Crediamo sia sempre argomento di attualità la necessità di intitolare vie, piazze, aree verdi a figure femminili, a donne meritevoli, anche in Slovenia: presso la Kosovelova knjižnica Sežana – Biblioteca Kosovel di Sežana, giovedì 2 aprile è stata inaugurata la mostra fotografica sulla toponomastica femminile della Slovenia. Si tratta della mostra realizzata nel 2015, inaugurata per la prima volta nella Sala Peterlin a Trieste, poi presentata successivamente in più centri culturali del capoluogo friulano, tra i quali gli spazi accoglienti del Teatro Stabile Sloveno. La mostra è stata presentata anche nella Biblioteca Šiška di Ljubljana.
In seguito all’iniziativa realizzata nel 2015, grazie alla collaborazione dell’associazione Toponomastica femminile, insieme a tanti volontari e volontarie, con il prezioso sostegno e contributo della Fondazione Libero e Zora Polojaz, si è contribuito all’intitolazione di un’area verde, nel rione di San Giacomo a Trieste, a un’illustre donna slovena, Marija Bernetič (Trieste, 1902–1993), un’attivista antifascista e politica italiana di origine slovena, militante del Partito comunista fin dagli anni Venti, che svolse attività clandestina contro il regime fascista, subendo arresti e anni di carcere. Dopo la caduta del fascismo, Marija Bernetič partecipò alla Resistenza e collaborò all’organizzazione delle unità partigiane tra Italia e Slovenia. Nel dopoguerra fu attiva nella politica triestina, venendo eletta al Consiglio comunale e successivamente alla Camera dei Deputati, impegnandosi anche nelle associazioni partigiane e antifasciste.

Abbiamo riproposto, quindi, la mostra a Sežana, presso la biblioteca Kosovel. L’evento è iniziato con l’introduzione e il saluto di Marko Matičetov, direttore della Kosovelova knjižnica Sežana-Biblioteca Kosovel, a cui siamo molto grate per l’eccellente collaborazione e organizzazione. Di seguito è intervenuto anche il Sindaco di Sežana Andrej Sila, che ha espresso parole di ringraziamento e di sostegno all’iniziativa, relativamente alla mostra e all’intitolazione di una via a Sežana alla traduttrice Jolka Milič. A nome della Fondazione Libero e Zora Polojaz, la direttrice della Fondazione stessa, Neža Kravos, ha sottolineato nel suo intervento l’importanza della valorizzazione di donne meritevoli slovene e il proprio punto di vista di giovane donna impegnata.

Vi sono stati poi gli interventi di Maria Pia Ercolini, presidente Tf, tradotto in lingua slovena da Elena Cerkvenič, e di Marija Pirjevec sul ruolo delle donne e sulla toponomastica femminile a Trieste e non solo. Marija Pirjevec, già docente di lingua e letteratura slovena presso l’Università di Trieste, ha sottolineato, in particolare, il merito di Jolka Milič, poiché, tra le tantissime traduzioni da lei realizzate, risulta essere preziosissimo il suo lavoro di traduzione delle poesie di Srečko Kosovel, pubblicate nel 1972 nel libro Poesie di velluto e Integrali. L’uscita di questo libro a Trieste e in Italia, afferma Marija Pirjevec, «è stato fondamentale, poiché è stato letto e apprezzato da intellettuali sia triestini sia italiani, che hanno incominciato a interessarsi alla letteratura slovena e all’opera dello stesso Kosovel proprio grazie alla lettura delle sue poesie nella traduzione di Jolka Milič».

