Siena. Camollia: una passeggiata nella Storia

Quante sono le porte che si aprono sulle mura della città di Siena? Un tempo se ne contavano 39, oggi molte porte sono state tamponate, ma alcune di esse rappresentano tutt’ora le vie di accesso privilegiate alla città storica, cerchiata dalle mura. Suddividendo le otto porte principali attuali in base ai punti cardinali, troviamo Porta Romana, la prima porta per chi viene da Roma o da Sud, a Ovest poi sono presenti ben quattro porte: Porta Tufi, Porta San Marco, Porta Laterina e Porta di Fontebranda, a Est abbiamo quindi Porta Pispini e Porta Ovile e infine a Nord per chi viene da Firenze, troviamo Porta Camollia.  

Porta Camollia

Proprio la sua posizione ha da sempre fatto di Porta Camollia la prima linea di difesa dalle possibili incursioni della rivale storica Firenze. Questa porta è una delle più antiche di Siena; le sue origini risalgono al 1082, ma la struttura della porta attuale è frutto di una ricostruzione del XVII secolo.

La ricostruzione avviene in seguito alla distruzione della precedente Porta Camollia a opera delle truppe di Carlo V, alleato del Ducato di Firenze, che stringe Siena in un lungo assedio. Durante l’accerchiamento durato dal 1552 al 1559, gli abitanti si difendono con coraggio dagli attacchi continui di spagnoli e fiorentini. La cittadinanza senese resiste di fatto per otto lunghi mesi alle armate nemiche, anche dopo che l’esercito era stato sconfitto.   

La presa di Siena di Giorgio Vasari

Tra gli atti di coraggio spicca la difesa del fortino da parte delle donne senesi: qui, una milizia formata da 3.000 donne, si schiera a difesa dei valori della Repubblica e della libertà dalla tirannia. Le rovine dell’antico fortino si trovano a soli 150 metri di distanza dall’odierna Porta Camollia.  

Mappa della distanza tra Porta Camollia e Fortino delle donne senesi

Purtroppo, le condizioni misere in cui versa attualmente l’edificio, mostrano tutto il logorio degli anni che, in maniera evidente, necessiterebbe di un recupero e di una rivalorizzazione, anche in ragione del valore storico oltre che ideale della struttura.  

Fortino delle donne senesi

La struttura fortificata, infatti, è stata eretta in seguito alla battaglia di Camollia del 1526, fra Siena e Firenze, durante la quale sono emerse alcune delle debolezze difensive delle mura cittadine. Il fortino delle donne senesi si trova in via Biagio di Montluc, il comandante francese a cui si deve questo appellativo.
Il nome “fortino delle donne senesi” si deve, infatti, a un elogio presente nei suoi Commentari, nel quale egli riconosce ed esalta la forza di queste donne che hanno contribuito alla temporanea ma strenua difesa della città assediata dalle truppe spagnole e fiorentine.

L’attuale porta Camollia, realizzata in base al disegno di Alessandro Casolani, si distingue visibilmente dalle altre sette principali porte senesi soprattutto per il suo carattere monumentale che la contraddistingue dalle altre porte, all’apparenza più massicce, ma meno eleganti. Su questa entrata svetta la scritta che oggi suona benevola e accogliente al turista: Cor Magis Tibi Sena Pandit (tradotto dal latino: Siena ti apre il suo grande cuore), ma che in realtà un tempo simboleggiava un certo assoggettamento della città ormai sottomessa al potere mediceo.

Camollia, oltre a essere il nome della porta, è anche il nome di un quartiere nord di Siena, ed è anche uno dei tre Terzi, insieme al Terzo di Città e al Terzo di San Martino. I Terzi sono le tre suddivisioni storiche di Siena comprese all’interno delle mura. Il Terzo di Camollia si snoda lungo tre vie principali, ovvero via Banchi di Sopra, via dei Montanini e via Camollia. Passeggiando per detto quartiere possiamo ammirare antiche chiese, palazzi signorili a fianco di edifici popolari, ristoranti tipici e alcuni parchi intitolati a donne. Come il parco Ipazia, il giardino Bruna Talluri e il parco Norma Cossetto. Quest’ultimo ospita al suo interno un’area giochi con attrezzature ludiche riservate ai minori sotto la supervisione di un genitore o un accompagnatore. Norma Cossetto (17 maggio 1920, Vižinada, Croazia-1943, Tinjan, Croazia) era una giovane studente istriana, vittima della violenza dei partigiani slavi nel 1943.

