Wheelmap, mappare l’accessibilità con una App

Nonostante i minacciosi nuvoloni grigi, decidiamo di partire. L’appuntamento è per le 17 in via Ognissanti a Padova e la nostra fortuna è che da quel punto in poi i portici della città ci proteggeranno. È il 5 aprile, giorno in cui quest’anno si è celebrata la Notte Europea della Geografia, coordinata in Italia dall’Associazione dei Geografi Italiani (AGEI). Geografe e geografi di tutta Europa sono impegnati a presentare al mondo le proprie iniziative, per far conoscere qualcosa di più su questa materia di cui solitamente ricordiamo soltanto le nozioni imparate qua e là durante il nostro percorso scolastico. Ma oltre le capitali c’è di più, molto di più. Soltanto a Padova, in questo giorno, si tengono 13 iniziative, coordinate dal Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto in collaborazione con il progetto UniPadova Sostenibile dell’Università di Padova, il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale (DICEA), il Museo di Geografia del Dipartimento DiSSGeA, il Dipartimento DSEA, il Dipartimento di Geoscienze, il Dipartimento DAFNAE, le Associazioni Geograficamente e GIShub e l’Associazione AIIG Veneto. Tali iniziative, molto diverse tra loro, guardano il territorio e lo narrano al grande pubblico in modi e da prospettive differenti: dalle degustazioni geo-ragionate al problema del gas flaring in Amazzonia alla mappatura dei luoghi dismessi, passando per droni in volo, esplorazioni sotterranee e di culture altre, biciclettate; per citarne alcune.

Così alle 17 il nostro gruppo è pronto per partire, smartphone e metro in mano. L’iniziativa presentata quest’anno dall’associazione Geograficamente si chiama Wheelmap Portello e il nostro obiettivo è quello di mappare l’accessibilità delle attività commerciali e dei luoghi pubblici da parte delle persone con disabilità motorie, in particolare di chi vive la città su una sedia a rotelle, nella zona universitaria del Portello. Wheelmap, sviluppata dall’organizzazione tedesca Sozialhelden, è una di quelle applicazioni che ci consentono dal nostro smartphone di cambiare davvero il mondo. Con pochi, semplici gesti possiamo indicare se un luogo è o meno accessibile con sedia a rotelle, condividendo questa nostra informazione in tempo reale al mondo intero tramite la mappa visibile dall’applicazione stessa o sul sito web (wheelmap.org). L’app permette inoltre di corredare la nostra informazione con fotografie e di indicare, ad esempio, se i servizi igienici di quel locale sono fruibili. Il criterio principale per stabilire se un luogo è accessibile è la presenza di uno scalino in ingresso con un’altezza minore a 7 cm. Se così è quel luogo comparirà in mappa con una bellissima icona verde, se però gli interni presentano ostacoli che non rendono tutte le stanze accessibili, l’icona sarà arancione. Un’icona rossa indicherà invece un luogo non accessibile. Chiaramente ci sono molti altri fattori da valutare, come la larghezza delle porte o la tipologia della stessa sedia a rotelle… ce ne rendiamo conto strada facendo. A volte i gradini sono troppo alti, ma i commercianti più accorti hanno a disposizione proprio vicino alla porta una rampa mobile da installare all’occorrenza per eliminare quella barriera per molti invisibile. Ci pensa Adriana Belotti, energica responsabile della comunicazione del progetto Padova per tutti, a rendercele visibili. Scherziamo sul suo bolide, il SUV delle sedie a rotelle, che pure in molti passaggi fatica a superare gli ostacoli, perché a volte la barriera si può nascondere nello zerbino troppo scivoloso davanti all’entrata del nostro locale.

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Registriamo il percorso con un’altra app indispensabile per la mappatura: Mapillary. Scattiamo fotografie ogni 3 metri, riprendendo parte del marciapiede e degli ingressi degli edifici. Queste immagini, una volta caricate sul sito (mapillary.com), saranno liberamente consultabili da tutti. Anche da chi, magari in sedia a rotelle e da casa, vorrà capire quanto un determinato punto della città sia facilmente percorribile.

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Sono quasi le 19 e abbiamo percorso poco più di 400 metri. Un piccolo segmento sulla mappa, ma che può concretamente fare la differenza. In meno di mezzo chilometro si sono depositate considerazioni e riflessioni, abbiamo incontrato barriere insuperabili e persone disposte ad aiutarci ad abbatterle, grandi sorrisi e molta gentilezza. Poca, veramente poca, diffidenza. Consapevoli che la nostra sensibilità, e quella delle molte altre persone che si sono intrattenute con noi in questi pochi centimetri di mappa, verso la necessità di rendere le nostre città libere da barriere architettoniche e accessibili a tutti è aumentata; salutiamo Adriana. Nello schermo del nostro smartphone tante icone colorate.

Wheelmap e Mapillary sono scaricabili su Google Play e App Store.

 

Articolo di Rachele Amerini

profilo.jpgLaureata in Geografia dei Processi Territoriali a Padova, si occupa di cartografia a 360 gradi: dal campo urbanistico alle indagini ambientali alle mappature partecipate nelle scuole. Con una grande passione per i viaggi in luoghi di confine e le piste poco battute, organizza spedizioni di mappatura negli angoli più remoti del pianeta, promuovendo la cartografia libera. È mapper attiva su OpenStreetMap e Mapillary.

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