Vilma Colja ha raccontato come è nata l’iniziativa, nell’ambito del Gruppo di Studio Krožiišče di Sežana, di intitolare una delle vie della cittadina a Jolka Milič. Vilma Colja ha conosciuto Jolka Milič più di 40 anni fa agli eventi culturali che avevano luogo nella Biblioteca Kosovel. Si è sviluppata tra loro una bella amicizia, che è stata più significativa negli ultimi dieci anni della vita di Jolka, quando andava a trovarla sempre più spesso, si scrivevano e si scambiavano foto. Le conversazioni con Jolka Milič erano preziose, interessanti, istruttive, spiritose, critiche e personali. È capitato a Vilma di sentir dire da Jolka, una volta o forse anche due, che forse, dopo la sua morte, sarebbe stata intitolata a lei una via a Sežana «magari questa piccola dietro alla nostra casa». Vilma intese questo non proprio come un desiderio, bensì ironicamente. Era il suo atteggiamento critico rispetto alla considerazione delle donne in generale e alla valorizzazione del loro lavoro. Le parole di Jolka, sull’intitolazione di una via a Sežana a lei stessa, sono venute in mente a Vilma, mentre stava pensando come procedere per far affiggere una targa commemorativa a Jolka Milič e a suo marito Ivan Janez Varl. Nell’aprile 2024 Vilma presentò la sua idea in una riunione del Gruppo di Studio Krožiišče. Decisero subito di chiedere il consenso a Jeanne, la figlia di Jolka, e di chiedere la collaborazione alla Biblioteca Kosovel di Sežana, poiché la biblioteca era la “seconda casa” di Jolka. Jeanne acconsentì. L’idea venne accolta con entusiasmo anche in biblioteca, non solo, ma vennero aggiunte ulteriori idee, quali la sistemazione del parco con panchine colorate, una libreria e un monumento. Nel giugno 2024 si svolse un colloquio con il sindaco Andrej Sila, il quale si dichiarò subito d’accordo.

Jolka Milič è stata un’eccellente letterata, traduttrice, poeta, pubblicista e critica letteraria, una lavoratrice instancabile nel campo della cultura. Ha sempre svolto con sensibilità e coraggio il ruolo di mediatrice tra le culture slovena e italiana. È nata nel 1926 a Sežana (Slovenia), dove ha vissuto e lavorato per tutta la vita fino alla morte nel 2021. Nota soprattutto per il suo lavoro di traduzione poetica tra italiano e sloveno, nel corso della sua carriera ha tradotto più di settanta libri, contribuendo in modo significativo allo scambio culturale tra le letterature dei due Paesi. Oltre alle traduzioni, ha pubblicato articoli letterari, presentazioni di poete e poeti stranieri — in particolare italiani — e racconti per l’infanzia. Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Kosovel nel 1999 e l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella della Solidarietà italiana conferitale nel 2005 dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Presentando la mostra, dopo più di dieci anni dalla prima inaugurazione, nella Biblioteca Kosovel di Sežana, ci si è proposte di porre l’attenzione sulla necessità di intitolare vie, piazze, aree verdi a donne slovene meritevoli al fine di correggere la storica sottorappresentazione delle donne nella toponomastica.

Nello spazio pubblico sloveno le intitolazioni femminili sono ancora fortemente in minoranza. Questa mostra non vuole essere soltanto una panoramica di una selezione di vie esistenti che portano il nome di donne slovene meritevoli, ma è un appello alla trasformazione attiva del paesaggio urbano, in modo che rifletta l’uguaglianza e il contributo delle donne alla società. «Intitolare le vie alle donne non è solo una questione di giustizia storica, ma significa costruire una coscienza collettiva e modelli di ruolo per le generazioni future», sottolineano le organizzatrici. «Le donne slovene hanno contribuito in modo significativo alla creazione della nostra storia ed è ora che ottengano il loro meritato riconoscimento sulla mappa delle nostre città». La mostra presenta fotografie di vie intitolate a donne in diverse città della Slovenia e vuole, nel contempo, stimolare il dibattito su nuove intitolazioni femminili.
È nostra intenzione valutare assieme all’associazione Toponomastica femminile di continuare nei prossimi mesi con il nostro impegno.
L’organizzazione dell’evento è stato curato dalla Kosovelova knjižnica Sežana e dalla Fondazione Libero e Zora Polojaz. Il coordinamento è stato a cura di Elena Cerkvenič, promotrice culturale.
L’organizzazione dell’evento è stato curato dalla Kosovelova knjižnica Sežana e dalla Fondazione Libero e Zora Polojaz. Il coordinamento è stato a cura di Elena Cerkvenič, promotrice culturale.
Ringraziamo le autrici dell’articolo: Elena Cerkvenič e Neža Kravos.
In copertina: mostra Meta Bajc.
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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, già docente di filosofia/scienze umane e consigliera di parità provinciale, tiene corsi di formazione, in particolare sui temi delle politiche di genere. Giornalista pubblicista, è vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile e caporedattrice della rivista online Vitamine vaganti.