Per quanto riguarda l’etimologia del toponimo Camollia, alcune leggende medievali narrano di un tal Camillo legato alla leggenda fondativa di Roma dei due gemelli Romolo e Remo. Dopo che Romolo, fondatore e primo re di Roma, ebbe ucciso suo fratello Remo, decise di uccidere anche i due figli di questi, Senio e Aschio. Questi inviò a Siena due condottieri, Camillo e Montorio, per catturare i due fratelli e riportarli a Roma. In tempi più recenti lo storico Giovanni Antonio Pecci sosteneva che il toponimo Camollia derivava dal latino casa mulierum, casa delle donne, senza specificare se si riferisse a case di tolleranza o a monasteri femminili. Attualmente la tesi più accreditata è attribuibile agli studi di Giulia Mastrelli Anzillotti, la quale sostiene la derivazione del toponimo dal nome Camillius (o Camulleius) veterano legionario che aveva ottenuto, in seguito ai suoi servizi militari, una terra, che sarebbe in seguito stata denominata Camollia.

Poco prima dell’Antiporto di Camollia (una porta fortificata che fungeva un tempo da bastione di difesa esterna alle mura), una colonna è stata posta a ricordo dell’incontro avvenuto il 24 febbraio 1452 tra i futuri coniugi: l’imperatore del Sacro Romano Impero Federico III d’Austria ed Eleonora del Portogallo. L’incontro è stato celebrato anche da un affresco del Pinturicchio nella Cattedrale di Siena. In zona Camollia sono presenti due vie intitolate a donne, via Santa Petronilla e via Baldovina Vestri. Petronilla è una santa, la cui storia di martire è così antica da far sì che le uniche tracce della sua storia, la scritta Petronella Mar, siano a noi giunte attraverso il più antico affresco della cristianità: l’affresco presente della basilica sotterranea della catacomba di Domitilla a Roma, risalente al IV secolo.

La storia di Baldovina Vestri (Siena, 24 febbraio 1840–Siena, 5 dicembre 1931), è invece più recente; Baldovina conobbe Garibaldi nel 1867 in occasione del suo arrivo a Siena e decise di unirsi alla causa dei garibaldini, partecipando alla battaglia di Mentana nella quale si adoperò in più attività, tra le quali la ricarica dei fucili e l’assistenza ai compagni feriti. È presente anche durante la presa di Roma nel 1870. In quel frangente incontra molti altri patrioti del Risorgimento, e successivamente si reca a Londra dove ha modo di conoscere di persona Giuseppe Mazzini. Sul finire dell’Ottocento si dedica all’assistenza dei poveri, degli orfani e delle vedove di guerra. Baldovina Vestri è attiva, infine, durante la Prima Guerra Mondiale per assistere i poveri e i figli dei combattenti.

Muore il 5 dicembre 1931; dei suoi funerali si fa carico l’Amministrazione Comunale e vi partecipa tutta Siena. Come da sua espressa richiesta viene sepolta nella zona denominata “Quadrilatero dei garibaldini” all’interno del cimitero del Laterino. Nella zona di Camollia troviamo in viale Armando Diaz l’area verde giardino Bruna Talluri e in piazza Giovanni Amendola il parco Norma Cossetto e l’area verde Ipazia. 

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Articolo di Luca Vichi

Laureando in competenze testuali con specializzazione in ambito geografico. Le sue passioni includono la divulgazione e la narrazione in ambito storico e geografico, il mondo dell’editoria e lo sviluppo e la progettazione di siti web didattici con implementazione di applicazioni GIS e dati geo-cartografici.

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