Cinema, donne, sport e giustizia. Fonti di ispirazione per un mondo migliore

Sin da piccolo ho sempre amato e adorato eroine femminili come la Stella Della Senna, She-Ra o La Donna Bionica e questo perché mi riusciva naturale identificarmi con esse in quanto le ho sempre sentite come più vicine al mio modo di essere, portatrici di un senso di giustizia fuori dalla retorica dell’eroismo e che le portava a battersi contro tutte le ingiustizie per ideali più alti legati a una visione di un mondo migliore dove l’uguaglianza, la parità, la pace, i diritti delle donne, dei bambini e delle bambine e il rispetto per l’ambiente e gli animali fossero oramai scontati. Sarà per questa ammirazione e sarà per il fatto di aver ricevuto un’educazione femminista e aver sempre rifiutato la mascolinità tossica che quando si scontravano uomini e donne ho sempre fatto il tifo per i personaggi o le squadre femminili a cui mi sono sempre sentito nel cuore e nell’anima di appartenere, al di là della biologia. Mi piacevano tantissimo e mi facevano esultare di gioia le ragazze quando vincevano in tv a Furore e gli spot di una famosa birra e di una famosa compagnia telefonica dove alcune giocatrici di calcio e pallavolo stravincevano contro gli uomini e poi, nella realtà, urlavo dalla felicità quando venivo a sapere di notizie come quella di Billie Jeane King che batteva Bobby Rigs o quella delle calciatrici del Lleida che stravincevano il torneo maschile con nostra grande gioia e alla faccia di tutti i maschilisti!
Le donne dello sport e delle storie di avventura sono sempre state dei modelli e dei punti di riferimento per me proprio perché le loro battaglie erano le battaglie di tutte e tutti, anche quelle di noi bambine e bambini più fantasiosi e impacciati.

Anche nel cinema sportivo legato all’universo femminile si evince sempre un’idea che supera la semplice retorica della competizione e del sacrificio, ma si innesta in una visione di lotta alle ingiustizie e alla costruzione di una società più giusta, senza troppi idealismi, con la consapevolezza che le protagoniste stiano gareggiando non solo per semplice individualismo, bensì per migliorare la collettività e questo spirito le rende magnifiche per creare lavori di crescita sociale e civica.
Sognando Beckham, She’s The Man e Il Mio Sogno Più Grande sono tre storie sul mondo del calcio femminile che finalmente sta uscendo e appassionando il grande pubblico e sta dimostrando di non aver nulla da invidiare a quello maschile.

Il primo ci racconta la storia di Jess, una ragazza inglese di origine indiana che ama alla follia il calcio, è bravissima, ha passione, cuore, amore e tanta voglia di farcela, ma è ostacolata dalla famiglia di origine che, fedele alle tradizioni religiose, non approva tutto ciò. Il conflitto tra una nuova generazione di immigrate e i retaggi culturali della famiglia di provenienza legati soprattutto al fattore religioso ci portano a iniziare un percorso tendente a comprendere che si può rimanere fedeli alle proprie radici senza però fossilizzarsi in esse facendone, invece, una risorsa da cui partire per cambiare e creare nuove prospettive.

In She’s The Man Viola è una calciatrice fortissima che deve subire prima lo scioglimento della sua squadra femminile a causa delle poche iscrizioni e poi il maschilismo del suo ex-ragazzo, che ritiene le donne inferiori e incapaci di praticare sport. Non perdendosi d’animo, architetta con il fratello uno stratagemma e si traveste da maschio per poter continuare la sua passione calcistica. Dimostra così di saper giocare non solo alla pari ma anche meglio degli uomini e, nel finale, scoperta la sua identità, sconfigge la squadra del suo ex-ragazzo prendendosi una bellissima ed emozionante rivincita.

Anche Il Mio Sogno Più Grande tratta i temi della passione per il calcio femminile ostacolata dalla mentalità retrograda e bigotta di gran parte della società, sebbene lo faccia in toni meno solari e più drammatici, tendenti a smorzarsi con il proseguire della storia, che si concluderà con la realizzazione del sogno della protagonista Gracie Bowen.

