Bucura Dumbravă

Fosse stata un uccello avrebbe volato sempre alto Bucura Dumbravă!

Nota con questo pseudonimo, Ștefania “Fanny” Szekulics,Szekulicz o Seculici nasce a Bratislava il 28 dicembre 1868. È una romanziera rumena di origine ungherese, promotrice culturale, escursionista e teosofa. Scrive principalmente in tedesco, la lingua di sua madre, storie romantiche sulle leggendarie imprese degli eroi hajduk, cioè i guerriglieri che lottavano per la libertà dall’Impero ottomano, storie che la portano al successo commerciale sia nell’Europa di lingua tedesca sia in Romania. Da subito viene sostenuta dalla regina consorte del re Carlo I di Romania, Elisabetta di Wied, ella stessa scrittrice con lo pseudonimo di Carmen Sylva.

Libro di Bucura Dumbravă

Dumbravă promuove molte cause ed è coinvolta in diversi progetti culturali, ma è principalmente ricordata per la sua attività nella promozione del turismo e dell’ambientalismo in Romania poiché è un’appassionata viaggiatrice e alpinista: fonda, infatti, alcuni dei primi club escursionistici del Paese, e scrive la sua prima opera in lingua rumena, Il libro delle montagne (Bucarest, 1920), che è un insieme poetico di consigli per organizzare e condurre escursioni, a cui unisce le sue personali note di viaggio. La sua scrittura di viaggio rimane uno standard nella letteratura rumena, anche se il lavoro di romanziera è stato dimenticato. Promuove l’inclusione delle donne nella massoneria rumena, della quale molto probabilmente faceva parte suo padre. I saggi scritti in età più adulta si concentrano su soggetti spiritualisti e, come discepola di Jiddu Krishnamurti, ne pubblica Holy Clocks (Bucarest, 1921) e successivamente traduce il suo libro Ai piedi del maestro (1924). Nel 1925 fonda la Loggia teosofica in Romania, che presiede fino alla morte; è anche membro della loggia massonica “Stella d’Oriente”. Per i suoi molteplici meriti, le è stata conferita la Medaglia Bene Merenti.

Muore a causa della malaria in un ospedale di Port Said il 26 gennaio 1926 durante il suo viaggio di ritorno dal Raj britannico, dove aveva partecipato alla Conferenza Teosofica ad Adyar. Nel 1927 sono uscite l’opera postuma Sulle strade dell’India e Lettere. Con il suo soprannome è stata chiamata la vetta della Deviazione (ora vetta di Dumbravă) nei monti Bucegi in Romania, dove si recava ogni anno in primavera.

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Articolo di Virginia Mariani

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Docente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale Riforma; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

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