Lodi. Il primo murale per le Giuste

Tra il 25 febbraio e l’8 marzo 2019, presso la Scuola Secondaria di primo grado Don Milani di Lodi, è stato realizzato il primo murale dedicato a due donne Giuste. Il progetto ha coinvolto sei ragazze (Arianna C., Arianna P., Sandra, Camilla, Sara e Clara) e un ragazzo (Gabriele) del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, guidati dalle docenti di Discipline Pittoriche, Maria Rita Coccimiglio, e di Lettere. Inoltre hanno dato il loro contributo anche alcuni alunni dell’Istituto Cazzulani, che a Lodi ospita una delle Scuole Secondarie di primo grado della città. In un primo momento, l’opera doveva essere realizzata a ottobre in concomitanza con il Convegno nazionale di Toponomastica femminile On the road, svoltosi a Lodi e patrocinato anche dall’amministrazione comunale; poi, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, l’attività è stata rimandata.
Il murale, attualmente visibile da una delle arterie principali del traffico cittadino, è suddiviso in due parti e nella prima sezione sono raffigurati i volti di due Giuste: Olympe de Gouges e Cristina di Belgioioso. Entrambe hanno dato un contributo fondamentale al “Lungo cammino delle donne verso i diritti… umani”, come recita la scritta realizzata nella parte superiore dell’opera: Olympe attraverso la stesura, negli anni della Rivoluzione francese, del primo documento in cui si faceva riferimento ai diritti e ai doveri delle cittadine; Cristina scrivendo varie opere dedicate alla condizione femminile e impegnandosi attivamente nella lotta di unificazione nazionale italiana negli anni del Risorgimento. La seconda sezione del murale rappresenta invece un viale percorso da una giovane donna con uno zaino e un paio di Sneakers in spalla, preceduta, poco più avanti, da un’altra donna che stringe la mano di una bambina: tutte e tre avanzano speditamente verso l’orizzonte illuminato dal sole.
L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che ha come obiettivo la creazione di un Viale delle Giuste itinerante che abbia come protagonisti i muri delle scuole. Gli istituti che hanno già aderito sono: il Liceo delle Scienze Umane Maffeo Vegio, il Liceo Artistico Callisto Piazza, l’Istituto Professionale Luigi Einaudi; gli Istituti Tecnici Agostino Bassi e Alessandro Volta, nonché la Scuola secondaria di primo grado Cazzulani sempre a Lodi. Per iniziare il lavoro è necessario il nullaosta della Sovrintendenza poiché tutti i muri coinvolti appartengono a edifici di più di settanta anni. In attesa del parere della Sovrintendenza, all’interno di ciascun istituto è stato proposto alle e agli studenti un questionario per selezionare le Giuste da raffigurare, inoltre si stanno realizzando dei bozzetti preparatori.
Il 1 aprile 2019 è stato intanto inaugurato questo primo murale alla presenza dell’assessora dell’Istruzione e delle Pari Opportunità, Giuseppina Molinari, della consigliera di parità, Venera Tomarchio, della Dirigente della Don Milani, Stefania Menin, della rappresentante provinciale di Toponomastica femminile, delle docenti, delle/degli studenti coinvolti e di altre insegnanti e toponomaste lodigiane. Ad allietare l’evento i giovani musicisti della scuola media Don Milani che hanno suonato alcune parti dell’opera lirica Carmen.

LODI.realizzazione
L’idea di un Viale delle Giuste in ogni città è quest’anno diventata parte del concorso nazionale di Toponomastica femminile “Sulle vie della parità”, nella sezione A3* in cui si può trovare anche la definizione di Giuste: “donne laiche che in ogni tempo e in ogni luogo si sono distinte, anche a rischio della propria vita, sia per le attività volte alla salvezza di singole persone oggetto di persecuzione e di discriminazione, sia per la loro lotta e denuncia dei soprusi e delle ingiustizie, in difesa di un ideale superiore di dignità e umanità”.
Il nome si rifà al Giardino dei Giusti, creato a Gerusalemme nel 1962 e dedicato a tutti coloro che, pur non essendo ebrei, hanno aiutato gli ebrei durante la Shoah. Ovviamente in quel giardino, come nei tanti sorti in molte altre città, sono ricordate anche donne, ma non sono presenti nel nome: Giusti. Le donne sono inglobate, in alcune lingue, in quel maschile imperante che vuole apparire neutro – nella lingua italiana definito non marcato – ma che spesso oscura la presenza femminile, ne nasconde l’esistenza e non ne riconosce adeguatamente l’importanza. Come se le donne presenti fossero l’eccezione che conferma la regola… maschile. E così si è voluto pensare a un Viale dedicato alle donne, forse anche per compensare un poco quel gap che vede nell’odonomastica, sul totale delle vie, solo un 5% in media dedicato a donne versus un 40% di personaggi maschili.
Il progetto era stato pensato nella primavera del 2016, durante un periodo di Alternanza Scuola Lavoro svolto da una classe terza del Liceo di Scienze Umane “Maffeo Vegio” di Lodi ad Alcatraz, la Libera Università gestita da Jacopo Fo in Umbria. Si era deciso di sviluppare un’attività legata anche a Toponomastica femminile e nacque il Viale delle Giuste, effettivamente poi concretizzato nel marzo 2017, dedicato a Franca Rame. Nel 2017 furono installati i primi venti totem dedicati ad altrettante donne Giuste. Nel marzo 2018 il Viale ad Alcatraz si concluse con altre venti Giuste e due prime opere d’arte che prendevano il posto dei totem, realizzate dalle artiste lodigiane Emma Azzi e Maura Bacciocchi.

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Libera Università di Alcatraz. Il viale delle Giuste

“In città” in effetti, non significa solo strade (ben difficile trovare vie, alberate o meno, da intitolare ex novo a figure di Giuste!), ma pensare a intitolazioni anche in quei molteplici luoghi altri che possano diventare memoria per tutta la cittadinanza ed esempio per le nuove generazioni: rotonde, giardini, parchi, biblioteche, scuole.
A Lodi l’idea è stata declinata in un modo alquanto originale: creare un Viale virtuale, o meglio artistico, costituito da murales realizzati da studenti, sui muri esterni delle scuole della città, in modo tale che siano ben visibili da chiunque vi passi vicino e ricordino alcune figure di donne già individuate come Giuste dalle ricerche svolte nelle classi negli anni precedenti.
Oggi chi passa davanti alla scuola Don Milani si chiede: ma chi sono queste donne disegnate sul muro? E far nascere questa curiosità è uno dei nostri obiettivi principali, meglio ancora se sono genitori che lo chiedono ai propri figli e alle proprie figlie.
L’impegno è duplice: fare in modo che i diritti conquistati a caro prezzo trovino effettiva realizzazione in società; porre molta attenzione a che non si torni indietro, come purtroppo è già capitato recentemente anche nella nostra cittadina!

*http://www.toponomasticafemminile.com/sito/images/eventi/20182019concorso/Bando-2018-19.7.pdf

 

Articolo di Danila Baldo e Alice Vergnaghi 

DANILA BALDO.400x400 NON TROVATA-1Docente di filosofia e scienze umane, coordna il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile; collabora con l’UST e il Comune di Lodi sui temi delle politiche di genere, con IFE-Iniziativa Femminista Europea e con Se non ora quando? È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009.

 

Lh5VNEop (1)Alice Vergnaghi è docente di Lettere a Lodi. Si è occupata di storia di genere fin dagli studi universitari presso l’Università di Pavia. Ha pubblicato il volume La condizione femminile e minorile nel Lodigiano durante il XX secolo e vari articoli su riviste specializzate.

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