Impossibile non essere dalla parte delle tre ragazze protagoniste di questi film e non empatizzare con loro, visto che gli ostacoli che le accomunano sono gli stereotipi, i pregiudizi e le catene del sistema patriarcale e maschilista, sotto forma di tradizione religiosa e identitaria nel primo e del sessismo negli ultimi due. Sono pellicole che mostrano come questi condizionamenti dovuti ad astratti concetti di tradizione taglino invece le ali a ragazze e ragazzi che hanno il diritto di esprimere tutte le loro potenzialità, passioni e capacità. Pensate a quante grandissime sportive, artiste, musiciste ci sta negando il regime talebano in nome di queste oppressive tradizioni!

Assolutamente da non perdere anche Alex and Me, dove la famosa calciatrice Alex Morgan ispira una giovanissima promessa del calcio facendole capire come i suoi principi la porteranno a realizzare i propri sogni accettandone anche i momenti bui. Alex Morgan dimostra di essere non solo una calciatrice fortissima, ma anche una fonte positiva di ispirazione per tanti bambini e tante bambine.

Ragazze Nel Pallone e Ragazze Nel Pallone-tutto o niente, due pellicole che fanno parte di una lunga serie di sei film sul cheerleading e All You’re Got-Unite per la vittoria, incentrato sul volley, sono racconti di grande valore educativo in quanto accumunati dall’idea che lo sport è un modo per conoscersi, per rispettare chi fino a qualche giorno prima consideravamo diverso e dove le componenti delle squadre di scuole più ricche vengono a conoscenza delle condizioni di quelle appartenenti alle scuole dei quartieri poveri, notando che la passione e le attitudini delle loro coetanee sono le stesse senza distinzione di etnia o classe sociale. Altro concetto importantissimo presente in queste tre storie è che vincere a tutti i costi non è affatto importante e spesso un secondo posto può essere più emozionante di una vittoria se vissuto con amore e impegno, tanto ciò che conta alla fine è la passione e l’esprimere sé stesse al meglio, un tema molto importante che può benissimo essere riportato all’eccessiva ansia di vittoria che ha visto coinvolte tantissime atlete famose come Simone Biles e Naomi Osaka, le quali hanno coraggiosamente parlato della necessità di rilassarsi e vivere serenamente la vita e l’attività sportiva dando un freno all’ansia

Imperdibile per tutte le appassionate di nuoto e non solo, Sarah Sarà, è la storia di una bambina che ama nuotare ma sin dalla nascita è fortemente danneggiata a una gamba a causa di un incidente. La sua determinazione e il suo talento insieme all’aiuto di due personaggi, un allenatore e un bambino, anch’essi considerati fuori dai canoni della norma comune e dagli schemi, la porteranno a superare ogni barriera e ad abbattere ogni stereotipo sia sociale (quando vincerà le gare contro le sue coetanee) che di genere (quando nella Capri-Napoli supererà gli uomini). Come Sara così farà l’adolescente nuotatrice omonima del film neozelandese Alex, la quale supererà la tragica morte del ragazzo e il bullismo di alcune sue compagne per vincere contro la sua insicurezza, coronando il sogno olimpico.

Non possiamo non emozionarci guardando queste storie che tramite lo sport ci raccontano la forza delle donne che ispira le giovani ragazze senza lo spirito eclatante e spettacolare hollywoodiano, ma parlando alla quotidianità del loro cuore ed educando alla cittadinanza attiva.

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Articolo di Gianmaria Di Silvestro

Diplomato all’istituto magistrale “Saffo” di Roseto Degli Abruzzi, si laurea in “Scienze della formazione primaria-Indirizzo scuola primaria” con specializzazione nel sostegno all’Università Degli studi Dell’Aquila. Inizia la sua carriera in cooperative sociali che si occupano di persone con disabilità e anziani. Lavora attualmente come maestro in ruolo di scuola primaria ed è membro della Commissione Pari Opportunità del comune di Giulianova.

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