo contro lavoro dipendente; chi ha la pensione contro chi non l’ha; green pass sì, green pass no; tasse sì, tasse no ecc.).

E per i/le migranti? Qual è il senso di Libertà? Culturalmente e storicamente siamo tutti migranti in questo mondo, siamo gente in cammino costante in tutti i sensi. Quindi ricordiamoci di chiedere e ottenere e riappropriarci per il 2022 del vero significato del termine Libertà e di scendere in piazza con gli stessi ombrellini colorati aperti per chi la libertà non l’ha, a Hong Kong per esempio. O di non accontentarci di dare, come europei, il premio Sacharov 2021 per la libertà di pensiero ad Alexei Navalny, ritirato dalla figlia Daria Navalnaya – chiamata “Dasha” in famiglia, 20 anni, che studia e vive negli Stati Uniti – perché lui non può ritirarlo! È stato minacciato, torturato, avvelenato, arrestato, imprigionato, e anche se è il massimo riconoscimento che l’Unione europea conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti umani, lui è ancora detenuto in Russia, perché leader del partito “Russia del Futuro”, presidente della Fondazione Anti-Corruzione, già candidato sindaco a Mosca nel 2013 (arrivò secondo), è uno storico avversario politico di Putin, un’autentica spina nel fianco dello “Zar del Cremlino”.

Attualmente comunque è importante l’impegno dell’Unione Europea nel contrastare i regimi, le multinazionali e la Cina nel suo disegno espansivo, con il Global Gateway europeo. La nuova iniziativa comunitaria ha il potenziale di trasformare l’Unione europea in un attore geopolitico più efficace. Per molti Stati partner, l’offerta di una cooperazione paritaria, basata su regole e valori, sarà un’alternativa attraente all’iniziativa cinese Belt & Road. Solo tra il 2013 e il 2018 gli aiuti allo sviluppo distribuiti dall’Unione europea hanno avuto un ammontare simile alla Belt & Road Initiative cinese. L’unica differenza è che il denaro comunitario è versato sotto forma di sovvenzioni, con garanzie, mentre quello cinese è sotto forma di prestiti e crea quindi scompensi e debiti, non rendendo liberi gli Stati, ad esempio africani, in cui investe, ma tutt’altro, sfruttandoli e rendendoli meno autonomi e pertanto meno liberi.

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Articolo di Cinzia Boschiero

Laureata in Lettere, è giornalista professionista e docente, specializzata su temi europei nei settori ricerca, salute e innovazione. È titolare di ECPARTNERS e lavora come ufficio stampa per diversi enti, associazioni, imprese e come specialista della formazione. Fa parte del direttivo di EUSJA (Ass. europea giornalisti scientifici) e di diverse ass. femminili, come WILEUROPE, EWMD, Fondazione Bellisario.

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