Grace Drummond-Hay, aviatrice e reporter 

Dai celebri e rischiosi reportage a bordo dei giganti dell’aria, sola tra 60 uomini, fino ai comandi del suo personalissimo aeroplano e ufficio volante, all’attivismo per l’emancipazione femminile e alle corrispondenze di guerra: la straordinaria parabola di Grace Lethbridge tra record leggendari, conflitti e l’ingiusto oblio della storia. 
«A meno che non si venga lanciati sulla Luna, non si sia passeggeri per Marte o non si scali l’inviolato Monte Everest, non riesco a concepire un’emozione più grande di questo viaggio intorno al mondo attraverso l’aria. Sono piena di meraviglia». Sono queste parole di Grace Marguerite Lethbridge, poi col matrimonio Lady Grace Drummond-Hay, a rendere il senso della sua epica impresa: fu la prima donna a compiere il giro del mondo in volo, su un dirigibile (dopo aver raggiunto lo stesso primato per la prima traversata atlantica), unica di sesso femminile tra 60 uomini.
E lo fece non come passeggera ma come giornalista britannica, inviata dall’editore americano Hearst. 
Sebbene la sua fama sia legata all’epoca d’oro di questi pionieristici giganti dell’aria, che la resero celebre nel mondo agli inizi del Novecento, è però riduttivo confinare il ruolo di Lethbridge/Hammond Hay a questi storici voli, tutt’altro che privi di rischi. Preso il brevetto di aviatrice, infatti, colei che fu soprannominata Lady Zeppelin (dal nome del dirigibile) o Lady dell’aria, si fece costruire un aereo quadriposto che usava per seguire gli avvenimenti, dettando gli articoli alla sua segretaria mentre pilotava.  

Grace Marguerite Hay Drummond Hay nel 1925

Fu corrispondente di guerra, venne internata dai Giapponesi in un campo di prigionia e morì tre anni dopo la liberazione a New York. Aveva 51 anni. E il suo nome fu presto dimenticato insieme ai dirigibili e agli orrori della guerra. 
Grace Marguerite Lethbridge era nata a Liverpool, in Gran Bretagna, il 12 settembre 1894, figlia primogenita di Grace Emily Willis e Sidney Thomas Lethbridge. Nel 1920, all’età di 25 anni, sposò Sir Robert Hay Drummond-Hay, influente diplomatico britannico che aveva quasi 50 anni più di lei e quattro figli, tutti più anziani della matrigna. Quando nel 1925 Sir Robert morì, Lethbridge lasciò il mondo dorato dell’aristocrazia inglese e si stabilì a Londra, dove cominciò la carriera di giornalista per prestigiose testate. 

Alla fine degli anni Venti iniziò a scrivere stabilmente per gli Usa. La sua grande occasione arrivò nel 1928, quando salì a bordo del primo volo passeggeri civile di un dirigibile attraverso l’oceano Atlantico, firmando una serie di articoli sull’eroica traversata per i quotidiani statunitensi Chicago Herald and Examiner dell’editore William Randolph Hearst. 

Grace Marguerite Drummond-Hay

Ma fu nell’agosto del 1929 che Lady Drummond-Hay compì l’impresa che l’avrebbe consegnata alla storia dell’aviazione: fu la prima donna a fare il giro del mondo in volo, in quanto fu l’unica, per di più reporter per Hearst e non semplice passeggera, a bordo del leggendario LZ 127 Graf Zeppelin, il più grande dirigibile mai costruito.
L’aeromobile decollò e atterrò a Lakehurst, nel New Jersey (Usa), completando la circumnavigazione terrestre in 21 giorni dopo aver effettuato tappe intermedie a Friedrichshafen (in Germania, dov’era stato costruito), Tokyo (dove la passeggera e i passeggeri furono accolti dall’imperatore e da una folla di 250mila persone) e Los Angeles. 

LZ 127 Lady Drummond-Hay e il Capitano von Schiller sulla passerella del Graf Zeppelin

L’interno del Graf Zeppelin era strutturato come un hotel di lusso volante, concepito per far sentire chi viaggiava parte di un’élite e far dimenticare la sfida del volo ad alta quota che fu non sempre priva di rischi e problemi tecnici. Le persone alloggiavano in cabine in stile Art Nouveau, il salone aveva la carta da parati e grandi finestre per ammirare il panorama del globo terrestre che scorreva duecento metri più in basso (la velocità era di poco superiore ai 100 km/orari). I pasti venivano preparati in una moderna cucina elettrica e serviti da camerieri in guanti bianchi, mentre il logo della compagnia spiccava impeccabilmente su tovaglie, porcellane, posate e menù. Lady Drummond Hay ispezionò comunque ogni comparto del dirigibile, dai motori al deposito carburanti alla cabina di pilotaggio. Fece in seguito diversi altri voli sui dirigibili, verso il Nord America.

