A Londra, sulle orme delle suffragette. Parte terza 

La nostra terza passeggiata londinese parte dal British Museum, il cui ingresso è gratuito. Qui vi consiglio di recarvi nella stanza delle monete (n. 68) sita al primo piano dell’edificio, dove potete trovare la moneta da un penny coniata illegalmente dalla Wspu con la scritta «Votes for Women», nota come “Suffragette Penny.” L’idea era che queste monete circolassero e funzionassero come oggetto di propaganda. 
Il British ha nella sua collezione anche altri oggetti legati al movimento per il suffragio, che purtroppo non sono in esposizione, fra cui: una moneta da cinquanta pence del 2003 che commemora i 100 anni dalla fondazione della Wspu, un badge con la scritta «Votes for Women. Wspu» e una medaglia per lo sciopero della fame.  

Moneta commemorativa per i 100 anni dalla nascita della Wspu 
“Suffragette penny”
Badge “Votes for Women”

Negli archivi del museo c’è inoltre una litografia dell’artista Theodore Blake Wirgman che raffigura Boudicca con una bandiera con scritto «Votes for women». L’immagine riprende la scultura di Boudicca e le sue figlie sita all’inizio del Westminster Bridge dal lato di Westminster. Tra le diverse versioni della storia di Boudicca, riportiamo quella riferita da Charlotte, la guida del tour di Westminster. Boudicca era la moglie del re degli Iceni, una tribù che viveva nell’Inghilterra orientale. Alla morte del sovrano, circa nel 60 d.C, Boudicca gli successe al trono, dal momento che i costumi celtici prevedevano l’uguaglianza fra i sessi. I Romani non riconobbero l’autorità della nuova regina e stuprarono lei e le sue due figlie. Boudicca allora, con il supporto delle altre tribù celtiche, guidò una battaglia contro gli invasori nonostante l’evidente squilibrio di forze e morì in battaglia. 
La scultura all’inizio del ponte fu commissionata da re Alberto per la moglie, la regina Vittoria, ma entrambi morirono prima dell’inaugurazione avvenuta nel 1902.  

Litografia con Boudicca suffragetta
Statua di Boudicca e le sue figlie

A meno di un quarto d’ora di cammino dalle statue di Boudicca, Emmeline e Christabel Pankhurst e Millicent Fawcett si trova il Suffragette Memorial, realizzato dalla scultrice inglese Lorne McKean e dal marito Edwin Russel. La scultura, a forma di pergamena, vista di lato rappresenta una “S” e frontalmente riporta la seguente incisione: «This tribute is erected by the Suffragette Fellowship to commemorate the courage and perseverance of all those men and women who in the long struggle for votes for women selflessly braved derision, opposition and ostracism, many enduring physical violence and suffering» («Questo tributo è eretto dalla Suffragette Fellowship per commemorare il coraggio e la perseveranza di tutti quegli uomini e quelle donne che nella lunga lotta per il voto alle donne hanno altruisticamente affrontato derisione, opposizione e ostracismo, molti subendo violenze e maltrattamenti»). Sul retro invece si possono osservare due incisioni che raffigurano la spilla Holloway e la prigione stessa stilizzata. 

Suffragette Memorial di Lorne McKean e Edwin Russell, fronte
Suffragette Memorial di Lorne McKean e Edwin Russell, retro

All’inaugurazione, avvenuta nel 1970, parteciparono anche Leonora Cohen, Lilian Lenton (la suffragetta che Leonora aveva aiutato a scappare) e Grace Roe, membro della Wspu. Quattro anni più tardi, nel 1974, la centenaria Leonora Cohen e Grace Roe apparvero sulla copertina della rivista Radio Times indossando le spille dello sciopero della fame e della reclusione a Holloway. 

Inaugurazione del Suffragette Memorial con Lilian Lenton e Grace Roe
Copertina di Radio Times del 1974 con Leonora Cohen (centro) e Grace Roe (destra)

Alla fine del 2024 l’organizzazione dei trasporti di Londra (Tfl) ha deciso di rinominare la vasta linea della Overground (la metropolitana che circola all’esterno), suddividendola in sei diverse linee e una è stata chiamata “Suffragette Line”. È stato spiegato che questa intitolazione rappresenta un omaggio alle suffragette tutte, ma in particolare all’East London Federation of Suffragettes (Elfs), nata da una costola della Wspu con lo scopo di concentrarsi sui diritti delle lavoratrici della zona Est di Londra. Qui trovate un delizioso video realizzato dalla Tfl per diffondere la notizia dell’intitolazione alla quale ha partecipato Helen Pankhurst, nipote di Sylvia e bisnipote di Emmeline. 

Attrice travestita da suffragetta a bordo della London Overground per l’inaugurazione del nuovo nome “Suffragette Line”

Segnalo un altro luogo che secondo me vale la pena visitare se passate per Londra e siete appassionate di storia delle donne: la London School of Economics and Political Science. Tre edifici sono infatti dedicati ad altrettante suffragette: Emmeline Pankhurst, Millicent Garrett Fawcett ed Emmeline-Pethick Lawrence. Proprio qui infatti si trovavano il quartier generale della Wspu e la London Opera House, dove si sono tenuti molti incontri per il suffragio. 

Edifici Pankhurst e Fawcett alla LSE
Targhe in memoria delle suffragette alla LSE

Dietro l’angolo rispetto a questi palazzi si trova anche la Women’s Library, «la più grande e antica biblioteca in Gran Bretagna dedicata alla storia delle campagne e dell’attivismo delle donne»; purtroppo non è aperta al pubblico ma ha un ricco catalogo online.

In chiusura vi consiglio la visione del film Suffragette, del 2015per la regia di Sarah Gavron.  

Nel film recitano Carey Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep e la storia è ispirata alle vicende della Wspu: le tre protagoniste infatti ricalcano alla lontana le biografie di Emmeline Pankhurst, Emily Davison e Edith Garrud. 

A questo link trovate una comoda mappa da aprire su Google Maps con cui andare alla scoperta di Londra e dell’Inghilterra sulle orme delle donne conosciute in questa serie di articoli. 

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Articolo di Giorgia Fabbris

Laureata presso la Sapienza Università di Roma in Scienze politiche e Relazioni internazionali con una tesi sull’evoluzione giurisprudenziale del crimine di stupro nel diritto internazionale, oggi studia International Studies all’Università Roma Tre. Al centro del suo percorso accademico i diritti delle donne nelle relazioni internazionali, con focus sul Sud globale.

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