Una storia olimpica. Tra le due guerre mondiali

L’imperversare della Prima guerra mondiale non consente lo svolgimento dei Giochi nella loro sesta edizione moderna, pertanto Berlino 1916 viene annullata. Si deve aspettare il 1920 per rivedere le sportive scendere in campo.

Le Olimpiadi di Anversa accolgono per la prima volta le atlete in forma ufficiale, anche se in poche specialità; sono comunque solo 77 le donne su 2561 presenze totali. Gareggiano nei tuffi (18 partecipanti), nel nuoto (24), nel pattinaggio (12) e nel tennis (23) nelle loro categorie dedicate. A Parigi 1924 partecipano 135 sportive, quasi il doppio rispetto all’edizione precedente. I Giochi dell’ottava edizione si aprono inoltre alla scherma, in particolar modo al fioretto femminile, mentre il tiro con l’arco viene nuovamente escluso dalle gare in programma.

Sulla sinistra, Ellen Osiier

La prima donna a vincere nel fioretto è Ellen Osiier (1890-962) per la Danimarca. L’atleta vince tutte e sedici le sfide in programma e si impone davanti all’inglese Gladys Davis (1893-1965) e alla danese Grete Heckscher (1901-1987).
I Giochi della nona Olimpiade si svolgono ad Amsterdam nel 1928. Da quell’anno le donne hanno la possibilità di competere anche nelle gare di atletica e ginnastica artistica. La partecipazione olimpica aumenta in modo considerevole e finalmente raggiunge il 10%: 290 donne su un totale di 2883 partecipanti.
Le prime vincitrici nell’atletica sono l’americana Betty Robinson (1911-1999) nei 100 metri e la tedesca Lina Radke (1903-1983) negli 800 metri. Betty Robinson si aggiudica pure l’argento nella staffetta 4×100 insieme alle sue compagne di squadra statunitensi, ma la vittoria in questa categoria è delle canadesi Myrtle Cook, Ethel Smith, Bobbie Rosenfield e Jane Bell.
Primeggia il Canada anche nel salto in alto: è infatti Ethel Catherwood (1908-987) la prima medaglia d’oro nella storia di questa specialità, con primato personale di 1.60 metri.
Nel lancio del disco emerge Halina Konopacka (1900-1989): è la prima polacca della storia a vincere le Olimpiadi. Inoltre è la prima vincitrice di una medaglia d’oro nell’atletica in ordine di tempo; la medaglia le viene, infatti, consegnata il 31 luglio, prima delle altre competizioni femminili.
La ginnastica artistica nel 1928 prevede la sola categoria all-around a squadre. Durante la gara si afferma l’Olanda grazie alle atlete Estella Agsteribbe, Jacomina van den Berg, Alida van den Bos, Petronella Burgerhof, Elka de Levie, Helena Nordheim, Ans Polak, Petronella van Randwijk, Hendrika van Rumt, Jud Simons, Jacoba Stelma, Anna van der Vegt. Alla nazionale italiana femminile va l’argento ed è la prima medaglia femminile per l’Italia; la squadra è composta da Bianca Ambrosetti, Lavinia Gianoni, Luigina Giavotti, Virginia Giorgi, Germana Malabarba, Clara Marangoni, Luigina Perversi, Diana Pissavini, Luisa Tanzini, Carolina Tronconi, Ines Vercesi, Rita Vittadini. La squadra delle ginnaste italiane ad Amsterdam è conosciuta come la squadra delle “piccole ginnaste di Pavia” perché provengono tutte dalla zona del Pavese. Tra loro si ricorda Luigina Giavotti (1916-1976) che a soli 11 anni e 301 giorni è la più giovane italiana partecipante ai Giochi e la più giovane vincitrice di medaglia del nostro Paese.

La decima edizione si svolge a Los Angeles, Stati Uniti, nel 1932. Il numero di partecipanti scende in assoluto vista la distanza per gli atleti e le atlete europee, ma il dato interessante è che la percentuale di partecipazione femminile rimane costante al 10%, proprio come nel 1928: su 1332 totali, infatti, 126 sono presenze femminili.
In questa edizione vengono aggiunte le specialità del lancio del giavellotto e della corsa a ostacoli.