Nel 1930, l’intraprendente giornalista decise di passare dal ruolo di passeggera a quello di pilota, prendendo lezioni di volo a New York e ottenendo così la licenza di aviatrice. Nel maggio del 1933 si fece costruire un aereo personalizzato da quattro posti dalla Waco Aircraft Company in Ohio e se lo fece spedire in Gran Bretagna, dove venne assemblato. L’aereo aveva la parte inferiore delle ali dipinta in sfumature di blu e oro, i colori dello scarabeo egizio. Lady Drummond-Hay utilizzava questo velivolo per recarsi autonomamente all’estero per i suoi servizi giornalistici d’inchiesta: lei pilotava e nel contempo dettava gli articoli alla sua segretaria, dotata di macchina da scrivere portatile. 
Non fu solo una spettatrice d’eccezione del volo dei dirigibili, ma una fiera sostenitrice dell’emancipazione femminile nei cieli, impegnata a dimostrare col proprio esempio che le donne potevano condurre un’esistenza autonoma. Tra il 1932 e il 1940, assunse la presidenza della Women’s International Association of Aeronautics (Wiaa), un’organizzazione nata per unire le pilote di tutto il mondo. In questa veste, Lady Grace si impegnò concretamente istituendo e donando due trofei aeronautici per incentivare il volo al femminile. Il valore di questo contributo storico è stato celebrato nel 2004 al Museo Zeppelin di Friedrichshafen, dove uno dei trofei è stato esposto all’interno della mostra The Sisters of Icarus. Women and Flight. 

Clara Adams e Grace Marguerite Drummond-Hay nel 1936

Negli anni successivi, lavorò come corrispondente estera in zone di guerra, come l’Abissinia (l’attuale Etiopia) e la Manciuria, in Cina, sempre lavorando a stretto contatto con il collega Karl von Wiegand (anche lui dell’Hearst). Per il valore dei suoi reportage, l’imperatore etiope Haile Selassie le fece dono di un prezioso gioiello, che venne poi esposto sul suo corpo durante le esequie funebri. 
Durante la Seconda guerra mondiale, mentre si trovavano nelle Filippine per documentare le operazioni militari, Lady Drummond-Hay e von Wiegand furono catturati dai soldati giapponesi e internati in un duro campo di prigionia. La liberazione giunse nel 1943 e i due giornalisti poterono rientrare negli Stati Uniti nel dicembre di quell’anno a bordo della nave di salvataggio svedese “SS Gripsholm”. 
La fibra di Lady Grace Drummond-Hay, indebolita dall’internamento, cedette definitivamente il 12 febbraio 1946, quando si spense a causa di una trombosi coronarica al Lexington Hotel di New York. Molte importanti personalità, tra cui l’editore William Randolph Hearst, parteciparono al suo funerale per renderle l’ultimo omaggio. Dopo la cremazione, le sue ceneri furono riportate nel Regno Unito da von Wiegand. 
Nonostante la sua vita leggendaria e pionieristica, questa figura è stata in gran parte dimenticata dalla storia ufficiale dell’aviazione e del giornalismo, comparendo marginalmente in opere specialistiche sui dirigibili. Solo di recente è tornata alla luce grazie all’inclusione nel saggio del 2024 The Women Who Went Round the World e al documentario olandese del 2009 Farewell, diretto da Ditteke Mensink, che ha ripercorso la sua epopea attraverso la viva voce dei suoi diari intimi (da cui la citazione nell’incipit). 

Lady Grace Drummond-Hay a bordo del Graf Zeppelin

Lady Zeppelin, come fu chiamata, e i dirigibili non sopravvissero alla guerra. Lei morì nel 1946 ma, il Graf Zeppelin fu smantellato prima, nel 1940. 
Nei suoi nove anni di attività il dirigibile completò 590 voli percorrendo oltre un milione di miglia e trasportando migliaia di passeggere/i e centinaia di migliaia di tonnellate di merci, in assoluta sicurezza. Nell’estate del 1931, con l’avvio del servizio regolare verso il Sud America, la rotta commerciale del Graf Zeppelin, cui la giornalista aveva contribuito a dare fama, ridusse a pochissimi giorni un viaggio che per via marittima richiedeva intere settimane. Attraversando l’Atlantico meridionale per ben 136 volte nel corso della sua carriera, il Graf Zeppelin istituì di fatto il primo servizio aereo di linea intercontinentale e senza scalo della storia. Quando i nazisti arrivarono al potere vollero usarlo per la loro propaganda fino al disastro del dirigibile tedesco “Hindenburg” del maggio 1937 che prese fuoco nel New Jersey, durante l’attracco: il bilancio finale fu di 36 vittime e 62 sopravvissuti delle 98 persone presenti a bordo. I dirigibili smisero di volare e il glorioso Graf Zeppelin fu demolito per ordine della Luftwaffe nel marzo del 1940.

Qui il link alle traduzioni in spagnolo, francese e inglese.

In copertina: illustrazione di Margherita Mazzoli. 


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Articolo di Laura De Benedetti

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Giornalista professionista, da 28 anni scrive per Il Giorno e Qn Quotidiano Nazionale. Dopo anni di cronaca, ora racconta il mondo attraverso viaggi e itinerari. È un’attivista per i diritti delle donne con Se non ora quando? Snoq Lodi ed è sostenitrice di Toponomastica femminile.

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