Omaggio a Maria de’ Medici a 380 anni dalla morte

Molto è già stato scritto circa Maria de’ Medici principessa di Toscana (figlia di Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria) e regina di Francia, della quale il prossimo 3 luglio ricorrono i 380 anni dalla morte. Per questo motivo in questo articolo mi piacerebbe raccontare di alcuni dettagli non sempre messi in luce dalle consuete biografie, spesso facilmente reperibili online. Maria (1575-1642) rimane orfana molto presto della madre e, in un secondo momento, del padre, e per questo si lega moltissimo alle sue sorelle.

Peter Paul Rubens, Maria de Medici da bambina

Nonostante le difficoltà e la solitudine durante l’infanzia, si dimostra sicuramente una figura politica femminile di rilievo del suo periodo storico, che sin da bambina ha sempre preso molto seriamente il suo ruolo di “donna di potere” e che ha sempre dimostrato una straordinaria forza d’animo. A testimonianza di ciò trovo molto interessante osservare alcune fonti storiche che hanno contribuito alla ricostruzione della sua biografia, prima tra tutte la corrispondenza tra lei e sua sorella maggiore Leonora, andata in sposa al Duca di Mantova. Dal rapporto epistolare con la sorella ormai lontana emerge un caloroso affetto tra le due e il desiderio costante di supportarsi di fronte alle difficoltà e alle sfide che le loro vite di volta in volta si trovano ad affrontare. 

Tra le numerose lettere, la più suggestiva ed esemplificativa della resilienza di Maria de’ Medici è senza dubbio l’epistola inviata a Leonora che, preoccupata e infastidita dalla sua prima gravidanza, le consiglia di non sposarsi mai e di farsi piuttosto suora, e alla quale Maria, che nel 1585 ha soli dieci anni, risponde con queste parole:

«Ser.ma Sig.ra sorella et mia Sig.ra oss.ma
Hora si che V.A. Ser.ma ha dato il colmo alla consolatione ch’io sento della sua gravidanza venendone certificata non solamente per sue lettere ma ancora, perdonim’ella, per li accidenti che sente, i quali se bene per amor suo, mi danno qualche risentimento, non di meno mi conforto in Dio che presto havran fine oltre che l’A.V. può star’allegra facendo conjettura che’ quei travagli et disgusti che soglion dare i figli alle madri mentre son fanciulli et giovani il suo bambino gliene dia di presente, riserbando per all’hora a darle maggior certezze. Quanto al consiglio che V.A. mi da di farmi monaca per non gustare frutti così amari, le rispondo che un buon giudice non può dar giusta et buona sentenza se prima che non ha ben visto e’ termini della causa. Però l’A.V. aspetti d’aver partorito et dopo che harà gustato per qualche tempo i contenti che recano i figli, all’hora per avventura apprenderò i suoi consigli. Et con questo prego V.A. a farmi raccomandata alla Ser.ma Sig.ra Zia, al Sig.r Principe et a se stessa et da Dio le prego ogni contento. Di Fiorenza il di 9 di dicembre 85. Di V.A. Ser.ma, aff.ma sorella et servitrice. Maria Medici».

Peter Paul Rubens, ciclo Maria de Medici
L’educazione della Regina

Una bambina di dieci anni che consola e supporta la sorella di diciotto con una notevole fermezza. Già nel 1585 pertanto è ben chiaro chi sarebbe diventata Maria de’ Medici. Il suo titolo di principessa di Toscana fa sì che il suo matrimonio sia ovviamente negoziato e calcolato attentamente. Così dopo numerose valutazioni, suo zio Ferdinando I decide di darla in moglie ad Enrico IV, re di Francia. Circa la scelta francese è stato scritto molto e in linea generale si pensa che sia stata senza dubbio una decisione economica. La Francia è infatti in debito con i banchieri fiorentini di una cifra spaventosa. Questa unione avrebbe in qualche modo incentivato la restituzione dei soldi e avrebbe sicuramente dato prestigio al casato mediceo, che in questo modo avrebbe annoverato ben due regine di Francia: la celebre Caterina de’ Medici e Maria.

La vita in Francia non deve essere stata semplice, ma secondo le fonti Maria ha saputo gestire in maniera impeccabile ogni situazione, a partire dal suo rapporto con il marito. Enrico IV infatti è noto per le sue numerose amanti e alcune fonti biografiche raccontano di numerosi liti con la moglie a questo proposito. Maria ha sempre cercato di farsi rispettare e questa sicuramente è una delle caratteristiche che devono piacere di più a suo marito che con ogni probabilità le riserva stima e affetto, a tal punto che le concede nel 1610 di essere incoronata a tutti gli effetti regina di Francia. La morte improvvisa del re, assassinato qualche mese dopo, ha fatto spesso pensare ad un coinvolgimento di Maria, soprattutto le voci che credevano alla “leggenda nera dei Medici”, secondo cui alcune donne del casato, e in particolare Caterina de’ Medici avessero familiarità con veleni e pozioni. In realtà ad oggi si tende ad escludere il coinvolgimento di Maria nella morte del marito, ma è sempre interessante notare come nel corso dei secoli le donne più carismatiche e di carattere forte siano state sempre sospettate o accusate di alcune stregonerie, come se si credesse inaccettabile che una donna potesse svolgere ruoli politici e di potere senza il marito e/o senza essere considerata una strega o un’assassina.

Peter Paul Rubens, L’incoronazione della regina all’abbazia di Saint-Denis

In ogni caso nel 1610 Maria si trova ad assurgere al ruolo di reggente del giovane figlio primogenito Luigi (in seguito Luigi XIII) e ad affrontare non poche tempeste politiche. In questo periodo è a mio parere interessante notare come Maria, educata sin da piccolissima alla letteratura, alla musica e all’arte in una città simbolo quale Firenze e da una corte quale quella medicea, sia riuscita a creare intorno a sé una cerchia di letterati e artisti. Di grande interesse in questo senso è sicuramente la biografia per immagini commissionata dalla stessa regina al celebre pittore Rubens tra il 1612 e il 1622. La serie pittorica risulta essere una rara testimonianza di dipinti dedicati interamente a una donna di potere; i quadri infatti ripercorrono l’intera vita di Maria celebrandola, sia come regina che come donna. La vie de Marie de Médici di Rubens è oggi visitabile a Parigi, presso il Palazzo di Lussemburgo, antica residenza della regina. Ad ogni modo Maria ha sempre dimostrato durante tutta la sua vita un grande senso del dovere e una notevole forza d’animo, e anche se alla fine il suo ruolo politico viene meno, e con il tempo viene allontanata definitivamente dalla corte francese con il subentrare di Luigi XIII, non possiamo non ricordare e celebrare una figura storica femminile quale quella di Maria de’ Medici, morta a Colonia il 3 luglio 1642.

In copertina: firma di Maria de’ Medici.

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Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!

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