Babe Didrikson

Una vera protagonista è Babe Didrikson (1911-1956) che riceve il pass olimpico per ben cinque discipline, tuttavia è costretta a scegliere solo tre specialità, perché secondo il regolamento dell’epoca alle donne non è concesso partecipare in più di tre categorie. Babe sceglie di competere nella corsa a ostacoli, nel lancio del giavellotto e nel salto in alto. I risultati sono straordinari: vince con record olimpico gli 80 metri a ostacoli, ottiene l’oro nel giavellotto e un argento nel salto in alto, sfiorando il record con 1.65 metri. In realtà si racconta che abbia vinto anche nel salto in alto, ma che alla fine a causa di una modalità di salto ritenuta non regolamentare sia passata al secondo posto. In questo modo l’atleta statunitense è la prima donna a vincere tre medaglie olimpiche in tre specialità differenti. Insomma, una vera sportiva a 360 gradi. Sin da piccola ha avuto nel cuore solo lo sport, praticando tutte le specialità dell’atletica leggera, per poi passare al baseball, al basket e al golf.
In ogni disciplina ha avuto successi, infatti gli Stati Uniti la inseriscono con orgoglio nella Hall of Fame della International Association of Athletics Federations, nella National Women’s Hall of Fame e nella Colorado Women’s Hall of Fame.

Helene Madison

Un’altra protagonista di questa edizione è l’americana Helene Madison (1913-1970) che conquista ben tre medaglie d’oro nel nuoto, rispettivamente nei 100, nei 400 metri e nella staffetta 4×100 e ottiene un record del mondo. Sono 331 le atlete che prendono parte ai Giochi di Berlino nel 1936, in una Germania in pieno regime nazista. Numerose sono le sportive tedesche a vincere, tra cui si ricordano le ginnaste Trudi Meyer (1914-1999) e Anita Bärwirth (1918-1994), vincitrici individuali rispettivamente nell’all-around e nel volteggio. Nel nuoto spicca la figura della danese Inge Sørensen (1924-2011), la più giovane vincitrice di una competizione olimpica individuale sino a oggi. Vince, infatti, la medaglia di bronzo nei 200 metri rana a soli 12 anni e 24 giorni.

Ma i suoi successi non terminano qui: tra il 1936 e il 1944 trionfa in nove campionati danesi, due campionati nordici e un campionato europeo. Infine, batte anche i record mondiali dei 400 e 500 metri rana ed è ricordata per essere la prima nuotatrice sotto i 3 minuti nei 200 rana. A Londra nel 1938 è oro nei campionati europei, sempre nei 200 rana.
Nei tuffi a Berlino trionfa Marjorie Gestring (1922-1992), una delle più giovani statunitensi a vincere una medaglia d’oro olimpica. A soli 13 anni, infatti, arriva sul primo gradino del podio nella specialità del trampolino da 3 metri. Vincitrice del titolo americano nella specialità del trampolino nel 1940, purtroppo la sua ascesa sportiva si interrompe a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale che porta alla cancellazione delle Olimpiadi per due edizioni. Prova nuovamente a qualificarsi per i giochi di Londra del 1948, senza successo.

Betty Robinson

Tuttavia una grande figura dell’undicesima edizione olimpica è nuovamente Betty Robinson (1911-1999), già oro nell’atletica nei 100 metri ad Amsterdam. Robinson infatti, dopo aver saltato a causa di un grave incidente e sette mesi di coma l’edizione di Los Angeles 1932 e nonostante il parere contrario dei medici, riesce inaspettatamente a qualificarsi per Berlino, dove vince insieme alla squadra statunitense l’oro nella staffetta 4×100, imponendosi sulle tedesche che ottengono l’argento.
Durante il periodo della guerra sono cinque le medaglie d’oro olimpiche che perdono la vita: si tratta di Estella Agsteribbe, Helena Nordheim, Anna Dresda-Polak, Jud Simons della squadra olandese oro nella ginnastica ad Amsterdam 1928 e della tedesca Dorothea Köring, oro nel tennis nel 1912.

In copertina: donne nell’allenamento per le Olimpiadi di Anversa.

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Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!

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