Nell’ambito del XII Convegno nazionale di Tf a Caserta, Sulle vie della legalità, il sabato 21 ottobre 2023 si è tenuta una Tavola rotonda sul tema Donne politica e potere nella dimensione locale. È stato coordinato da Nadia Marra, architetta ed esponente politica casertana.

Questa la sua relazione introduttiva:
«Le donne per accedere alla politica, e quindi al potere, hanno un confine da superare che è quello che separa la sfera privata dalla sfera pubblica (la vita privata dalla vita pubblica).
Tale passaggio è caratterizzato dal raggiungimento della legittimazione affiancata alla necessità di mantenere reputazione e onorabilità. La legittimazione a stare nella vita pubblica (scontata per gli uomini) presuppone per le donne l’oltrepassare quelle resistenze culturali che relegano le donne alla vita privata/domestica. Inoltre, reputazione e onorabilità diventano condizioni necessarie che permettono l’accesso al potere.
Si pensi all’accesso al voto delle donne quando – acquisito il diritto, dopo anni e anni di rivendicazioni – inizialmente le prostitute non potevano votare.
Con l’accesso al voto è avvenuto per le donne l’accesso alla politica.

L’impossibilità di votare per le donne era legato al diritto di proprietà e di eredità, per secoli negato alle donne, e pertanto per le donne fu necessario istruirle e invogliarle a votare, tanto che Noi Donne periodico dell’Udi, associazione Unione donne in Italia, dedicò nel marzo 1946 un foglio speciale – per la prima volta delle donne al voto – dove ci fu la necessità di convincere le donne a votare e anche spiegare le ragioni per cui farlo. Questo veniva fatto attraverso delle vignette che spiegavano come votare e le ragioni perché votare.


E quindi venendo a oggi, ci si chiede se c’è ancora tra le nuove generazioni di donne quello spirito che animò le donne alle prime conquiste e alle successive lotte e se c’è la volontà di starci e di contribuire a cambiare le cose.
Di stare quindi in politica e di esercitare il potere.
Il potere che è sì essere leader, essere capo, impartire comandi, ma la definizione di potere che la docente di pensiero politico e questione femminile Fiorenza Taricone dava nell’incontro online dal titolo Donne Potere Denaro del 28 aprile 2021 dell’associazione Alef (Associazione leadership e empowerment femminile) è che ‘il potere è la capacità o la possibilità di produrre effetti (ovviamente attraverso azioni)’. Quindi le donne oggi vogliono attraverso i ruoli di potere produrre effetti? Cioè esercitare il potere? Il potere a cui gli uomini sono abituati esige conflittualità e rischio, ma anche concretezza.
C’è poi una differenza ancora da rimarcare nel potere e nelle istituzioni, purtroppo, tra le donne del sud e quelle del nord dove l’emancipazione è una delle caratteristiche che ancora divide le donne del sud da quelle del nord. “Le donne meridionali” è una delle questioni all’interno della “questione meridionale” che vede le donne del sud sempre più arretrate nelle condizioni rispetto a quelle del nord.
E così la questione delle donne meridionali ritorna, oggi come nel dopoguerra, dove dalle pagine della rivista Noi Donne del 1949 venivano dedicati degli speciali alla questione meridionale e alle condizioni delle donne del sud. E si affermava che le donne (tutte) andavano in aiuto alle donne meridionali per risollevarle dalla loro condizione di arretratezza, come diceva Maria Antonietta Macciocchi che fu membro del parlamento italiano nel suo articolo dal titolo Mezzogiorno, che passione! Ed è quello che potremmo affermare ugualmente oggi.

Poi altri numeri erano dedicati alla questione meridionale e al fallimento delle classi dirigenti che fanno del sud un “Sud infelice”, dove ogni emergenza rende la situazione ancora più drammatica. E dove le donne vivono ancora in molti casi – specie quelle più formate e di cultura – quella che veniva definita la “coscienza infelice”, che vede il distacco tra la propria coscienza e la propria condizione, e che quindi vede la necessità di declinare la “forza delle donne” in un ambiente sociale e culturale ancora ostile all’emancipazione. Così come affermava Livia Turco nell’incontro Dalle Donne la forza delle Donne del 15 marzo 2022, organizzato dal Centro Riforma dello Stato della Toscana. Coscienza infelice che è anche la causa di tanta emigrazione da sud verso nord. E quindi ora come allora, nel dopoguerra come oggi, prima e ancor di più dopo la pandemia, il Mezzogiorno invoca la sua Rinascita, dove le donne vogliono essere protagoniste appassionate e combattive.
E per fare questo le donne comprendono che devono unirsi agli uomini, e come diceva Amendola nel suo articolo Rinascita del Mezzogiorno, sempre su Noi Donne, «Le donne riconfermeranno e rafforzeranno la loro volontà a essere in questa lotta non dalla coda ma alla testa spalla a spalla con i loro uomini».

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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. È vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti. Collabora con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea.
